Il gatto in viaggio

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 07/08/2018 Aggiornato il 07/08/2018

Ama la casa, il proprio territorio, le abitudini e qualsiasi cambiamento rappresenta per il gatto uno stress. Perciò se bisogna portare il gatto in viaggio occorre farlo gradualmente, preparando in anticipo i percorsi e la scelta dei mezzi di trasporto.

Il gatto in viaggio

Casalingo, abitudinario, territoriale: per il gatto qualsiasi spostamento dalle mura domestiche rappresenta uno stress. Per questa ragione molti proprietari preferiscono non portare il gatto in viaggio e lasciarlo a casa con una persona che si occupi di lui, piuttosto che portarlo in vacanza costringendolo a nuove abitudini e ambienti. Tuttavia, quando non ci sono alternative o, comunque, se il gatto si è abituato nel corso degli anni a seguire il proprio compagno umano nei luoghi di villeggiatura, è importante rispettare alcune regole per il trasporto e il viaggio.

Il trasportino

Per il gatto in viaggio,  accessorio indispensabile e utile per anche per brevi spostamenti ad esempio quando si porta il gatto dal veterinario, Ne esistono di diversi tipi:

  • totalmente “aperti”, cioè con una rete che consente al micio di guardarsi intorno: maggiormente indicati per gatti che non si spaventano, abituati agli spostamenti o cuccioli curiosi. Comunque è sempre consigliabile coprire il trasportino con un telo per consentire al gatto di sentirsi “protetto”, nei momenti di maggiore stress.
  • chiusi su tre lati con una porta frontale a rete: adatti per i gatti particolarmente timorosi e poco abituati alle uscite.
  • a tracolla, come una borsa: indicati solo per gatti piccoli e molto socievoli.

Prima di un viaggio, nella scelta del trasportino si dovranno tenere in conto anche le normative e i regolamenti delle compagnie di trasporto per quanto riguarda le misure, il materiale, il modello.
Il fondo del trasportino dovrebbe essere coperto da una traversina, da cambiare se sporca.
Se il gatto non ha mai viaggiato in un trasportino, dovrà cercare di abituarsi gradualmente alcune settimane prima della partenza, facendogli prendere confidenza in casa lasciandolo aperto in un angolo magari con un gioco o dei croccantini. In seguito si potranno effettuare brevi spostamenti, evitando di recarsi le prime volte dal veterinario, per evitare che il trasportino sia collegato a qualcosa di negativo e spiacevole.
Durante il viaggio si dovrà controllare spesso lo stato di salute del gatto, pulendolo se si è sporcato e cambiando le traversine per quanto possibile.

In automobile

Il viaggio in auto con un gatto è sicuramente più semplice che con un cane: tuttavia, anche in questo caso, devono essere rispettate alcune regole stabilite dal codice della strada. Il “Nuovo codice della strada”, decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni, stabilisce infatti in modo chiaro e inequivocabile le norme da rispettare nel caso di trasporto di animali in automobile ossia che “Il trasporto di un animale domestico in auto è consentito a condizione che l’animale non costituisca impedimento o pericolo per la guida”.
Quindi il trasportino (chiuso e coperto con un telo) deve essere sistemato sul sedile posteriore in un luogo sicuro in modo che non si muova e allacciato con appositi ganci alle cinture di sicurezza.
Durante le soste fare uscire il gatto dall’auto (anche se all’ombra e con i finestrini chiusi) ma non aprire mai, per nessuna ragione, il trasportino perché il micio potrebbe scappare.

