Il falso gelsomino, per coprire la parete al sole

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 06/06/2018 Aggiornato il 05/08/2018

Il grandi vasi capienti posti al sole, il falso gelsomino riesce a svilupparsi bene e a ricoprire un muro spoglio in poco tempo. L'importante è disporre i sostegni a cui legare i fusti man mano che si sviluppano.

Il falso gelsomino, per coprire la parete al sole

Se il balcone o il terrazzo posto al sole ha una parete ancora spoglia, si può rendere l’ambiente più vivace e piacevole con una pianta rampicante. L’ideale è utilizzare il “falso gelsomino” ovvero Rhyncospermum o Trachelospermum jasminoides. Si tratta di un arbusto a portamento rampicante, caratterizzato da elevata rusticità oltre che d’indiscussa bellezza. Trachelospermum jasminoides, rispetto al gelsomino vero e proprio (Jasminum officinalis), ha una maggiore resistenza a temperature gelide (minima sopportata -5°C) e alte (non soffre il caldo), e tollera brevi periodi di siccità. È una pianta adatta anche ad ambienti marini, evitando, tuttavia, le posizioni ventose; sempre meglio quelle riparate e possibilmente rivolte verso Sud.

Fiori abbondanti e foglie sempreverdi

La fioritura del falso gelsomino è abbondante al punto da ricoprire interamente la pianta ma, purtroppo, è limitata a un breve periodo dell’anno, solitamente tra maggio e giugno. I fiori, di colore bianco e riuniti in infiorescenze terminali, hanno un profumo dolce ed intenso, che inebria l’aria circostante. Una volta terminata la fioritura, rimangono le foglie, ovali, coriacee, di colore verde lucido, molto belle. Il falso gelsomino è molto apprezzato anche per il  fogliame sempreverde, con cui può coprire un’intera parete, cambiandone l’aspetto, ma con cui si può anche creare un angolo riparato se il balcone è esposto agli sguardi del vicinato e garantirsi così un po’ di privacy

Come si preparano i vasi

Il falso gelsomino richiede contenitori di grosse dimensioni: una fioriera di 80 cm di lunghezza e 50 cm di profondità è necessaria per una pianta interrata al centro del vaso; per due piante occorre una fioriera di almeno 100 cm, in modo da porre le piante a circa 80 cm di distanza.

Sul fondo del vaso, si disponga uno strato di ghiaia o pietrisco, di circa 3 cm, tale da permettere lo sgrondo dell’acqua in eccesso, e favorire il drenaggio. Il falso gelsomino soffre molto i ristagni e gli eccessi idrici che provocano marciumi radicali.

Per riempire tutta la fioriera è adatto del normale terriccio da giardino, di tipo universale. Per aumentarne la fertilità e garantire un buon nutrimento della pianta per qualche mese, è consigliato mescolare al terriccio un paio di manciate di concime granulare a lenta cessione: il concime cederà gradualmente elementi nutritivi fornendo energia alla pianta per svilupparsi e fiorire in abbondanza. Attenzione a non esagerare col concime! Il falso gelsomino è, infatti, una pianta poco esigente; eccessi di concime provocano arrossamenti fogliari con successiva caduta.

Vuole i sostegni

I rami del falso gelsomino tendono ad allungarsi molto, raggiungendo la lunghezza di 10-12 m, fino a ricoprire superfici molto estese. Per evitare di piantare troppi chiodi alla parete, la soluzione più comoda consiste nel predisporre una struttura a cui legare i rami della pianta man mano che crescerà.

1. Si può acquistare in un centro giardinaggio una griglia di legno, da disporre all’interno della fioriera, così che rimanga appoggiata al muro, e su questa si legano i rami della pianta.

1. Si può acquistare in un centro giardinaggio una griglia di legno, da disporre all’interno della fioriera, così che rimanga appoggiata al muro, e su questa si legano i rami della pianta.

2. In alternativa, è possibile creare un supporto con due o tre tutori (bastoni o canne) inseriti stabilmente nella terra ai due estremi del vaso, rivolti verso la parete, più uno centrale sempre rivolto verso la parete. Quindi si legano dei fil di ferro, o cordini resistenti, parallelamente al suolo, tra i tutori.

2. In alternativa, è possibile creare un supporto con due o tre tutori (bastoni o canne) inseriti stabilmente nella terra ai due estremi del vaso, rivolti verso la parete, più uno centrale sempre rivolto verso la parete. Quindi si legano dei fil di ferro, o cordini resistenti, parallelamente al suolo, tra i tutori.

3. I fusti rampicanti non sono in grado di aggrapparsi da soli alla griglia o alla struttura predisposta: man mano che crescono è necessario fissarli con morbidi legacci.

3. I fusti rampicanti non sono in grado di aggrapparsi da soli alla griglia o alla struttura predisposta: man mano che crescono è necessario fissarli con morbidi legacci.