Rose: una collezione storica con tante idee da copiare

Da quarantacinque anni il roseto “Carla Fineschi” è un luogo magico e unico in Italia che raccoglie specie e ibridi di rose da tutto il mondo, ordinandole al suo interno per tematica. Con tante soluzioni pratiche da copiare nel nostro giardino.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/05/2014 Aggiornato il 12/05/2014

roseto “Carla Fineschi” di Cavriglia (AR)

Il roseto “Carla Fineschi” di Cavriglia (AR) rappresenta una “collezione scientifica di materiale vivente” che raccoglie oltre 6000 varietà: dalle specie botaniche, alle rose più antiche, agli ibridi di rosa tea che hanno ridefinito l’immagine classica del fiore, fino alle più recenti rifiorenti. Aperto al pubblico dal 1 maggio fino al 30 giugno, coincidente con il periodo di massima fioritura, dovrebbe essere visitato più volte perché mentre le rose rifiorenti iniziano ad aprire le loro corolle, a ripetizione, con l’arrivo della bella stagione, quelle più antiche già ad aprile iniziano la fioritura che è unica nella stagione. La visita può richiedere tempi molto diversi perché diverso può essere il grado di accuratezza: ci si può limitare a solcare le navate di rose limitandosi a interessarsi di quelle che più catturano la nostra attenzione, oppure possiamo passare di pianta in pianta osservando il fiore e il portamento della pianta, annusandone il profumo e annotando il nome, l’ibridatore e la data, sempre correttamente riportati nelle targhette che accompagnano ogni pianta. Non mancano panchine e angoli, dove sostare per godersi semplicemente la bellezza che ci circonda, in una quiete resa ancor più preziosa dalla presenza di coloratissimi pavoni.

Cinque gruppi di rose per un tour completo

L’itinerario proposto permette di avvicinarsi al mondo della rosa in modo organico incontrando gruppi di piante dalle origini, se non dalle caratteristiche di dettaglio, simili.

1. Le rose in specie, conosciute con il nome di ROSE BOTANICHE, sono le progenitrici di tutte le rose. Il loro fascino è quello del fiore semplice, con corolla piatta o a forma di coppa, colori tenui e luminosi, numero di spari dei petali, elevata spinosità dei rami, cespugli senza una forma definita tipica delle specie selvatiche. Nei giardini possono formare macchie o siepi da porre ai confini della proprietà, in una zona alberata informale o dove si voglia tentare una rinaturalizzazione del parco. Ne esistono anche di semidoppie.

Rosa obtusifolia

Rosa obtusifolia

  • Rosa obtusifolia è presente in tutto il territorio europeo, Inghilterra e Scandinavia comprese. Pianta molto resistente con foglie scure, lucide e profumate, composte di cinque sette foglioline, può formare grandi cespugli radi, alti fino a tre metri. Fiorisce una sola volta aprendo corolle con un numero variabile di petali da quattro a otto. Adatta a essere coltivata al limite della vegetazione arborea.
  • Rosa Fimbriata, ottenuta da Morlet nel 1891, è in realtà un ibrido di rosa rugosa e non una specie vera e propria. Deve il nome alla forma dei petali che ricorda quella dei garofani. I fiori, del diametro di 6 cm, dal profumo dolce, sono di colore rosa delicato. A una prima fioritura generale della pianta, a fine maggio, segue l’apertura sporadica di altri boccioli durante la stagione.

2. Le ROSE STORICHE sono quelle ottenute selezionando e conservando le mutazioni presentate dalle piante nate da seme. Importantissime fra il 1500 e il 1800 furono soppiantate dalla comparsa di nuovi ibridi che mostravano come carattere qualificante, seppur ancora abbozzato, della rifiorenza. La più rappresentativa è la rosa gallica e le sue successive mutazioni. L’utilizzo, benché le forme siano più ordinate e maggiore la gamma di colori, non è dissimile da quello indicato per il primo gruppo, inserendole anche in siepi miste fiorite o in aiuole popolate da bulbose da fiore e perenni così da ricreare un angolo “romantico e naturale”.

rosa James Mason rossa e viola

James Mason

  • Le cid è un ibrido di rosa rugosa. Ottenuto da Vigneron nel 1909, ha fiore semplice con cinque petali stropicciati di colore rosa intensa dalle venature più scure che ricorda il disegno reticolato dei geranium selvatici.
  • James Mason, presentata da Bales nel 1982, pur essendo recente presenta caratteristiche tipiche delle rose antiche, galliche o moscate. La colorazione può variare dal rosso scarlatto al cremisi. Forma mazzi di fiori che compaiono una sola volta nell’anno, ma lasciano il posto a bacche colorate molto decorative.

