I lavori di luglio nell’orto

Il mese di luglio è un mese di grandi raccolti. Tutti gli sforzi fin qui compiuti si traducono finalmente in ortaggi e frutti che riempiono davvero il cesto e la tavola. Ma proprio adesso non bisogna commettere errori che possono rallentare la produzione o rovinare quanto ancora c'è sulle piante.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 15/07/2021 Aggiornato il 15/07/2021
I lavori di luglio nell’orto

A luglio, nel pieno della raccolta, molti commettono l’errore di rallentare i lavori e di curare soltanto quello che c’è, come se il ciclo di produzione fosse “infinito” e si potesse protrarre senza sforzo fino all’arrivo del freddo. Invece i lavori sono molti sia per la cura delle piante presenti, sia per la preparazione di quello che si pianterà non appena gli ortaggi attuali avranno concluso il loro ciclo. Insomma, non è il momento di rallentare.

Le aromatiche prima di tutto

Chi desidera fare scorte di aromatiche per poterle utilizzare durante l’inverno, senza dover ricorrere all’acquisto di prodotto essiccato spesso di origine straniera o fresco ma con poco “sapore”, dovrà iniziare a darsi da fare da ora. Le piante hanno raggiunto una buona maturità di sviluppo grazie alla crescita imponente del mese scorso, la radiazione solare che promuove la sintesi e l’accumulo di oli essenziali è forte, e il clima per l’essiccazione ottimale.

I metodi di conservazione sono l’essiccazione, naturale o forzata, oppure l’estrazione in olio. In entrambi i casi vale la solita regola degli orari di raccolta: al mattino, dopo che la rugiada si è asciugata e prima che il sole sia alto, quando la concentrazione di sostanze aromatiche dovrebbe essere massima.

 Il rosmarino

tagliare rosmarino

La raccolta si esegue sempre e soltanto con le cesoie perché la pianta è un vero e proprio cespuglio legnoso che, anche se flessibile nelle parti terminali, quelle più giovani, ha pur sempre una struttura non erbacea che deve essere rispettata. La raccolta, inoltre, serve per contenere lo sviluppo delle piante e ha la forma di una vera e propria potatura verde che mantiene il cespuglio denso e folto. Evitate il classico taglio del ramo lungo come ancora a volte si vede. Questa scelta genera due problemi: incide sul legno vecchio dove la pianta ha scarsa capacità di reazione e crea un vuoto che permette più facilmente l’ingresso all’interno della chioma del freddo come del caldo, alterando quel microclima interno favorevole che i cespugli sempreverdi creano tutto l’anno. Raccogliete le cime nuove, flessibili, fresche, ricche di profumo, lunghe 10, al massimo 15, centimetri.

La salvia

taglio salvia

Tutto quanto detto per il rosmarino è ancora più vero perché la struttura della pianta è nettamente divisa tra una base che tende a lignificare e una parte vegetativa erbacea. Tagliare sul legno vecchio è un errore e i tentativi di ringiovanimento di vecchi cespugli con potature drastiche spesso portano a scartare la pianta in breve tempo perché non muore ma non si rigenera. Per la raccolta della salvia utilizzate sempre le forbici così da incidere solo sulla parte erbacea creando tagli netti, non strappati o sfilacciati, più facili da richiudere. Prestate attenzione a raccogliere solo lo stretto indispensabile perché se il rosmarino si secca con facilità per la salvia, l’essiccazione è più complessa, bisognerebbe separare le singole foglie e porle in luogo ombreggiato e ventilato. In altre parole nella maggior parte dei casi quanto non è subito impiegato spesso si getta: rappresenta uno spreco e un danno inutile alla pianta.

I fiori dell’orto

Negli spazi di risulta dell’orto, sempre più spesso si coltiva “la bellezza”, ovvero i fiori più belli, appariscenti e facili, come zinnie e calendule. Piante semplici, decorative, ma senza bisogno di grandi cure, adatte ad essere recise e portate dentro casa in un’occasione di festa o per le cerimonie religiose.

taglio zinnia

Le zinnie, seminate o trapiantate in terreno ben drenato, leggero e organico, di media fertilità, vanno bagnate con cura sempre al piede perché sono sensibili a malattie fungine. Unica manutenzione richiesta è l’eliminazione dei capolini sciupati per favorirne la rifiorenza. Quelle a fiore grande con lungo stelo, le più adatte per essere recise, devono essere sostenute con una cannuccia che raggiunga almeno i due terzi dell’altezza della pianta se singola, oppure legate in gruppo ad un tutore che le laschi libere di oscillare ma non di piegarsi se in gruppo. Si raccolgono sempre utilizzando per il taglio un paio di forbici affilate e pulite.

