Melone: quali cure e come capire se è maturo

Il melone è un frutto molto apprezzato perché dolce e fresco. La pianta richiede un ampio spazio di coltivazione e vuole acqua ogni giorno. A luglio compaiono i frutticini che richiedono qualche attenzione per evitare che si rovinino prima della raccolta.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 26/07/2021 Aggiornato il 26/07/2021
melone

Cucumis melo (famiglia delle Cucurbitaceae), il melone, è una delle colture annuali che occupa più spazio nell’orto estivo, allungando i suoi fusticini per metri e invadendo ampie zone. D’altro canto, è una delle colture più apprezzate per la bontà dei frutti che produce, dolci e dissetanti, l’ideale per il periodo caldo estivo.

La pianta è formata da un robusto cordone principale che si allunga e dirama lateralmente sul terreno, ricoprendolo con ampie foglie lobate. È una specie che necessita di calore (la temperatura minima di germinazione è di 18 °C) e di sole per dare il meglio e deve essere coltivata su un terreno ben drenante e fertile. Il melone è una coltura che necessita un certo impegno.

Varietà a maturazione estiva 

Le varietà di melone sono molto numerose; ogni anno ne vengono selezionate di nuove, differenti per qualità organolettiche, resistenza alle malattie (per esempio all’oidio e alla fusariosi), epoca di maturazione e conservabilità in post-raccolta. Le varietà a maturazione estiva più precoci iniziano a essere pronte tra giugno e luglio, per proseguire fino a settembre nel caso di varietà tardive.

I meloni a maturazione estiva vengono suddivisi genericamente in due grandi gruppi: meloni lisci e meloni retati. Entrambi hanno forma del frutto sferica o ovale più o meno allungata; la polpa interna, giunta a maturazione, assume colorazione giallo-arancione e consistenza soda. Nella cavità interna si sviluppano i semi.

I meloni lisci

Sono caratterizzati da buccia spessa tendenzialmente liscia o leggermente ruvida, di colore verde tendente al grigio (gialla verso la maturazione). Le varietà ‘Cantalupo di Charentais’ e ‘Iago’ sono a maturazione medio-precoce; ‘Dolcir’ e ‘Kosmos’ a maturazione medio-tardiva.

I meloni retati

Sono caratterizzati dalla presenza sulla buccia di una evidente rete in rilievo che può essere interrotta da scanalature più o meno evidenti che suddividono il frutto in spicchi (retato “con fetta”). Le varietà ‘Retato italiano’ e ‘Dionysio’ sono a maturazione precoce, ‘Retato degli ortolani’, ‘Django’, ‘Pepito’ e ‘Duca’ sono a ciclo intermedio, ‘Settimio’ a maturazione tardiva.

Acqua e nutrimento

Fino e non oltre il completo ingrossamento del frutto, è necessario bagnare ogni giorno la pianta, moderatamente (mai eccedere con l’acqua) e regolarmente, considerato il clima caldo di questo periodo. Inoltre, ogni 10-15 giorni, è necessario somministrare un prodotto fertilizzante specifico per orto, in formato liquido, diluito nell’acqua d’irrigazione secondo le dosi indicate in etichetta.

Serve la cimatura

Una volta che il cordone principale ha raggiunto la lunghezza di 1-1,5 m, è consigliabile cimarne l’apice, così viene stimolata l’emissione delle ramificazioni secondarie. I frutti vengono prodotti sulle ramificazioni laterali della pianta, in seguito all’impollinazione dei fiori femminili, che avviene solitamente grazie agli insetti. Quando la pianta inizia a emettere i primi frutticini, è bene mantenerne solo uno per ogni ramificazione laterale, in modo da ottenere un frutto di buona pezzatura; per lo stesso motivo, la ramificazione che porta il frutto viene solitamente cimata lasciando circa 3 foglie oltre il frutto stesso.

Pacciamatura e sostegno

Alcuni piccoli accorgimenti sono utili per ottenere una produzione più pulita e sana. Per non sporcare il frutto con la terra su cui appoggia ed evitare conseguenti fenomeni di marcescenza o sviluppo di malattie fungine, la cosa migliore è eseguire la coltivazione su telo pacciamante, in materiale plastico di colore nero. Oltre ad avere un prodotto pulito dalla terra, con cui non viene a contatto, con la pacciamatura si evita la crescita delle malerbe, che andrebbero eliminate manualmente con molta fatica. In mancanza di pacciamatura, l’operazione più semplice da fare, vivamente consigliata, è quella di far crescere e maturare il frutto appoggiato su un supporto che lo mantenga distante dal terreno.

Come si fa – Accorgimenti di coltivazione

cimatura meloni

Cimatura lungo il cordone principale e, quando compaiono i frutti, su quelli laterali.

melone e telo nero

Per evitare che il frutto marcisca o si ammali a contatto con la terra, si può predisporre il telo plastico nero: appena la piantina nasce si posiziona il telo con un buco per fare crescere la vegetazione. Se non è stato fatto, appena appaiono i frutti, proteggerli sollevandoli da terra con delle cassette di legno capovolte o un “cuscino” di paglia o erba secca.

Capire se il frutto è maturo

In media, la maturazione dei meloni avviene dalle 12 alle 20 settimane in seguito alla semina. Il frutto è maturo non solo quando ha raggiunto le dimensioni giuste, ma soprattutto quando la sua polpa ha il giusto grado zuccherino e ha quindi assunto il tipico sapore gradevole e aromatico del melone: per valutare l’avvenuta maturazione del frutto, dunque, non è sufficiente la vista, ma bisogna anche sentirne il profumo, che deve essere dolce e intenso. Altri indizi di avvenuta maturazione sono: il colore della buccia, che da verde tende verso il giallo-ocra; le condizioni del peduncolo che tiene attaccato il frutto alla pianta, che tende a disidratarsi e a seccare, facilitandone il distacco manuale; la consistenza del frutto che premuto tra le mani appare più morbido; infine, se si “bussa” sul frutto con la mano, il rumore che viene prodotto non deve essere un suono a vuoto, ma deve essere un suono pieno.

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