L’anguria (Citrullus vulgaris), chiamata anche cocomero, è il frutto estivo per eccellenza e coltivarla nel proprio orto dà sicuramente grandi soddisfazioni, ma richiede anche molta attenzione: per crescere e sviluppare frutti succosi ha bisogno di climi caldi, di una posizione soleggiata il più possibile e di un apporto idrico costante e generoso alle radici.
Tuttavia, c’è un segreto che i coltivatori esperti conoscono bene: le bagnature devono essere ridotte man mano che si avvicina la maturazione. Diminuire l’acqua nelle ultime settimane serve a concentrare gli zuccheri all’interno della polpa e, al tempo stesso, ad evitare rischiosi marciumi radicali o la spaccatura del frutto.
Riconoscere il momento esatto per la raccolta (o per l’acquisto) è fondamentale. Se si tarda anche solo di pochi giorni, la polpa perde la sua tipica freschezza e diventa farinosa e molle. Al contrario, un’anguria raccolta in anticipo rimarrà insipida, poiché questo frutto smette di maturare una volta staccato dalla pianta.
Tre segnali da monitorare
La pianta e il frutto stesso inviano segnali chiarissimi quando si avvicinano alla maturazione ideale.
1. La scomparsa della pruina
La pruina è quella sottile patina cerosa e opaca che riveste il guscio dell’anguria quando è in fase di crescita, proteggendola dagli agenti esterni e rendendola impermeabile. Quando il frutto è pronto per la raccolta, questa barriera naturale inizia a scomparire in modo graduale, lasciando la buccia più lucida e definita.
2. Il viraggio del colore
Osservando attentamente la buccia, si noterà che il verde brillante e uniforme che caratterizza il guscio inizia a sbiadire leggermente. Il dettaglio più importante si trova però nella parte inferiore, quella a contatto diretto con il terreno: se l’anguria è acerba la macchia è bianca o verde chiarissimo; quando vira dal verde al giallo crema o giallo zolfo, il frutto è zuccherino al punto giusto.
3. Il disseccamento del viticcio
Questo è il test più affidabile per chi coltiva e si basa sull’osservazione del punto in cui il frutto è attaccato alla pianta (il peduncolo): sul ramo, esattamente in corrispondenza o sul lato opposto al peduncolo, si trova un piccolo viticcio arricciato (il “ricciolo”). La maturazione è completata quando questo viticcio inizia a disseccarsi, diventando marrone e legnoso. Se è ancora verde e flessibile, l’anguria ha bisogno di altro tempo.
Il trucco del suono
Se i segnali visivi non dovessero bastare, esiste un metodo antico ma efficacissimo che fa affidamento sull’udito.
Riconoscere il grado di maturazione dal suono richiede un po’ di orecchio, ma è il tratto distintivo dei veri intenditori. Il test si fa percuotendo il cocomero con le nocche delle dita, proprio come se si stesse bussando a una porta:
- Suono sordo e profondo: se il rumore è cupo, pieno e “basso”, significa che la polpa all’interno è densa, ricca d’acqua e ha raggiunto la giusta maturazione
- Suono chiaro e squillante: se il responso è un suono metallico, nitido o “vuoto”, il frutto è ancora acerbo e la polpa non si è strutturata del tutto.
Infine, può essere utile provare a premere il frutto alle due estremità con le mani: se si avverte un leggero scricchiolio interno, la polpa è turgida, croccante e pronta da tagliare.







































