Prato super facile con la Lippia nodiflora

Phyla nodiflora o lippia è perfetta per sostituire la classica erba del prato: cresce più in fretta, si taglia una, massimo due volte all’anno, consolida il suolo grazie a radici profonde, non teme siccità né umidità, tollera terreni secchi e salini.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 10/11/2014 Aggiornato il 10/11/2014
Prato super facile con la Lippia nodiflora

Direttamente dal continente Americano di cui è originaria, Phyla nodiflora anche detta Lippia nodiflora, appartenente alla famiglia delle Verbenaceae, è un’erbacea sempreverde, tappezzante, perfetta per formare un bel prato. Pianta resistente al sole, ma anche alla mezz’ombra, si adatta a qualsiasi suolo e richiede pochissima acqua. Lippia raggiunge i 4-10 cm di altezza, ha foglie dal verde al blu-verde, ovali, con margine frastagliato e, da maggio a settembre, infiorescenze bianco-rosacee profumate che attirano api e farfalle. La pianta è adatta come tappezzante per prati, scarpate (protegge il terreno limitandone l’erosione dovuta al ruscellamento dell’acqua superficiale), muretti a secco, nell’inerbimento di frutteti ed oliveti e nei tetti verdi.

Solo vantaggi
  • Non ha bisogno di essere tagliata poiché si sviluppa ben poco in altezza: se posta in luogo soleggiato e secco arriva a circa 4 cm, mentre se collocata all’ombra, in un terreno umido, potrà arrivare al massimo 10 cm.
  • Ha un rapidissimo sviluppo orizzontale, che la rende una delle migliori coprisuolo. Il merito è dei suoi stoloni, fusti modificati che corrono sopra il livello del suolo, in grado di radicare. Grazie a queste particolari radici si espande con grande velocità, così, in poco tempo, il terreno nudo si ricopre di un morbido tappeto verde.
  • Potrete accantonare anche l’annaffiatoio: una volta insediata, ha una grande resistenza alla siccità. Inoltre si adatta al terreno anche molto umido, resiste alla salinità, vive bene anche in prossimità del mare.
  • Non teme il calpestio, anche intenso; se il passaggio è frequente e quotidiano tenderà a nanizzarsi, riducendo la grandezza delle foglie e interrompendo la fioritura, ma non scomparirà.
  • Anche le infestanti non saranno più un problema. Una volta insediata e rivestito completamente il terreno P. nodiflora renderà la vita molto complicata alle malerbe.
  • Nonostante il suo vigore, non è invasiva nei confronti degli arbusti, anche se di piccole dimensioni perché non si “aggrappa” alle altre piante, dunque non c’è da temere se il giardino è delimitato da cespugli fioriti.
  • È molto resistente alle malattie.
Come preparare il suolo

Riservatele una posizione soleggiata, anche se potrà adattarsi a vivere nella mezz’ombra.

1) Preparate il terreno effettuando una “falsa semina”, ovvero lavoratelo come se lo stesse per seminare, e poi irrigatelo abbondantemente. Trascorsi cinque o sei giorni le plantule delle infestanti inizieranno a spuntare. Potrete eliminarle manualmente oppure utilizzare un diserbante fogliare sistemico non selettivo a base di Glifosate, un principio attivo a bassa tossicità e a basso impatto ambientale. Applicate il prodotto con una pompa a spalla o un piccolo irroratore prestando attenzione che il prodotto non raggiunga gli arbusti vicini. Dopo circa 48 ore potrete procedere con la messa a dimora della P. nodiflora. Pur trattandosi di una specie in grado di competere vantaggiosamente con le infestanti, eliminare le malerbe fin da subito è determinante per la buona riuscita dell’impianto. Soprattutto in presenza di erbacce a foglia larga, essendo essa stessa una dicotiledone.

2) Mettere a dimora da 5 a 15 piantine (ad esempio in alveolo da 5 cm) ogni metro quadrato, a seconda del “pronto effetto” desiderato.

3) Annaffiate abbondantemente fino al completo attecchimento delle plantule. Una volta ben radicate potrete gradualmente ridurre le irrigazioni fino ad interromperle, provvedendo con interventi di soccorso nei periodi più caldi e siccitosi.

Temperature

Lippia è una specie sempreverde che predilige climi miti, data la sua origine tropicale. Tuttavia grazie alla capacità di adattamento è in grado di resistere fino a -10°C. In questo caso perde le foglie per poi ri-vegetare con temperature più favorevoli.

Manutenzione minima

P. nodiflora è una specie molto rustica che non soffre di particolari patologie, né necessita di concimazioni. Può essere tuttavia consigliabile applicare in primavera un concime granulare, scegliendo un prodotto con lo stesso titolo in azoto e in potassio, (25-30g al mq). Questa operazione se ripetuta in autunno può rendere le piante più tolleranti al freddo invernale. Nel caso in cui sia gravemente danneggiata, ad esempio da scavi edili, per accelerarne la rigenerazione si può somministrare un concime minerale o organico, meglio ancora se a lento rilascio. Occorre monitorarne la crescita, con un paio di controlli l’anno, al fine di valutare un suo eventuale contenimento dovuto ad un eccesso di vigoria, o la necessità di effettuare un taglio per limitare le infestanti.

Le infiorescenze profumate della P. nodiflora, sono un richiamo irresistibile per farfalle ed api.

 

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