Per evitare la chinetosi

Il movimento può provocare nel gatto in viaggio (ma anche nelle persone) la chinetosi o “mal d’auto”. Per fare in modo che il micio viva serenamente il viaggio senza soffrire la nausea (che ha anche una componente psicologica) è bene ricordarsi di:

  • per quel che riguarda l’alimentazione del gatto, lasciare il gatto a digiuno nelle sei/otto ore prima del viaggio. Se il tragitto in macchina è piuttosto lungo si possono somministrare piccoli spuntini a base di croccantini
  • dosare l’acqua; fare in modo che beva poco prima della partenza e durante il viaggio
  • se il gatto è particolarmente agitato si può coprire il trasportino con un panno così che non veda fuori e non percepisca il movimento
  • alcuni giochini lasciati nel trasportino possono distrarlo e una coperta o un cuscino all’interno lo faranno sentire più suo agio
  • in caso di alte temperature bagnare spesso il muso e la fronte o i polpastrelli per rinfrescarlo
  • fare in modo che l’abitacolo sia areato ma evitando i colpi d’aria
  • per gatti particolarmente agitati o ansiosi alcuni rimedi naturali (su indicazione del veterinario) possono essere molto utili.
In nave

Secondo l’Ordinanza del Ministero della Salute del 27/8/2004 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 10/9/2004 nr. 213 art. 2, è consentito di viaggiare su navi e traghetti con il proprio animale domestico, gatto compreso, ma è necessario rispettare alcune regole che variano a seconda delle compagnie di navigazione.
Per questa ragione, è necessario informarsi per tempo presso la compagnia prescelta, in quando regole e tariffe per il trasporto sono estremamente variabili.
Ad esempio, su alcuni traghetti i gatti possono viaggiare in zone specifiche restando accanto al proprietario e nel trasportino mentre altri lo consentono solo se si viaggia in cabina. Infine su altre navi ancora, il gatto deve essere riposto nelle zone riservate agli animali, il gattile di bordo. In quest’ultimo caso il viaggio per il viaggio potrebbe rivelarsi stressante perché il gatto deve restare rinchiuso in gabbia, lontano dal proprietario e in un luogo sconosciuto.
Anche la documentazione che certifica le vaccinazioni deve essere in regola tenendo presente che alcune compagnie dirette verso la Sardegna richiedono ancora quella contro la rabbia. Se la destinazione prescelta, poi, è all’estero bisogna avere con sé anche il passaporto per animali.

A bordo

Prima della partenza è preferibile tenere il gatto a digiuno da un paio di ore, per evitare che possa soffrire di nausea e mal di mare.

Durante la traversata si potrà offrire ogni tanto un po’ d’acqua senza esagerare e solo se il micio non manifesta fastidio. In caso di lunghi viaggi si potrà somministrare anche cibo secco ma sempre in quantità moderata. Se il gatto sporca, il proprietario dovrà sempre pulire.

In treno

Il treno è più areato e spazioso dell’auto ma per il gatto può rappresentare ulteriore motivo di stress a causa dei rumori e dei luoghi sconosciuti. Su tutti i treni nazionali i gatti possono viaggiare gratuitamente dentro al loro trasportino, compresa cuccetta o vagone letto. È sempre consigliabile (come per gli altri mezzi di trasporto) abituare con largo anticipo il micio a viaggiare nel trasportino e dotare quest’ultimo di targhetta identificativa con i dati del proprietario (nome, indirizzo, numero di telefono). La normativa relativa ai viaggi con animali in treno è consultabile direttamente dal sito di Trenitalia e, per quel che riguarda i gatti, dice che “gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia possono viaggiare se custoditi nell’apposito trasportino che deve essere di dimensioni non superiori a 70x30x50”. È ammesso un solo contenitore per ciascun viaggiatore. Durante il viaggio in treno il proprietario deve sorvegliare il proprio animale ed è responsabile per eventuali danni arrecati. Se l’animale causa disturbo dovrà cambiare posto e, se non disponibile, sarà obbligato a scendere dal treno.

