Se talpe e formiche ci rovinano il prato

Quando talpe e formiche riempiono la superficie del prato di buche e riporti terrosi il danno estetico è evidente. Riconoscere tali attacchi nelle fasi iniziali ci permette di porre in atto tempestivamente le migliori strategie difensive.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 09/06/2013 Aggiornato il 09/06/2013
Se talpe e formiche ci rovinano il prato

Il prato è spesso un problema. E se non bastassero siccità, troppa acqua, funghi, calpestio e erbe infestanti, spesso anche animali e insetti possono causare danni rilevanti e condurre ampie porzioni di erba verso un rapido deperimento. Per intervenire adeguatamente è indispensabile riconoscere il problema al più presto e intervenire con le migliori strategie difensive.

Talpe

La talpa è un piccolo mammifero che trascorre sottoterra quasi tutta la sua vita (circa tre anni). Ha il corpo affusolato, il muso lungo e possenti zampe anteriori che utilizza per scavare le gallerie sotterranee. La specie più diffusa in Italia è la talpa europea (Talpa europaea) che in inverno non cade in letargo ma si rifugia invece ancor più in profondità nel terreno per ripararsi dal freddo e trovare più nutrimento. Preferisce i terreni fertili e mediamente pesanti, posti in luoghi semiombreggiati e umidi, nei quali più facilmente trova la fonte della propria alimentazione e molto raramente si ritrova nei suoli sabbiosi e pietrosi o in quelli posti in zone molto assolate. In ogni caso i suoi lavori di scavo danneggiano molto l’estetica del prato.

Danni

La talpa è un vorace animale insettivoro che si nutre prevalentemente delle larve di insetti presenti nel terreno e secondariamente di lumache, lombrichi, piccoli molluschi. Tra le sue prede ci sono anche insetti dannosi alle piante. L’attività di scavo è finalizzata alla ricerca del cibo all’interno delle gallerie ed è frenetica: avviene sia di giorno che di notte e, di conseguenza, comporta il formarsi di monticelli di terra in superficie, necessari per rendere libere le gallerie sotterranee.

Difesa

Un solo metodo semplice ed efficace per allontanare in modo incruento le talpe è la coltivazione della catapuzia (Euphorbia lathyris), pianta erbacea alta sino a circa due metri, a portamento cespuglioso, con foglie lanceolate di colore verde-grigio-azzurro e fiori giallastri. La catapuzia può essere facilmente seminata e cresce velocemente senza richiesta di particolari cure: tuttavia è difficile da reperire in commercio, mentre si rinviene in molti orti di periferia o in zone adiacenti ad aree coltivate. Probabilmente la catapuzia possiede un’azioneantitalpa” a causa del lattice biancastro, caustico e velenoso, in essa contenuto.

Un altro metodo di lotta prevede l’impiego di acqua, da immettere in grande quantità nelle gallerie, al fine di allagarle e costringere le talpe ad abbandonare quel territorio di scavo.

Le talpe sono disturbate anche dalle lavorazioni frequenti del terreno. Nei terreni soggetti a regolari e frequenti arature, fresature o vangature, ad esempio nei campi coltivati a seminativi (frumento, orzo, mais) o negli orti ben curati, questi animali sono assenti.

Le tradizionali trappole si rivelano inefficaci in quanto posizionate in un punto della galleria in cui l’animale è già transitato.

Formiche

Questi insetti iniziano a manifestare la loro presenza sul tappeto erboso generalmente a partire da metà primavera, quando le temperature si sono stabilizzate su valori medi diurni attorno ai 14-16 °C. Tra le varie specie, la formica più dannosa per i prati è della specie radunasemi (nome scientifico Messor barbarus) che presenta adulti di colore bruno-nero, lunghi 5-7 millimetri. Questo insetto costruisce i suoi formicai nei tappeti erbosi, prediligendo i terreni caldi ed esposti a pieno sole, anche se non molto fertili. I nidi sono visibili come cumuli sabbiosi o terrosi di forma spesso vagamente piramidale, nei quali si possono rinvenire anche detriti di natura vegetale. Queste formiche si sviluppano in prati formati prevalentemente da erba a foglia stretta e tenera (Lolium perenne, Poa pratensis), meno facilmente in quelli costituiti da specie più rustiche e con lamine fogliari più coriacee (Festuca arundinacea).

Danni

I cumuli superficiali di materiale terroso lasciato dalle formiche rappresentano un danno sia estetico, in quanto riducono il valore ornamentale del tappeto erboso, sia funzionale, dal momento che, se numerosi e di grande dimensione, ostacolano le operazioni di taglio e di concimazione. I danni diretti sono dovuti alle gallerie sotterranee scavate dagli insetti, che possono rovinare gli apparati radicali del prato, e ai cumuli di terriccio, al di sotto dei quali l’erba, priva di luce ed ossigeno, ingiallisce e deperisce. Pur non cibandosi di porzioni verdi, le formiche arrecano inoltre un danno indiretto al prato, asportando, in occasione delle semine primaverili, i semi non ben interrati, così come quelli non ricoperti con terriccio leggero e poi non rullati. Così facendo, le formiche possono raccoglierne notevoli quantità.

Difesa

Contro le formiche non si usano prodotti chimici, a parte i rari casi di estesa e costante presenza. Invece si cerca di evitare l’insorgere delle condizioni che ne favoriscono l’insediamento, intervenendo soprattutto con tagli regolari del prato, che impediscono che questi insetti possano stabilizzarsi, in quanto si esercita un’azione di disturbo nella preparazione dei nidi e con irrigazioni frequenti, particolarmente fastidiose per le formiche, che invece prediligono i luoghi asciutti.

Nel caso invece i formicai si siano già formati, si può provvedere al loro allagamento con acqua o alla loro rimozione con badile o rastrello, senza rovinare il manto erboso sottostante.

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