3 ortaggi facili da provare

Per ampliare la produzione, è possibile provare tre ortaggi diversi dai soliti e facili da coltivare: scalogno, cime di rapa e zucche. Seminati adesso, si raccolgono a fine giugno.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 24/03/2016 Aggiornato il 24/03/2016
3 ortaggi facili da provare

Nel mese di marzo si può dare inizio alla coltivazione della maggior parte degli ortaggi più comuni. Tradizionalmente si seminano piselli, spinaci, carote, cipolle, verdure da foglia e patate ma non mancano le alternative. Oggi vi proponiamo tre ortaggi che solitamente si acquistano, si mangiano ma non si seminano: scalogno, cime di rapa e zucche. Ci daranno grandi soddisfazioni.

Consigli per non sbagliare

1- Bisogna preparare bene il letto di semina
Se lo scorso autunno non sono state eseguite le lavorazioni profonde, occorre farlo adesso ed evitare di tralasciare questo lavoro sostituendolo con una rastrellata superficiale.

2- Lavorare il terreno secondo la coltura
Occorre fare fertilizzazioni ad hoc, applicare una rotazione ragionata, aggiungere sostanza organica e, dove serve, sabbia, realizzare sopraelevazioni in caso di drenaggio difficile.

3- Spazi e canali di raccolta
Fin dall’inizio bisognerebbe provvedere alla rete di sgrondo e di raccolta delle acque piovane e di drenaggio. Così come bisognerebbe realizzare subito i camminamenti come spazi di lavoro necessari che devono essere tenuti puliti.

4- Sorvegliare attentamente la qualità del seme impiegato
Quando acquistate una bustina controllate le date di scadenza del seme che deve essere fresco e ben conservato. Se avete tenuto da parte una busta di semente aperta lo scorso anno, e non è scaduta, prima di impiegarne i semi verificate che siano sani, senza muffa né alterazioni del colore e della consistenza.

5- Quantità di semi da usare
Sulle buste degli ortaggi sono sempre indicati il peso totale e la quantità consigliata per metro quadrato. Misurata la vostra aiuola sarà facile capire, anche senza una bilancia di precisione, quanto ne dovrete utilizzare. I semi più grandi vanno interrati uno per uno alla distanza indicata. Per semi piccoli, non dosabili numericamente, ricorrete al trucco di diluirli con terriccio fine o sabbia così da migliorare l’uniformità di distribuzione del seme. Ridurrà il rischio di avere zone vuote e altre sovraffollate, limiterà il diradamento.

Zucche: solo se c’è spazio

Per crescere con forza e giungere a maturazione richiedono un clima con un’estate lunga e calda. Il ciclo vegetativo dura, infatti, da soli 80 giorni per le varietà più precoci di piccola taglia, ai 120 giorni di quelle tardive. Le migliori zucche si raccolgono però a fine stagione lasciando il frutto attaccato alla pianta fino a quando questa non inizia a ingiallire, 150 giorni circa. Ricavare un tempo utile di coltivazione così prolungato non è semplice se si considera che la germinazione avviene solo a temperature superiori ai 15°C.Per guadagnare tempo è molto diffusa, specie in collina, la semina in lettorino caldo o in semenzaio oppure l’acquisto, sempre più frequente, di pianticelle con pane di terra già ad un buon grado di sviluppo (3-5 foglie). Per maturare le zucche necessitano almeno di sei ore al giorno di esposizione in pieno sole. Le pianticelle di zucca richiedono attenzioni solo nella prima fase perché una volta che si sono sviluppate tanto da ricoprire il terreno devono solo essere indirizzate nel loro estendersi sul terreno.

Cime di rapa in 40 giorni sono pronte

Da sempre presenti sulle tavole pugliesi, queste verdure da più di un decennio hanno conquistato il favore di tantissimi italiani. Eppure sono ancora poco coltivate negli orti familiari. Molti le ritengono difficili ma in realtà possono essere assimilate ai cavoli, infatti appartengono alla stessa famiglia e allo stesso genere.
Le dimensioni della pianta traggono in inganno e fanno pensare che il tempo fra la semina e il raccolto sia molto lungo. In realtà due mesi sono sufficienti, in condizioni favorevoli già dopo quaranta giorni si raccolgono le prime infiorescenze: sono pronte per essere raccolte prima che inizino ad aprire i fiori gialli. Vanno recise alla base e mostrano un’ottima capacità di ricaccio. Il terreno fresco e di medio impasto deve essere ben lavorato per garantire un drenaggio efficiente e lo sviluppo dell’apparato radicale che si spinge in profondità. Non ha bisogno di essere concimato se il terreno ha ospitato nel ciclo precedente colture come pomodoro, melanzana e peperone, ben letamate. Si semina a file distanti fra loro 30 cm e le piantine andranno progressivamente diradate distanziandole fino a 30 cm. Le giovani pianticelle scartate si possono lessare.La pulizia del terreno è l’unica operazione richiesta.

Scalogno: da piantare subito, vuole poche cure

Lo scalogno preferisce un terreno leggero, ma si adatta anche a quelli di medio impasto o tendenzialmente argillosi, non troppo umidi, meglio se dotati di buona fertilità ma non troppo ricchi. Per le caratteristiche dell’apparato radicale, necessita di una lavorazione profonda così da evitare totalmente i ristagni e la preparazione del terreno è il lavoro più impegnativo. Nella rotazione può seguire colture come pomodoro e zucchino che abbiano beneficiato di una forte letamazione. Al momento dell’acquisto, preferite i bulbilli più grossi. Non utilizzate mai quelli acquistati per scopo alimentare perché potrebbero essere stati trattati con sostanze che inibiscono la germinazione. Scegliere aiuole con esposizione a Sud, calda e luminosa, così da ricevere almeno sei ore di sole. I bulbilli vanno posti nel terreno sempre verticalmente con l’apice verso l’alto. La distanza da osservare è 25 cm fra le fila e 10 cm sulla fila. Coltivando più file, sfalsandole fra loro, si può ridurre la distanza da 25 cm a 20 cm. Il bulbillo non deve essere interrato profondamente, al massimo 2 cm di profondità: basta che l’apice sia ricoperto da un leggero strato di terra leggera e ben sminuzzata. Dopo aver posto i bulbilli nel terreno, compattarlo leggermente per meglio proteggerlo da un possibile ritorno di freddo.Durante il ciclo vegetativo lo scalogno necessita di poche cure. L’unica davvero importante è la lotta alle malerbe che tendono ad occupare rapidamente il terreno lavorato e di buona fertilità, lasciato vuoto fra una pianta e l’altra. La raccolta per il consumo fresco comincia a giugno, quando le foglie ingialliscono.

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