Tre progetti per valorizzare il cavedio

In genere è uno spazio inutilizzato, spoglio, relegato a zona di servizio. Invece per valorizzare il cavedio basta poco e con un attacco dell'acqua si otterrà una zona piacevole da vedere, più o meno rigogliosa, sicuramente fresca.

Roberta Tosi
A cura di Roberta Tosi
Pubblicato il 17/09/2019 Aggiornato il 17/09/2019

Chi abita in città difficilmente può usufruire di un giardino o di un cortile condominiale o di proprietà. Chi ha questa fortuna, spesso si deve accontentare di un cavedio o pozzo di luce. Ancora meno sono quelli in grado di sfruttarlo appieno e spesso diventa una sorta di magazzino all’aperto, dove trovano rifugio gli oggetti più disparati. Vi proponiamo di valorizzare il cavedio, di trasformare questo piccolo spazio, spesso chiuso tra le mura degli edifici circostanti, in un angolo di verde rigoglioso in cui potersi rifugiare; oppure, se il cavedio non è accessibile, solo per avere una scenografia rilassante dietro alle finestre di casa. Unica condizione necessaria: la presenza di un punto acqua. Le piccole dimensioni invece non devono scoraggiare, ma l’attenzione ai dettagli deve essere massima, perché eventuali errori di progettazione saranno ampliati dallo spazio ridotto.

Le caratteristiche

Nell’architettura moderna il cavedio è un cortile di piccole dimensioni, che serve prevalentemente a fornire aria e luce ai locali che su di esso si affacciano, spesso si tratta di locali di servizio (bagni, disimpegni, servizi) o seminterrati; serve quindi a soddisfare esigenze igieniche e a garantire la salubrità degli edifici. Il Regolamento Edilizio e di Igiene ne stabilisce area e ampiezza minima, e applica il regime giuridico del cortile.

Di solito, in condominio, il cavedio è una parte comune su cui si affaccia l’edificio, circoscritto da muri perimetrali dello stesso o di costruzioni confinanti. Può anche essere di uso esclusivo ma, quasi sempre, su di esso si aprono le finestre di altre proprietà.

Scelte progettuali

Le scelte progettuali che riguardano il verde, i materiali e l’arredo per valorizzare il cavedio devono essere valutate con attenzione, poiché eventuali errori di progettazione sono ampliati in un piccolo spazio. Prima di procedere bisogna avere ben chiara l’ambientazione che si desidera realizzare: si vuole uno spazio minimal chic, uno più rigoglioso, oppure di ispirazione orientale o, forse lo stile più adatto, un giardino zen? Qui vi proponiamo tre esempi che prevedono di arredare uno spazio di circa 16 mq (4×4 m), una vera e propria stanza a cielo aperto.

ESEMPIO 1 – Per uno spazio minimal

L’obiettivo del primo progetto per valorizzare il cavedio è organizzare lo spazio in modo piacevole ma semplice, con pochi elementi, ma significativi.

Come procedere

Per prima cosa occorre fare un disegno dello spazio destinato all’aiuola: in uno spazio di 4 metri per lato, l’aiuola sarà di 2,80 metri quadrati. Lo spazio rimanente sarà ricoperto da una pavimentazione posata a secco su quella esistente, in modo da avere una superficie drenante. L’ideale è scegliere piastrelle in gres porcellanato da esterni, semplice, squadrato e monocolore. Il costo sarà di 25 euro al mq circa.

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ESEMPIO 2 – Uno spazio Zen

Lo stesso cavedio, se poggiante su un solaio che copre i garage sottostanti, avrà meno terreno e quindi si presta per un progetto differente.

Come procedere

In questo caso per valorizzare il cavedio si può creare un giardino zen, da osservare e contemplare dall’interno dell’abitazione, indicato per le piccole dimensioni. Si tratta di un progetto abbastanza facile da realizzare che richiede poco tempo per la manutenzione. La condizione luminosa è di ombra media con quattro ore di sole al giorno. È molto importante capire qual è la capacità portante del solaio, cioè quale carico è in grado di sopportare. Si tratta di un dato reperibile dai disegni tecnici o direttamente dal progettista, che tiene conto del probabile carico di persone e cose cui saranno sottoposte le strutture. Si tenga presente che, per inserire elementi vegetali con terra, è necessario tenere conto anche dell’incremento di peso dovuto all’acqua, questa, infatti, quando satura un materiale poroso lo fa aumentare di circa 100 Kg / mc.

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ESEMPIO 3 – Un classico, rigoglioso da vivere

In una condizione di ombra luminosa e discreta umidità, per valorizzare il cavedio si può realizzare una composizione più classica, dove le piante occupano una superficie di 14 metri quadrati sui 16 totali. In una situazione simile diventa essenziale bagnare solo lo stretto necessario.

Come procedere 

La soluzione proposta richiede un cavedio con uno strato di terreno di almeno 40-50 cm, che può essere posato sopra un solaio protetto con una guaina impermeabilizzante (costa circa 20 euro mq). Qui il terreno è importante e deve essere integrato su tutta la superficie con terriccio per trapianto. Non sempre il terriccio universale va bene. Se, per esempio, si impiantano delle piante grasse si dovrà prevedere l’uso di apposito terriccio per succulente o cactus. La distribuzione di piante e materiali dovrà rispettare le aperture che si affacciano sul cavedio, senza oscurarle o renderle difficoltose. Tutto dovrà essere studiato e collocato per essere visto e osservato al meglio dall’interno dell’abitazione. La presenza dominante dei muri intorno, troppo alti per uno spazio così piccolo, può essere stemperata con un accorgimento abbastanza semplice che sortirà l’effetto di rendere lo spazio meno statico: ricoprire parzialmente i muri con del verde rampicante. Tra le piante più resistenti e adatte: Hedera helix, Muehlembeckia complexa dalle microscopiche foglie a cuore o l’ortensia rampicante, Hydrangea petiolaris.

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Impianti che non possono mancare

Punto acqua

È indispensabile, ma può essere modulato in base alla scelta progettuale. Può bastare un annaffiatoio piuttosto che l’installazione di un vero impianto di irrigazione. La spesa può essere quantificata in 15 euro al mq.

Impianto di smaltimento

Occorre prevedere anche l’impianto di smaltimento acque meteoriche per evitare fenomeni di allagamento, che accadono spesso se la superficie è pavimentata. Tutti associano il cavedio all’immagine di un ambiente umido, in cui l’acqua ristagna e le superfici sono ricoperte di muschio: tale situazione principalmente è dovuta all’assenza di drenaggio. Solitamente occorre prevedere più di un punto di scolo dell’acqua da collegare al sistema fognario. Sarebbero elementi da prevedere già in fase di progetto e costruzione, più difficili da inserire in un secondo momento. Meglio evitare pluviali dell’edificio che scaricano direttamente nel cavedio.

L’illuminazione

Può essere considerata come una cosa in più, non necessaria, soprattutto se non si usa lo spazio, ma senza di essa, è impossibile sfruttare il verde del cavedio nelle ore serali. La luce che arriva dall’interno dell’abitazione, anche se con vetrate, non è sufficiente a illuminare adeguatamente. Bastano uno e due punti luce, magari collocati sui muri intorno, che illuminano in modo accurato e soffuso, che ben si sposa con il riposo serale.

 

 

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