La raccolta dei frutti

È il momento di assaggiare i primi frutti del nostro lavoro ma anche raccoglierli ha precise indicazioni da seguire per non danneggiare la pianta. Si ricorda che la raccolta è sempre necessaria perché se si lasciassero sulla pianta i frutti più grossi, i primi nella scala gerarchica della captazione dei nutrienti, questi cercherebbero di giungere rapidamente alla maturazione fisiologica sviluppando i semi fino ad essere pronti per riprodurre la pianta. Così facendo gli altri frutti, in posizione subalterna, tarderebbero a ingrossarsi. Se il raccolto fosse troppo abbondante per il consumo quotidiano, si consiglia di trasformarlo in conserve da gustare nella stagione invernale. 

Le melanzane

taglio melanzana

Le melanzane si coltivano dove c’è sole e caldo oltre a disponibilità di acqua. Devono essere raccolte quando le dimensioni, in relazione alla varietà che deve sempre essere conosciuta, sono soddisfacenti, il colore è completo su tutta la superficie e pieno, la cuticola si presenta ancora lucida. A questo stadio i semi all’interno sono pochi, la polpa è soda e chiara, il processo di per togliere il sapore amaro (con il sale grosso o lasciandole in acqua fredda) non è sempre necessario e nel caso è veloce ed efficace. Lasciata sulla pianta la melanzana prima diventa opaca e poi vira verso il color cuoio, la polpa diventa spugnosa e i semi si presentano formati; il gusto è acre e immangiabile. Per raccogliere le melanzane usare un coltello o un paio di cesoie, sempre sostenendo il frutto perché è facile scosciare un ramo.

Le zucchine

taglio zucchine

La coltivazione è terminata. Ora si raccolgono i frutti quando sono ancora giovani e immaturi, con cuticola verde e tenera, semi assenti o ai primi stadi di formazione, inavvertibili al palato, polpa soda e croccante, di buon sapore. La raccolta sembra di grande facilità ma anche i più esperti per fretta o disattenzione commettono errori piuttosto frequenti perché il coltello può facilmente ferire altri frutti in formazione o i lunghi piccioli delle foglie. Bisogna agire sempre dall’alto, scostando le foglie e tagliando il picciolo di modo che sia ripartito in egual misura fra pianta e frutto. La raccolta, anche se non c’è necessità, deve essere giornaliera o al massimo ogni due giorni.

I pomodori

raccolta pomodoro

Anche se già il frutto si presenta rosso, non si deve raccogliere se al di sotto della misura attesa per la varietà. Con facilità i primi pomodori potrebbero rivelarsi troppo acquosi, poco dolci e con una nota leggermente acidula. Basta aspettare qualche giorno. Se è stata distribuita poca acqua, o è stato fatto in modo irregolare, evitate di rimediare con irrigazioni abbondanti e improvvise che favorirebbero la spaccatura dei frutti. Il pomodoro si raccoglie con due mani: una sostiene il frutto, l’altra taglia il picciolo con un paio di forbici.

Altri lavori

Nel mese di luglio i lavori non mancano mai. Occorre strappare le erbacce ogni giorno, meglio se piccole e a inizio sviluppo sradicandole e, se si ha tempo riducendole in pezzetti da spargere sul terreno come pacciamatura.

Si deve bagnare almeno a giorni alterni, il mattino presto o la sera dopo il tramonto, sempre al piede, e senza affogare le piante.

È importante sarchiare il terreno per interrompere la risalita capillare dell’acqua dagli strati profondi una volta la settimana.

Si devono controllare le legature, allentandole dove necessario o aggiungendone di nuove, ogni quindici giorni.

 

Fotografie di Stefania Zecca