3. Il terzo raggruppamento è formato dalle ROSE IBRIDE PERPETUE, ottenute dall’incrocio delle specie autoctone del vecchio continente con le prime arrivate dalla Cina, e dalle rose bourboniane, ottenute dall’incrocio delle damascenae rifiorenti con le stesse cinesi: la variegata di Bologna, vero orgoglio nazionale, può essere considerata l’araldo del gruppo. La loro fortuna fu di breve durata, anche se non si spense mai. Il loro utilizzo in giardino indica la presenza di una mano esperta che non rinuncia alla finezza e alla ricercatezza di forme che il tripudio delle rose moderne non riesce più a esprimere.

rosa Variegata Bologna rosa, bianca e rossa

Variegata Bologna

  • La Variegata di Bologna, ottenuta da Bonfiglioli, si ritiene per mutazione. Ha fiori grandi e pieni dal profumo intenso di colore rosa con macchie e striature porpora, riuniti in corimbi formati da tre – cinque unità. I colori sono più intensi nei climi freddi. E’ pianta vigorosa.

4. Le protagoniste del quarto gruppo oggi sono poco utilizzate in giardino: sono le ROSE CINESI e le ROSE TEA, ottenute dall’ibridazione della R. gigantea e una cinese. La loro introduzione rappresentò il grande momento di svolta perché introdussero il carattere della rifiorenza e colori a toni forti e puri come il rosso, il giallo, l’arancione. Oggi le rose cinesi, per il fiore semplice, sono utilizzate spesso come un cespuglio da fiore più che una rosa vera e propria da affiancare e mixare con altre specie arbustive da fiore dal viburno al filadelfo.

rosa City of York bianca crema

City of York

  • City of York, ottenuta da Tantau nel 1945, è una rosa floribunda rampicante è stata ottenuta dall’incrocio di ibrido di Tea e vecchie sarmentose. I boccioli sono color giallo ma si schiudono in fiori bianco crema con stami ben evidenti. La fioritura è unica, la rifiorenza sporadica.
  • Nebuleuse, ottenuta da Gaujard nel 1971, ricorda nella sua splendida semplicità le rose storiche. La corolla semplice, a cinque petali, retaggio antico, è unita al colore rosso corallo intenso, patrimonio genetico introdotto con le progenitrici cinesi. Il tutto è impreziosito dagli stami filamentosi sottolineati dalla macchia centrale bianca e dal portamento reclinato, quasi pendulo.

5. Chiudono le rose più conosciute e più moderne. Gli IBRIDI DI TEA, indicati anche come rose H. T., e le floribunda. Gli ibridi di tea, le rose moderne dal lungo stelo eretto, i fiori grandi, ricchi, con boccioli allungati dai petali avvolti uno sull’altro a spirale, multicolori, sono stati ottenuti dall’ibridazione di una rosa tea e di un’ibrida perpetua, era il 1867. Il passaggio successivo fu ibridare una rosa H. T. con una Polyantha a fiori multipli: si ottennero piante con fiori più piccoli e portati a mazzi, raccolte e di dimensioni più contenute. Divisione che oggi diventa sempre più ridotta per la presenza di tipologie intermedie e scambio di caratteri. Sono le rose che popolano i nostri giardini, disponibili in così tanti colori e tipologie da trovarne una “giusta” per ogni possibile richiesta.

rosa Tiffany color salmone

Tiffany

  • Tiffany, ottenuto dall’americano Lindquist nel 1954, è uno fra gli ibridi di Tea più fortunati. È passato oltre mezzo secolo e i suoi punti di forza restano tali: elevata rifiorenza, profumo intenso, forma sontuosa ma elegante. I boccioli si aprono lentamente liberando un fiore di colore rosa con sfumature talvolta salmone, talvolta gialle. Parte dei fiori è portata reclinato.Mrs A. Curtiss James, del 1933, è nota anche come Golden climber. Rosa rampicante ottenuta nel 1936 dall’americano Brownell, ha fiori grandi composti di diciotto petali, dal profumo intenso. Gialla e uniflorale.
  • Marguerita Hilling, riportata anche come Lady Hilling, selezionata da Hilling nel 1958, e ottenuta per mutazione dalla famosissima Nevada, è di colore rosa puro. Rosa arbustiva, dalla fioritura precoce a fine aprile cui seguono l’apertura di altre corolle in piccole ondate successive e distanziate. Resistentissima al freddo, dunque consigliata in montagna e al nord, nelle regioni a clima mite può raggiungere i 5 metri di altezza, utilizzabile come coprimuro.
  • Norwich Castle, ottenuta da Beales nel 1979, è il classico esempio di rosa che mostra i caratteri tipici dell’ibrido di Tea e di floribunda. Gli steli sono robusti e lunghi, adatti al taglio, i fiori sono riuniti in mazzi. Rifiorente, dal profumo muschiato, ha un prezioso color albicocca con petali più scuri nella parte esterna.
  • Della Balfour, ottenuta da Harkness nel 1994, ha fiori dal cromatismo particolare che nel tempo cambia. Si apre di colore giallo intenso con sfumature cremisi al margine dei petali per diventare un interessante mix di crema e rosa. Rosa dai rapidi accrescimenti ha un’elevata rifiorenza.
  • Barricade, ottenuta da Combe nel 1971, è una rosa dai toni di forte modernità. Di colore fra il rosa e il rosso, luminoso tanto da sembrare alterato, ha la forma classica degli ibridi di Tea ma ha fiori riuniti in mazzi. I boccioli si aprono gradualmente mantenendo il centro stretto fino all’ultimo.

