Mettere a dimora la passiflora

Pianta rampicante per definizione, la Passiflora è dotata di viticci con cui riesce a fissarsi a qualsiasi supporto. Con i suoi fiori dalla forma inaspettata e dai colori intensi, trasformerà una cancellata o una parete spoglia in una parete artistica.
Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 28/03/2020 Aggiornato il 28/03/2020
Mettere a dimora  la passiflora

Detto anche “fiore della passione”, la passiflora (Passiflora spp, famiglia delle Passifloraceae) è una delle piante rampicanti più rustiche, dotata di notevole vigoria, capace di ricoprire in breve tempo ampie superfici come pergolati, cancellate o muri esposti al sole, o anche in mezz’ombra.

Fiori particolari

Viene chiamata “fiore della passione” perché la sua forma ricorda un po’ la corona di spine di Cristo, con i tepali, vivacemente variopinti, circondati da una corona di filamenti con tre stigmi e stami evidenti. Il fiore della passiflora può essere più o meno grande e colorato, a seconda di specie e varietà, ma ha sempre un aspetto particolare, decorativo e originale, in grado di suscitare grande curiosità. Terminata la fioritura, si formano i frutti, ovali e carnosi, di colore giallo, arancione, viola o nero, a secondo della specie e, in alcuni casi, commestibili (sono conosciuti come frutti della passione, passion fruit o maracujá).  Le foglie sono alterne, semplici o composte da più lobi.

Le piante dovranno essere collocate in pieno sole; solo nelle zone più calde, al Sud, anche in posizione riparata o in ombra parziale. Dopo la messa a dimora, le fioriture saranno scarse nei primi due anni, ma aumentano nel tempo. Le giovani piante devono essere potate in inverno accorciando i rami di circa un terzo.

Il terreno ideale

La messa a dimora va eseguita preferibilmente a primavera, quando il terreno non è più freddo, in una posizione soleggiata o parzialmente soleggiata, preferibilmente protetta dal vento o da correnti d’aria. Il terreno deve essere leggero e sabbioso, ma sempre ben drenato. Al terriccio si può aggiungere altro materiale inerte, tipo ghiaino o perlite oppure, dove le bagnature possono essere meno regolari, argilla espansa capace di trattenere un certo grado di umidità senza infradiciare il terreno. Il substrato attorno alle radici deve restare arieggiato, quindi non soggetto a calpestio. Si tratta di una pianta molto vigorosa e, come tale, richiede un terreno fertile: al momento della preparazione della buca, fornire il giusto nutrimento.

mettere a dimora la passiflora

Una volta individuata la posizione, si procede scavando una buca d’impianto larga e profonda, circa il doppio rispetto al vaso della pianta acquistata. Mescolare al terriccio presente sul fondo della buca un po’ di concime di tipo organico a lento rilascio (per esempio stallatico o letame in pellet). Estrarre la pianta dal vaso e posizionarla nella buca prestando attenzione a metterla alla giusta altezza, con la zona del colletto allineata alla superficie. Inserire immediatamente anche un tutore (solitamente una canna), necessario a sorreggere la pianta durante il suo sviluppo iniziale e a indirizzarla verso la parete o la griglia su cui si dovrà arrampicare (posta a circa 30 cm). Quindi si colmano gli spazi vuoti con ulteriore terriccio, premendo bene ai bordi. Infine, si irriga abbondantemente, così da far aderire la terra all’apparato radicale della pianta.

Servono sostegni robusti

La passiflora ha portamento rampicante molto vigoroso, ingentilito durante l’estate dalla fioritura ricca e inaspettata e, in seguito, dalle bacche colorate. Necessita quindi di un sostegno robusto su cui arrampicarsi grazie ai viticci, organi che si sviluppano sui lunghi tralci con cui la pianta si arrotola intorno ai tutori. Non è necessario, dunque, utilizzare legacci, ma sarà sufficiente seguire la pianta nella sua crescita, almeno nelle fasi iniziali e indirizzarla nella direzione giusta. Se invece non ci fossero strutture già esistenti su cui guidarne lo sviluppo, bisogna predisporre una griglia, o graticcio, in legno o plastica, o anche una struttura di fili di metallo. L’importante è che sia solida e in grado di sostenere il peso della vegetazione, prevedendo lo sviluppo e le dimensioni che raggiungerà la pianta nel breve o lungo termine. Per questo grande rigoglio, dopo alcuni anni sono necessarie potature di contenimento. Si effettuano a fine stagione, eliminando alla base i tralci più vecchi, quelli danneggiati, o che portano vegetazione fuori forma.

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