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Le colture protette si realizzano in ambienti dove si modifica almeno un parametro climatico per favorire la crescita delle piante. Le protezioni base includono tunnel in alluminio, ferro o vimini con nylon o tessuti, serre o strutture a letto caldo.
Il semenzaio è un ambiente protetto per far germogliare semi e crescere piantine, anticipando le colture e difendendole da clima e parassiti. Con un semenzaio caldo, si parte dalla fine dell’inverno: le piantine si trapiantano in primavera, risparmiando tempo. È indispensabile per varietà come alcuni peperoncini, che richiedono calore prolungato.
Per la germinazione, la temperatura è cruciale (varia per specie): nel semenzaio caldo si alza artificialmente. Tradizionalmente si usa la fermentazione del letame maturo; oggi serpentine, cavetti o tappetini riscaldanti a basso consumo.
Il terreno va costantemente mantenuto umido, mai zuppo. Quindi l’umidità gioca un ruolo cruciale. È, inoltre, utile predisporre un ricircolo d’aria.
A che cosa serve il cassone
Un cassone orto capiente non solo serve per semine e germinazione semi, ma anche come riparo invernale piante.
Bisogna posizionarlo in orto con esposizione soleggiata (verso Sud) e riparata dai venti. In alternativa, è possibile adagiare il cassone sul fianco di una serra esistente che lo ripari dal freddo stagionale: se ben isolato, infatti, si eviteranno le dispersioni di calore.
Il semenzaio
Il semenzaio è essenziale per coltivare ortaggi al freddo in colture protette. Questo ambiente controllato favorisce la germinazione dei semi già a fine inverno, proteggendo piantine da gelate e parassiti. Con un semenzaio caldo, si anticipano le semine, trapiantando in primavera varietà come peperoncini. È necessario mantenere una temperatura ideale, una giusta umidità e favorire il ricircolo d’aria per contrastare le muffe.
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Come riscaldare
Per riscaldare un semenzaio e coltivare ortaggi al freddo efficacemente, esistono metodi tradizionali e innovativi, adatti a orto, balcone o serra fai da te.
Strutture a letto caldo con letame
Le strutture a letto caldo (semenzai, serre, cassoni) sfruttano stallatico fresco in fondo: la fermentazione genera calore elevato, conservato dalla chiusura.
Il letame di cavallo raggiunge 70°C al picco, stabilizzandosi per un mese; quello di bovino offre calore più stabile e duraturo. La copertura trasparente amplifica l’effetto serra con un irraggiamento solare ottimale.
Tecnologie con serpentina
Alternative moderne sostituiscono il letame con serpentine elettriche su letto di sabbia, protette da rete elettrosaldata e regolate da termostato (come riscaldamento a pavimento, o fisse a 20-21°C). Efficienti ma energivore, sono ideali per piccoli spazi e risultano meno ecologiche del letame tradizionale.
Cavo riscaldante
In questo caso di preferisce concentrare il calore sotto il letto di semina: un cavo riscaldante sotto la vaschetta di terriccio evita dispersioni, risultando altamente efficiente per semenzaio caldo.
Tappetino riscaldante
Il tappetino riscaldante è economico per orti domestici, diffonde calore uniforme, con opzioni per temperature variabili e timer programmabili.
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Semenzai caldi pronti
Per chi desidera evitare il fai da te, l’opzione migliore è rappresentata dai semenzai caldi pronti (acquistabili nei negozi o online). Sono kit completi da assemblare per favorire l’immediata germinazione dei semi in inverno.
Come si fa la coltura protetta

1.La base del progetto consiste nello scavare una buca profonda circa 80 cm. Per garantire un volume di materiale organico sufficiente a generare calore e per permettere una manutenzione agevole, il cassone deve avere una misura minima di 80 cm x 100 cm. Larghezza e lunghezza possono essere aumentate in base allo spazio, ma la profondità deve rimanere costante per assicurare l’isolamento termico.

2. Il riempimento dello scavo deve seguire un ordine preciso per garantire il corretto funzionamento biologico.
– Drenaggio: sul fondo si posiziona uno strato di sassi o pietre. Questo passaggio è necessario per evitare ristagni idrici che comprometterebbero la fermentazione.
– Strato radiante: sopra il drenaggio si stendono 40-50 cm di letame fresco (preferibilmente equino). Il letame va miscelato con paglia per bilanciare la decomposizione.
– Compattazione: il composto va pressato con cura. La pressatura riduce l’ossigeno disponibile, rendendo la fermentazione più lenta e garantendo una produzione di calore costante e duratura nel tempo.

3. Dopo aver preparato la base termica, si procede con l’allestimento della parte superficiale.
– Pareti laterali: Si inseriscono i pannelli di legno che delimiteranno l’area di coltivazione. Le pareti devono essere svasate (con la parte posteriore più alta rispetto alla anteriore) per creare una pendenza.
– Terreno di coltura: sopra il letame pressato si versa uno strato di circa 20 cm di terriccio fertile, dove verranno messi a dimora i semi o le piantine.
– Copertura: la struttura va chiusa con un materiale trasparente isolante. Il policarbonato alveolare da 1 cm è la soluzione più indicata per la sua capacità di trattenere il calore grazie alle intercapedini d’aria. La struttura deve essere orientata verso Sud per ricevere l’irraggiamento solare diretto per il maggior numero di ore possibile.
Cosa mettere in una serra non riscaldata
Per continuare a coltivare i propri ortaggi anche in inverno si può optare anche per una serra non riscaldata.
Ci sono infatti alcune varietà che sopportano bene le basse temperature e che quindi possono essere coltivate in serra in inverno, come ad esempio:
- patate, che possono essere piantate in sacchi già a gennaio e raccolte a marzo
- carote, scegliendo una varietà resistente al freddo
- broccoli e cavoli, che richiedono una temperatura compresa tra i 10 e i 20 gradi di giorno e tra i 7 e i 12 gradi di notte
- spinaci, che crescono rapidamente per quasi tutto l’inverno
- lattuga, sempre scegliendo varietà resistenti al freddo
- aglio, da piantare a gennaio e trapiantare a marzo o aprile.
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