Coltivare le zucchine nell’orto

Le zucchine sono ortaggi facili da coltivare, versatili e molto produttivi: bastano poche piante ben tenute, per dare frutti per diverse settimane. Adesso cominciano ad essere pronte per il raccolto.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 03/07/2020 Aggiornato il 06/07/2020
Coltivare le zucchine nell’orto

Nessun orto familiare può dirsi davvero compiuto se mancano le zucchine, Cucurbita pepo, dello stesso genere della zucca, di specie diversa. Le zucchine presenti negli orti a luglio cominciano ad essere pronte per il consumo. Come accade per le melanzane, bisogna raccoglierle e consumarle allo stadio di frutti immaturi, quando non hanno ancora sviluppato a pieno i semi, che sono assenti oppure presenti ma piccoli, bianchi e teneri. Il frutto maturo non è utilizzato per il consumo alimentare, ma è destinato alla raccolta e conservazione del seme. 

Le zucchine sono “piante industriali” che potremmo definire a produzione continua, facili da coltivare, ma bisognose di cure costanti. Un arresto nella produzione dovuto all’incuria per mancanza di bagnature si traduce in una precoce senescenza della pianta con danni gravi sul volume finale di produzione. Solo curandole ogni giorno ne avremo il meglio, da raccogliere ogni giorno come molti altri ortaggi. 

Meglio da trapianto

Originaria dell’America centrale e dell’Asia sud-occidentale, la zucchina un tempo era un ortaggio coltivato a partire da seme, il ché ha favorito la creazione di molte varietà locali; oggi invece nella maggior parte degli orti familiari viene acquistato come piantina da trapiantare. Questo consente un anticipo nella raccolta, di evitare il diserbo nella prima parte della coltivazione, di sfruttare meglio la stagione favorevole (fattore importante specie in montagna e in collina dove le temperature adatte si raggiungono con grave ritardo), di rimpiazzare eventuali fallanze senza perdere troppo tempo.

Poche cure, ma costanti

La zucchina è una coltura da rinnovo e ha bisogno di terreno nuovo, ricco, fertile, ben lavorato.

In autunno si preparano le aiuole effettuando una vangatura doppia e spargendo sul terreno letame maturo in ragione di 5 kg per metro quadrato per poi interrarlo in modo uniforme. Preparando le aiuole si scavano profonde fossette di scolo, circa 20 cm, per evitare fenomeni di ristagno.

Il trapianto si effettua in primavera quando il rischio di gelate tardive e di ritorni di freddo sia passato, a una distanza di 100 centimetri tra le piante su file sfalsate, perché le piante occupano molto spazio (per chi non ne avesse, si suggerisce la coltivazione in verticale) In giorni di forte insolazione riparare le giovani pianticelle con cassette di legno da frutta capovolte.

La cura delle pianticelle cresciute a cespuglio consiste in due sole operazioni: la lotta alle malerbe e la bagnatura. Le bagnature devono essere costanti così da mantenere il terreno sempre fresco, non fradicio, ma leggermente umido. A inizio fruttificazione, che coincide anche con il raggiungimento di buone dimensioni, il fabbisogno aumenta di molto. Bagnature insufficienti portano alla formazione di frutti anomali, di forma non convenzionale.

Due strategie di coltivazione   

In montagna e nelle località a climi freddi con primavera tardiva ed estate breve, la coltivazione su mucchio di letame è indicata perché sfrutta il calore liberato dalla fermentazione. Si formano monticelli alti circa 80 cm, larghi sul colmo circa 30 cm, impiegando letame paglioso molto maturo, o solo terricciato di letame. Rivestendoli con paglia non attireranno le mosche e non emetteranno odori sgradevoli ma si possono anche fare inerbire spargendovi sopra un pugno di semente prato. Sulla sommità si scava e si introduce terriccio così da formare “un vaso” dove si semina o si trapianta. Le piante saranno vigorose e produttive.

Per chi ha poco tempo da dedicare all’orto, si suggerisce la coltivazione dello zucchino con il telo nero: evita il diserbo, si abbina a un’irrigazione programmata e consente di ottenere raccolti precoci perché assorbe la radiazione solare scaldando il terreno sottostante. Si stende sul terreno, si fissa, si aspettano dieci giorni di sole, per consentire un innalzamento della temperatura, e solo dopo si praticano dei tagli a croce per mettere a dimora le pianticelle con pane di terra.

La raccolta

È una fase spesso trascurata perché, nella sua semplicità, si ritiene non debba essere accompagnata da dovute avvertenze. Le zucchine si raccolgono sempre, tutti i giorni, appena abbiano raggiunto le dimensioni richieste. I frutti che restano sulla pianta, ingrossano e sviluppano semi, sottraggono energie in modo più che proporzionale perché regolano il flusso di linfa e nutrienti rallentando e in parte inibendo la crescita degli altri.

La raccolta deve avvenire di prima mattina o la sera, secondo la disponibilità di tempo, ma sempre in ore fresche e lontano dalle bagnature.

Si staccano i frutti dalla pianta, sempre dotati di un peduncolo di circa 3 cm, con l’aiuto di un coltello affilato e non troncandoli. In questo modo le cicatrici si richiuderanno più in fretta e minori saranno le possibilità di contaminazione da parte di virus e batteri. Evitate sempre di esercitare trazione sulla pianta per non danneggiare il fusto.

Quando i frutti sani e pronti risultano in numero eccessivo i fabbisogni, si possono conservare sotto vetro in olio. I frutti che mostrano segni di marcescenza, difetti, o di sviluppo rallentato devono essere eliminati.  

 

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