I cetrioli: entro giugno si seminano nell’orto

Il cetriolo è un ortaggio tipico dell’area mediterranea, di facile coltivazione, che può essere seminato all’aperto fino a fine giugno. L’importante è garantire lo spazio adeguato per la crescita di ogni pianta (almeno un 60 cm quadrati), pulire bene il terreno in superficie perché la pianta non ha radici profonde e predisporre sostegni robusti fin dall’inizio.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 13/06/2013 Aggiornato il 13/06/2013
Cetrioli

Il cetriolo, nome scientifico Cucumis sativus, è un prodotto tipico dell’area mediterranea e in Grecia, dove è componente del piatto nazionale, l’insalata greca, se ne fa larghissimo uso. La sua coltivazione è facile e adatta anche ai neofiti, purché siano rispettate semplici indicazioni. Esistono sostanzialmente due tipologie di cetrioli: quelli da insalata e quelli da sottaceto.

I primi devono essere consumati freschi e non si prestano ad essere conservati, nemmeno surgelati a causa del suo elevatissimo contenuto d’acqua. Il cetriolino da sottaceto deve essere raccolto al giusto punto di maturazione per mantenere quelle caratteristiche che lo rendono un aperitivo ideale, vale a dire polpa compatta e croccante.

Non esistono sostanziali differenze nella coltivazione delle due tipologie se non sulla tempistica di raccolta e nella dimensione più contenuta delle piante. In tutto il territorio nazionale si semina in piena terra da aprile a tutto giugno, secondo l’andamento stagionale. In aree del sud particolarmente calde si può ricorrere ad una coltivazione fuori stagione con semine da luglio a settembre. Ricordiamo sempre che il freddo rappresenta il vero punto debole del cetriolo e a temperature che rallentano ma non arrestano i pomodori, i cetrioli ingialliscono e stentano, non producendo più né frutti né foglie.

1. Il cetriolo non necessita di lavorazioni profonde del terreno perché ha un apparato radicale superficiale.  Possiamo limitarci a eseguire una buona zappatura, se il terreno era già stato messo a coltura in precedenza, in luogo della più faticosa vangatura. È importante però, prima di procedere alla lavorazione del terreno, predisporre una concimazione di fondo abbondante in grado di far fronte ai forti asporti di nutrienti.  In un metro quadrato, spargere da 5 a 8 kg di letame maturo, o quantitativi doppi di terricciato, e 100 g di fertilizzante ternario, NPK, con titolo in potassio elevato. In caso di terreni pesanti aggiungiamo sabbia, in terreni alcalini torba bionda, e procediamo alla zappatura. Il risultato finale dovrà essere fertile e ricco di sostanza organica, dotato di un buon drenaggio, a pH subacido, fresco. Durante il ciclo produttivo s’impiegano concimi azotati in copertura ma sempre rispettando le indicazioni del produttore.

1. Il cetriolo non necessita di lavorazioni profonde del terreno perché ha un apparato radicale superficiale. Possiamo limitarci a eseguire una buona zappatura, se il terreno era già stato messo a coltura in precedenza, in luogo della più faticosa vangatura. È importante però, prima di procedere alla lavorazione del terreno, predisporre una concimazione di fondo abbondante in grado di far fronte ai forti asporti di nutrienti. In un metro quadrato, spargere da 5 a 8 kg di letame maturo, o quantitativi doppi di terricciato, e 100 g di fertilizzante ternario, NPK, con titolo in potassio elevato. In caso di terreni pesanti aggiungiamo sabbia, in terreni alcalini torba bionda, e procediamo alla zappatura. Il risultato finale dovrà essere fertile e ricco di sostanza organica, dotato di un buon drenaggio, a pH subacido, fresco. Durante il ciclo produttivo s’impiegano concimi azotati in copertura ma sempre rispettando le indicazioni del produttore.

2. La scelta del seme, come nelle altre cucurbitaceae, è di primaria importanza: deve essere fresco, ben conservato e sano. Al momento dell’acquisto controllare la data di produzione delle sementi e non impiegare quelle rimaste dall’annata precedente. Diverse sono le tecniche di semina: in contenitori alveolati impiegando un seme per foro; in vasetto impiegando tre semi e allevando dopo la germinazione solo quello più vigoroso; direttamente in pieno campo in buchette riempite sul fondo con compost e terriccio, impiegando quattro semi lasciandone al massimo due se si coltiverà su sostegni. I semi devono essere nel terreno con la punta verso il basso per facilitare l’affondamento nel terreno delle radici e l’emergenza dei cotiledoni. La germinazione avviene a partire da 14°C, ma è ottimale con temperature intorno ai 25°C. I tempi d’attesa sono in funzione della temperatura, da un minimo di tre giorni fino a quindici.

2. La scelta del seme, come nelle altre cucurbitaceae, è di primaria importanza: deve essere fresco, ben conservato e sano. Al momento dell’acquisto controllare la data di produzione delle sementi e non impiegare quelle rimaste dall’annata precedente. Diverse sono le tecniche di semina: in contenitori alveolati impiegando un seme per foro; in vasetto impiegando tre semi e allevando dopo la germinazione solo quello più vigoroso; direttamente in pieno campo in buchette riempite sul fondo con compost e terriccio, impiegando quattro semi lasciandone al massimo due se si coltiverà su sostegni. I semi devono essere nel terreno con la punta verso il basso per facilitare l’affondamento nel terreno delle radici e l’emergenza dei cotiledoni. La germinazione avviene a partire da 14°C, ma è ottimale con temperature intorno ai 25°C. I tempi d’attesa sono in funzione della temperatura, da un minimo di tre giorni fino a quindici.

