Gli ortaggi che crescono a dicembre nel tunnel

Un piccolo tunnel nell'orto (dimensioni minime: largo 100 cm, alto 100 cm, lungo a seconda dello spazio a disposizione) ci consente di avere verdure da raccogliere anche in pieno inverno. Tuttavia non è facile gestirlo e bisogna tenere presente alcuni consigli.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 05/12/2014 Aggiornato il 05/12/2014
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Gli ortaggi che rendono meglio

Una volta acquistato il tunnel (come già suggerito nei giorni scorsi) possiamo seminare ravanelli, rucola e valerianella a cui aggiungere lattuga, cicoria e radicchio da taglio, prezzemolo, cavoli invernali. 

Il prezzemolo
Ha una buona resistenza al freddo ed è l’ultimo fra gli ortaggi non invernali a cedere al gelo. All’arrivo dei primi freddi si consiglia di tagliare tutti i fusti a raso sfruttando la capacità di ricaccio e ricrescita della pianta. Prelevare con la vanga a profilo quadrato per maggiore precisione di taglio dei piccoli quadrotti, circa 20-25 cm di lato, da rimettere a dimora nello spazio protetto dal tunnel. Per una famiglia di quattro persone, surgelando la produzione derivante dal taglio a raso, ne bastano due. Il prezzemolo, così protetto, potrà sopravvivere e produrre fino alla primavera successiva.

I cavoli a raccolta invernale
Seminati a inizio estate, o trapiantati dopo il grande caldo devono poter restare in campo anche durante la stagione fredda. Nelle regioni del centro e del sud le temperature invernali, nella norma, non sono in grado di danneggiare il cavolfiore che è una pianta resistente, ma in collina, in montagna e al nord questo potrebbe accadere. Le piante possono essere trasferite dalle aiuole sotto i tunnel con una certa facilità cercando di mantenere la zolla compatta così che il terreno non si stacchi dalle radici. I tunnel sono più efficaci della tradizione che insegna come protezione dal freddo a raccogliere le foglie del cavolfiore richiudendole sull’infiorescenza per legarle con uno spago.

I ravanelli
Considerati un ortaggio senza stagione i ravanelli si seminano tutto l’anno purché le condizioni climatiche lo consentano. Con temperature medie al di sopra dei 7°C si può tentare la semina e attendere un raccolto in breve tempo. Predilige temperature fresche ed uniformi e si accresce con forza con temperature intorno ai 15-18°C. Si coltiva con successo nei tunnel freddi: con l’avvertenza di arieggiare con regolarità nelle ore più calde della giornata perché l’innalzamento delle temperature, per l’effetto serra, incide negativamente sulla qualità del prodotto.

Rucola, radicchio e valerianella
Per ravvivare le insalate miste invernali ci può venire in aiuto la rucola che, resistente al freddo, offre in tempi brevi, circa 40 giorni dalla semina, i primi raccolti, cui ne seguiranno altri più abbondanti, se trattata come verdura da taglio. Per una buona uniformità di semina è necessario mescolare 1 grammo di seme, necessario per un metro quadrato, con due manciate di terriccio fine e due di sabbia leggermente umida. Mescolate il tutto e procedete nella semina a spaglio. Le pianticelle correttamente distanziate cresceranno di più e meglio.

Il segreto per la riuscita

Nella gestione dei tunnel sono fondamentali l’apertura e la chiusura. Nelle ore più calde delle giornate di sole è bene aprire il fianco, sollevando semplicemente il telo, per evitare il rischio di temperature troppo elevate che possono causare una “lessatura” dei giovani ortaggi. Arieggiare serve ad asciugare le piante, eliminare la condensa, evitare che lo sbalzo termico fra giorno e notte sia eccessivo. Un’errata o mancata gestione delle aperture può portare alla perdita dell’intero raccolto. L’arieggiamento è fondamentale per eliminare l’umidità in eccesso che origina la condensa, ed è necessario ogni qualvolta se ne scorge il formarsi in quantità. Il gocciolamento della condensa sugli ortaggi, specie su quelli a cespo, dove non scorre sulla lamina fogliare verso l’esterno ma si accumula sul rachide centrale, è causa di marciumi, favoriti dalle temperature notturne basse. Solo nelle giornate con temperature prossime allo zero o di possibile pioggia evitiamo di aprire i tunnel. Le aperture non dovrebbero essere collocate a livello del terreno, ma è molto pratico rialzare semplicemente, arrotolandoli su se stessi, i teli di materiale plastico. Anche l’impiego del tessuto non tessuto può esserci d’aiuto per proteggere le colture perché riesce a rialzare la temperatura del terreno di alcuni gradi e protegge gli ortaggi dalle brinate. Le bagnature dovranno essere frequenti ma sempre moderate, localizzate nell’area esplorata dalle radici delle piante e non a pioggia. Prima di ogni nuova distribuzione valutate lo stato di umidità del substrato, con le dita, ad una profondità di 4-5 centimetri. Procedete una volta al mese a sarchiature con un piccolo attrezzo a tre denti per rompere la crosta superficiale, ridurre la risalita capillare, le perdite d’acqua, e, soprattutto, l’accumulo di condensa. In caso di neve si deve provvedere alla rimozione perché la struttura è solo parzialmente in grado di scaricare e non sopporta pesi eccessivi.

Quali problemi nel tunnel dell’orto

Per scongiurare ristagni, più pericolosi in concomitanza di basse temperature, scavare intorno alle aiuole scoline perimetrali profonde che consentano un rapido allontanamento dell’acqua piovana in eccesso. In terreni pesanti, argillosi, o in zone molto piovose si può rialzare l’aiuola rispetto al piano di campo. Il maggiore difetto degli ortaggi acquistati durante l’inverno, anche quando provenienti dal sud del paese o dall’estero, è la mancanza di sapore pieno e deciso, un aroma piatto sempre troppo acquoso.

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