In aereo

Il viaggio in aereo è più semplice se il gatto ha la possibilità di stare nel trasportino accanto al proprietario, rassicurato e accudito da quest’ultimo. L’alternativa (talvolta obbligata con alcune compagnie) di viaggiare in stiva, può rappresentare, viceversa, un’esperienza traumatica e perfino pericolosa: una scelta, quest’ultima, quindi da ponderare a lungo per pensare, eventualmente, a un’alternativa.
Prima di partire, in ogni caso, è fondamentale preparare il trasportino: mettere l’etichetta con il nome del proprietario e i dati del gatto in viaggio, ricoprendo il fondo con una traversina assorbente per animali o una copertina che possano garantire al micio maggiore comfort.
Occorre anche organizzare i documenti: all’atto della prenotazione bisogna informarsi con l’agenzia di viaggi o la compagnia stessa sui documenti necessari, le vaccinazioni e l’eventuale passaporto e, recarsi, di conseguenza dal veterinario per avere tutto in regola.
Le regole e i costi per il trasporto dei gatti in aereo variano da compagnia a compagnia. Tuttavia, in linea di massima, si possono portare a bordo dentro al loro trasportino (che deve essere del tipo omologato dalla IATA), a patto che non ecceda le dimensioni e il peso di un bagaglio a mano. A scanso di equivoci, tuttavia, questa informazione deve essere chiara e definita prima di pianificare la partenza in aereo. Ecco, quindi, le informazioni da definire all’atto della prenotazione:

  • verificare che ci sia spazio a bordo anche per il proprio gatto: normalmente non possono viaggiare più di due animali da compagnia
  • sapere quali sono i documenti e l’attrezzatura necessari sia per un eventuale viaggio in stiva sia a bordo
  • in genere per il trasporto in cabina il traportino deve essere rigido o una borsa a tenuta stagna, ben areato, pulito che non emani cattivi odore e non deve superare le dimensioni di cm 48x33x29. Il peso totale del gatto nel trasportino compreso di eventuale mangime non deve superare i 10 kg (5 kg su trasporto regionale), però ci possono essere leggere variazioni. Inoltre è bene verificare che sia omologato per la compagnia.
Nella stiva

Se non si riesce a fare viaggiare il gatto a bordo e dovrà stare nella stiva, bisogna assicurarsi con la compagnia che sia pressurizzata, riscaldata, illuminata e idonea per garantire sicurezza e salute del gatto. Definiti questi particolari il gatto in viaggio sarà registrato come bagaglio vero e proprio, viaggerà insieme alle valigie e dovrà essere recuperato sul nastro dei bagagli all’arrivo. Anche all’interno della stiva, il gatto deve viaggiare in un trasportino rigido senza rotelle o, se presenti, bloccate.

Il Passaporto Europeo

In base al regolamento n.998/2003 della Comunità Europea, dal 1 ottobre 2004 cani, gatti e furetti che viaggiano in Europa devono essere muniti del “pet passport”, un documento nel quale sono contenuti la foto dell’animale, il codice a barre del microchip inoculato sottocute e altre informazioni in formato digitale. È dotato di una lamina che ne impedisce la contraffazione oltre all’indicazione del veterinario che ha emesso il documento con la data di validità della vaccinazione antirabbica.
In base al nuovo regolamento possono viaggiare in Europa solo persone con al seguito non più di cinque animali domestici che devono avere almeno tre mesi di vita perché solo a partire da quest’età si può procedere con la vaccinazione antirabbica: in questo modo si è cercato di bloccare il traffico a fini commerciali di animali.

Il passaporto verrà rilasciato dall’ASL di riferimento (previo pagamento di un bollo) nello stesso momento della richiesta se la documentazione è in regola ossia ci devono essere:

  • “microchip indicativo” sotto la cute in una parte del corpo specificata sul passaporto (esempio: spalla destra, sinistra collo etc.)
  • libretto sanitario del gatto con le vaccinazioni effettuate oltre all’antirabbica obbligatoria
  • timbro del veterinario che certifica che il gatto è in condizioni di salute idonee per il viaggio
  • certificato di iscrizione del gatto all’anagrafe regionale o comunale
  • dati relativi al proprietario.

Il passaporto è valido per tutta la vita dell’animale e nel caso in cui muoia va riconsegnato all’Ufficio Anagrafe canina del luogo di residenza, insieme alla notifica dell’avvenuto decesso.