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Il sedano tradizionale (Apium graveolens varietà “dulce”, famiglia delle Ombrellifere) è un ortaggio che, in primavera, così come in autunno, si può coltivare in casa e all’esterno.
Se non è possibile seminare in aiuola, si può coltivare in vaso (necessita di temperature superiori ai 15° C). In questo caso si parte dagli scarti del sedano, quindi serve la parte dell’apice del gambo.
Anche se si può coltivare quello acquistato in supermercato, si consiglia di partire da quelli presi direttamente dai contadini o da agricoltura biologica, per una maggiore genuinità: il sedano è uno degli ortaggi maggiormente recettivi ai residui dei pesticidi.
La nostra guida su come ottenere nuovi ortaggi dagli scarti
Come si pianta in vaso

1. Da un sedano intero con un coltello molto affilato asportare la base per una lunghezza di circa 5 cm.

2. Sistemare la parte di sedano selezionata in un piatto fondo colmo di acqua a temperatura ambiente e lasciarla a riposo. La parte più interna della base recisa presenta un cuore più tenero di colore giallo vivo: in questa parte del gambo spunteranno i primi germogli mentre le radici cresceranno nella parte inferiore esterna.

3. Il piatto andrà lasciato in un posto luminoso ma riparato dai raggi diretti del sole verso la pianta del sedano

4. Il primo germoglio di sedano solitamente compare dopo una sola settimana, ma il gambo dovrà essere lasciato nel piatto fondo per almeno tre settimane avendo cura di cambiare l’acqua una volta ogni tre giorni. Dopo tre settimane, quindi, si potrà trapiantare in un vaso di almeno 40 cm di profondità, diametro 20 cm, munito degli opportuni fori di drenaggio. Il substrato deve essere ricco di terriccio biologico e compost domestico (preferire un substrato leggermente acido con pH oscillante tra il 6 e il 7), adagiato su un letto di ghiaia che favorisca il drenaggio. Il vaso andrà annaffiato frequentemente ma solo quando il terreno al tatto risulterà leggermente secco.
Si può seguire lo stesso procedimento anche per coltivare la lattuga direttamente dallo scarto: leggi qui come fare.
Coltivazione
Una volta trapiantato in vaso e cresciuto, il sedano andrà conservato o in una zona luminosa della casa o in un luogo appartato del terrazzo o della veranda, sempre con la garanzia di temperature che oscillino sopra i 15°C.
Richiede un terreno ricco di sostanza organica, ben drenato, affinché sia capace di trattenere umidità. Il pH ideale è leggermente acido, o neutro.
Per la sua crescita, è necessario apportare acqua costantemente, quindi irrigazioni frequenti ma moderate, per evitare ristagni, dunque, marciumi radicali. Per mantenere il substrato umido, si consiglia di provvedere alla pacciamatura.
Durante la fase di crescita, si consiglia, inoltre, di arricchire il terreno con un fertilizzante ricco di azoto, circa ogni 2 o 3 settimane.
Tra i problemi comuni, bisogna prestare attenzione alle erbacce, da rimuovere regolarmente, ai parassiti, in particolar modo afidi e lumache, e allo stress idrico, che può rendere il sedano duro e filamentoso.
Leggi come allontare lumache e chiocciole dall’orto
La raccolta
Potrà essere raccolto gradualmente così da consentire a steli e foglie nuove di continuare a rinnovarsi per avere sempre a disposizione sedano fresco.
Per asportare le parti che si intendono consumare, si consiglia l’uso di forbici da giardino ben affilate per praticare tagli in senso diagonale. Evitare il distacco manuale che fa rischiare sfilacciamenti.
Tutti i benefici
Il sedano è un ingrediente base della cucina mediterranea sia per piatti caldi che freddi piuttosto che nei sughi.
In erboristeria viene offerto come diuretico, potente digestivo e antiinfiammatorio.
Contiene preziosi elementi che lo rendono indispensabile per una dieta equilibrata quali calcio, fosforo selenio e magnesio oltre a dosi importanti di vitamina C, A e K.






































