Come mettere a dimora le piante da frutto

L'inverno è il periodo ideale per questo lavoro nell'orto, in particolare per le piante a radice nuda, in modo da assicurarsi della frutta gustosa e pronta per essere raccolta direttamente dagli alberi durante la prossima estate.

A cura di Francesca La Rana, Francesca Meinardi
Pubblicato il 23/01/2026Aggiornato il 23/01/2026
radice nuda a dimora

L’inizio del nuovo anno rappresenta il momento ideale per piantare alberi da frutto nel proprio giardino o frutteto domestico. Prima di procedere, è fondamentale valutare spazio disponibile, condizioni di esposizione solare e qualità del terreno, elementi determinanti per garantire una crescita sana e produttiva delle piante.

Le piante da frutto si possono acquistare a radice nuda o in vaso. Entrambe le opzioni presentano vantaggi specifici, ma le piante a radice nuda risultano particolarmente convenienti per chi desidera un impianto efficiente, economico e sostenibile.  

Piante a radice nuda: come procedere

Le piante a radice nuda sono esemplari venduti senza il pane di terra intorno alle radici (o con una quantità minima), generalmente avvolte in un panno di juta o in una pellicola protettiva. Cresciute in vivaio direttamente nel terreno, vengono estratte durante il periodo di riposo vegetativo e risultano più leggere, economiche e maneggevoli.

I principali vantaggi delle piante a radice nuda includono:

  • Costo inferiore fino al 50% rispetto alle piante in vaso.
  • Facilità di trasporto e stoccaggio, grazie all’assenza di terra.
  • Miglior adattamento al nuovo terreno, poiché l’apparato radicale si adatta subito al substrato di impianto.
  • Possibilità di piantumazione immediata anche da parte di una sola persona.

Si tratta di piante generalmente giovani (1-2 anni), ideali per l’impianto di un frutteto familiare o per rinnovare il giardino domestico. È possibile acquistarle sia in vivaio che online, con costi di spedizione contenuti grazie alla loro leggerezza.

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Come piantarle

Il periodo più adatto per la messa a dimora delle piante da frutto a radice nuda coincide con il riposo vegetativo, ovvero da novembre a fine febbraio, prima che il risveglio della pianta porti all’apertura delle gemme. Occorre però evitare le giornate di gelo intenso, soprattutto nel mese di gennaio, per non danneggiare le radici. In aree molto fredde, è consigliabile attendere fine inverno.

Durante questo periodo, le radici avranno il tempo necessario per attecchire nel nuovo terreno, favorendo una rapida ripresa primaverile e una crescita equilibrata della pianta.

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Messa a dimora: come procedere

1. Una volta arrivata a casa, la pianta dovrà essere reidratata. Il suo apparato radicale andrà quindi immerso in un secchio d’acqua perché possa assorbire i liquidi necessari. La pianta avrà un apparato radicale ideale per la piantagione, ma comunque è meglio controllare le radici: andranno spuntate e si dovranno rimuovere quelle secche o danneggiate. Chi ha tempo, e le condizioni meteo non prevedono pioggia, a questo punto può procedere alla zaffardatura.

1. Una volta a casa, la pianta va reidratata immergendo l’apparato radicale in un secchio d’acqua. Prima di procedere, spuntare le radici rimuovendo quelle secche o danneggiate. Se il meteo lo permette, questo è il momento ideale per la zaffardatura.

2. Al momento di posare la pianta nella buca, fare attenzione al colletto che deve restare in linea con il terreno. Predisporre un sostegno che ne tenga dritto il fusto mentre si ricopre la buca; il sostegno in futuro aiuterà la pianta a mantenere il suo portamento nonostante venti e intemperie. La buca andrà chiusa iniziando a inserire prima la terra più superficiale, e poi quella tolta più in profondità. Infine, annaffiare.

2. Collocare la pianta nella buca assicurandoti che il colletto (il punto di unione tra radici e fusto) sia a livello del terreno. Utilizzare un tutore per mantenere il fusto dritto e proteggerlo dal vento. Riempire la buca e pressare leggermente il terreno, quindi annaffiare abbondantemente.

3. Per proteggere dal gelo la giovane pianta, si consiglia di spargere uno strato pacciamante attorno al colletto, ma non troppo vicino al fusto, per evitare che, a causa dell’accumulo di materiale organico, si possano sviluppare funghi nocivi. Il materiale adatto potrebbe essere paglia, foglie secche e corteccia.

3. Per difendere la giovane pianta dal gelo, stendere uno strato di pacciamatura (paglia, foglie o corteccia) attorno alla base. Attenzione: non accumulare il materiale direttamente contro il fusto per evitare ristagni e lo sviluppo di funghi nocivi.

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La zaffardatura

La zaffardatura, nota anche come inzaffardatura, rappresenta una tecnica tradizionale essenziale per preparare le piante da frutto a radice nuda alla messa a dimora. Oltre alla semplice reidratazione in acqua, questo processo prevede l’immersione delle radici in una poltiglia nutriente, che nutre l’apparato radicale e ne favorisce l’attecchimento nel nuovo terreno.

Come si compone

Il composto per la zaffardatura si ottiene mescolando terreno fine e argilloso, che garantisce adesione e apporto minerale, terra da coltivo ricca di sostanza organica e letame maturo sminuzzato come fonte naturale di nutrienti. Si aggiunge acqua in quantità sufficiente per ottenere una poltiglia cremosa, né troppo liquida né densa. Le radici terminali vengono immerse nel composto, ricoperte uniformemente con una paletta e lasciate agire per qualche ora o l’intera notte, ottimizzando l’assorbimento di sostanze nutritive prima della piantumazione degli alberi da frutto.

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Gli effetti

Gli effetti della zaffardatura non sono immediatamente visibili dopo la messa a dimora. Si manifestano pienamente in primavera, quando la pianta esce dal riposo vegetativo: le radici esplorano il terreno circostante con maggiore vigore, garantendo uno sviluppo rapido, un migliore attecchimento e una crescita più sana del frutteto domestico.

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