3. Come per la maggior parte degli ortaggi, anche per il cetriolo l’irrigazione a pioggia è sconsigliata perché favorisce l’insorgenza di malattie fungine. Il metodo per infiltrazione laterale non sempre è consigliato: visto il tipo di apparato radicale è idoneo solo se impiegato fin dalle prime fasi perché lo scavo dei solchi può risultare dannoso per piante già sviluppate. Il migliore è il sistema localizzato pianta per pianta con manichette forate o con gocciolatoi. L’acqua non dovrebbe essere prelevata dall’acquedotto ma da un deposito d’attesa dove possa riscaldarsi fino a circa 20°C. Acqua troppo fredda rallenta lo sviluppo della pianta e riduce la dolcezza dei frutti. Scarsità d’acqua accentua il sapore amaro del frutto ed è solo con bagnature regolari che non lascino mai asciugare del tutto il terreno che si ottengono raccolti abbondanti.

3. Come per la maggior parte degli ortaggi, anche per il cetriolo l’irrigazione a pioggia è sconsigliata perché favorisce l’insorgenza di malattie fungine. Il metodo per infiltrazione laterale non sempre è consigliato: visto il tipo di apparato radicale è idoneo solo se impiegato fin dalle prime fasi perché lo scavo dei solchi può risultare dannoso per piante già sviluppate. Il migliore è il sistema localizzato pianta per pianta con manichette forate o con gocciolatoi. L’acqua non dovrebbe essere prelevata dall’acquedotto ma da un deposito d’attesa dove possa riscaldarsi fino a circa 20°C. Acqua troppo fredda rallenta lo sviluppo della pianta e riduce la dolcezza dei frutti. Scarsità d’acqua accentua il sapore amaro del frutto ed è solo con bagnature regolari che non lascino mai asciugare del tutto il terreno che si ottengono raccolti abbondanti.

4. La cimatura in orticoltura è una pratica controversa che ha tanti sostenitori quanti detrattori, basti pensare al caso del pomodoro. La cimatura servirebbe sia a contenere lo sviluppo in altezza della pianta sia a favorire l’emissione di branche laterali.  Nella coltivazione del cetriolino da sottaceto assume questo secondo significato trattandosi in genere di piante di dimensioni modeste.  Si pratica sul fusto principale dopo l’emissione della terza foglia (non si contano le prime due che sono i cotiledoni), sui rami laterali sopra la quinta foglia e sui rametti che da questi si sviluppano lasciando un solo fiore.

4. La cimatura in orticoltura è una pratica controversa che ha tanti sostenitori quanti detrattori, basti pensare al caso del pomodoro. La cimatura servirebbe sia a contenere lo sviluppo in altezza della pianta sia a favorire l’emissione di branche laterali. Nella coltivazione del cetriolino da sottaceto assume questo secondo significato trattandosi in genere di piante di dimensioni modeste. Si pratica sul fusto principale dopo l’emissione della terza foglia (non si contano le prime due che sono i cotiledoni), sui rami laterali sopra la quinta foglia e sui rametti che da questi si sviluppano lasciando un solo fiore.

5. La raccolta deve essere effettuata prima che i frutti superino le dimensioni indicate per la conservazione e i semi divengano evidenti, la polpa deve essere ancora consistente e croccante. Si effettua a giorni alterni con forbici o coltello affilato e mai spezzando il picciolo con le mani.  Il cetriolo è molto sensibile alle rotture, i rami e i piccioli spesso si sfilacciano formando delle ampie ferite che la pianta non riesce a rimarginare e che rappresentano una facile via d’ingresso per patogeni e funghi. Lasciare sulla pianta un frutto già surmaturo è un errore perché assume nella scala gerarchica interna alla pianta una posizione predominante nel tentativo di portare a maturazione i semi come mezzo di propagazione, consentendo soltanto un limitato sviluppo agli altri frutti.

5. La raccolta deve essere effettuata prima che i frutti superino le dimensioni indicate per la conservazione e i semi divengano evidenti, la polpa deve essere ancora consistente e croccante. Si effettua a giorni alterni con forbici o coltello affilato e mai spezzando il picciolo con le mani. Il cetriolo è molto sensibile alle rotture, i rami e i piccioli spesso si sfilacciano formando delle ampie ferite che la pianta non riesce a rimarginare e che rappresentano una facile via d’ingresso per patogeni e funghi. Lasciare sulla pianta un frutto già surmaturo è un errore perché assume nella scala gerarchica interna alla pianta una posizione predominante nel tentativo di portare a maturazione i semi come mezzo di propagazione, consentendo soltanto un limitato sviluppo agli altri frutti.

 

Come conservarli sottaceto

I cetriolini si possono conservare sia sottaceto sia sottolio. La preparazione sottaceto è piuttosto semplice e non richiede particolari abilità. I cetriolini da conservare sottaceto devono essere lavati in acqua corrente fredda, lasciati asciugare su un canovaccio pulito e posti dentro quello che sarà il vaso destinato per la conservazione. Si salano, si chiude il vaso e si lasciano riposare, senza metterli al sole, per un’intera giornata. I cetriolini così trattati “butteranno” acqua. Scolate il liquido dal vaso, aggiungete alloro e, se gradito, aglio a rondelle. Poi versate aceto bianco fino a coprirli, chiudete il vaso e sterilizzate per mezz’ora in acqua bollente. Lasciateli nella pentola fino a che non saranno freddi e metteteli in dispensa al fresco e al buio.

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