Tante idee da copiare

Il roseto Fineschi colpisce per l’ordine, la precisione, e la mole di lavoro che un occhio esperto riesce a vedere, anche se durante l’orario di apertura tutto si svolge con discrezione e silenzio. Un simile risultato non s’improvvisa ed è frutto di un lavoro continuo nel tempo. Come in ogni nostra visita a un giardino storico cerchiamo di osservare, capire e imparare.

  • La gestione del terreno. Il terreno non può essere ricoperto da pacciamatura perché rimuoverla per eseguire lavorazioni e fertilizzazioni sarebbe troppo oneroso in termini di ore di lavoro e di materiale. Il terreno non è lasciato inerbire ma è lavorato in superficie in modo uniforme con una zappettatura-erpicatura tale da eliminare le malerbe, mantenere il terreno soffice, rompere la crosta e interrompere la risalita dell’acqua dagli strati profondi, riducendo le perdite per evapotraspirazione.
  • Lotta alle malerbe. Sono eliminate non solo nel sottochioma delle piante ma anche lungo i viali e sotto gli alberi.
  • Uso razionale dell’acqua. Le rose sono piante capaci di sopportare il freddo più intenso, ma in estate soffrono il caldo e soprattutto la siccità. La pianta per difendersi entra, nel culmine d’estate, in una sorta di pausa vegetativa per riprendere la fioritura appena le temperature rinfrescano e le precipitazioni ritornano. L’acqua è utilizzata al piede delle piante, e mai sulla vegetazione, nel sottochioma in corrispondenza dell’area in cui si sviluppa l’apparato radicale, razionata in modo da frazionarla in più apporti che seguono una bagnatura a fondo per mantenere costante più a lungo l’umidità del terreno.
  • Le potature. Non solo sono ben eseguite ma tengono in massimo conto lo sviluppo armonico della pianta tanto che solo a ripensarci vi stupirete come i tagli non sono visibili, mancano monconi e rami vuoti. Sarebbe normale se si trattasse di piante giovani, nel pieno del loro vigore, ma molte vantano già una lunga storia. Contenerle non significa sacrificarle.
  • Rialzi per proteggere. I roseti con il tempo possono “venire in superficie”, scoprendo il colletto e le prime ramificazioni dell’apparato radicale. Utilizzando vecchi coppi infissi nel terreno per metà della loro lunghezza è stata realizzata un’aiuola fuori terra in grado di proteggere le rose dal freddo, dai parassiti e dal rischio di ferite.

Come raggiungere il Roseto Fineschi

Inserito nella campagna toscana nel profilo di colline coltivate a cereali e vite, il roseto Fineschi, può rappresentare una pausa fra due mete storico-artistiche che qui sono ovunque. Firenze è vicinissima. Lungo l’autostrada A1 uscite al casello di Valdarno, prendete in direzione di Montevarchi e poi di Cavriglia, e alla rotonda posta all’ingresso del paese troverete l’indicazione. Al roseto c’è un ampio parcheggio libero, manca un punto di ristorazione ma è possibile usufruire di un servizio di bed and breakfast. All’ingresso è richiesto un contributo di 5 euro per sostenere il mantenimento del roseto. Info www.rosetofineschi.it, tel. 366 2063941

Per trovarle tutte

  • Il 21 aprile scorso è stato inaugurato il nuovo vivaio “Occhi di Rosa, Cavriglia”, specializzato in rose da collezione. Il vivaio è situato all’interno dell’azienda agricola “Il Piano di Erboli” vicino al roseto “Carla Fineschi”. Il nuovo vivaio offre una selezione di rose rare, spesso create dai più grandi ibridatori e destinata a crescere nel tempo. Interessante anche il nuovo servizio “Il Trovarose”: si impegna cioè a reperire anche all’estero le rose che non si riescono a trovare in vendita in Italia. Info tel. 329 3555603 www.erbolifarm.it

Il libro

“A rose is a rose is a rose” di Luca Bracali è un nuovo libro ( 39 euro, edizioni Mondadori) in cui protagonista è la rosa: un racconto per immagini realizzato dall’autore, fotografo naturalista ed esploratore, in due anni trascorsi nel vivaio Barni, vicino a Pistoia. Nel volume si segue il percorso di questa famiglia di coltivatori e ibridatori che da quattro generazioni cercano di svelare il fascino delle rose con nuove creazioni. Nel libro sono raccolti scritti di Beatrice e Pietro Barni, Lamberto Cantoni, Francesca Marzotto Caotorta, Paolo Pejrone.

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