Prato: le cure estive

Rasatura dell’erba settimanale, irrigazione abbondante e attenzioni alle malattie: tutte le operazioni che garantiscono un risultato ottimale fino a settembre.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 03/07/2014 Aggiornato il 03/07/2014
prato in estate irrigato

Il grande caldo dell’estate è arrivato e iniziano le mille preoccupazioni legate al prato che tutti vorrebbero verde, uniforme, ben tagliato, folto, senza chiazze rade o ingiallimenti, privo di ospiti indesiderati come le infestanti a foglia larga. Per garantirci un buon risultato eseguiamo una serie di operazioni agronomiche e verifichiamo l’impianto d’irrigazione.

Taglio alto

In questo periodo, a causa dell’aumento delle temperature, si assiste a una sensibile riduzione della crescita del tappeto erboso, specie al Sud, nelle zone di pianura e nei versanti ben esposti. Per questo motivo è possibile rasare il manto erboso una volta la settimana. Il taglio deve essere curato modificando la lunghezza del manto erboso e verificando la qualità del lavoro delle lame. L’altezza di taglio deve essere alzata fino a 8 cm; 10 cm nei climi più caldi. L’affilatura non può essere rimandata: rivolgersi a un centro di manutenzione specializzata per ripristinare il filo delle lame e il sistema di autoaffilatura che consentirà di mantenerle efficienti.

Annaffiature

Un manto erboso più lungo significa anche una buona ombreggiatura del terreno, in un significativo risparmio d’acqua, per minore evapotraspirazione, e in un favorevole stimolo per la crescita dell’apparato radicale che potrà approfondirsi nel terreno, fattore positivo in vista del periodo estivo caldo e secco. Un prato folto e tenuto a una maggiore lunghezza dovrà essere bagnato in modo diverso rispetto all’inizio della primavera perché bagnature, anche frequenti, ma con volumi d’acqua ridotti per unità di superficie rischiano di non bagnare il terreno, talvolta di non raggiungerlo nemmeno, trattenuto quasi completamente dalla vegetazione. In caso d’acqua razionata meglio diradare gli interventi distribuendo volumi maggiori per aumentarne l’efficacia. Bagnando poco ma spesso s’incoraggia lo sviluppo di radici poco profonde.

Malerbe

Le più diffuse, nonostante l’altezza di taglio sia maggiore, non potranno salire a seme e diffondersi perché la parte terminale, dove sono localizzati fiori e semi, sarà tagliata ogni settimana. Fanno eccezione le malerbe striscianti come la veronica, quelle che crescono adese al terreno come i sonchus, e l’instancabile tarassaco che riesce a fiorire anche con scapi cortissimi.

Malattie

Anche la qualità del taglio è importante. Una linea di taglio sfilacciata o sfibrata, opera di lame non più affilate, o male orientate, favorisce l’ingresso di patogeni perché le ferite richiederanno molto più tempo per richiudersi. Per questa ragione, dopo il taglio, non è consigliato irrigare preferendo dar tempo agli steli e alle foglie, asciugandosi, di rimarginare.

Concime

Deve seguire lo sviluppo del prato ancora vigoroso: quindi va effettuato solo quando è necessario per sostenere la crescita dei tessuti ma anche una loro maturazione che si traduce in una colorazione intensa, una forte capacità fotosintetica, una maggiore resistenza alle alte temperature e alle forti radiazioni.

Il sistema mulching: comodo e veloce

Il lavoro di raccolta dell’erba tagliata e del suo stoccaggio in compostiera o negli appositi cassonetti rappresenta circa il 40% del tempo totale impiegato. La tecnica del mulching consente di rasare il prato lasciando gli steli e le foglie, finemente sminuzzati, sul cotico, ma non sempre può essere applicata, ci vogliono le temperature ambientali più adatte. Da metà giugno le condizioni ambientali si prestano a “metabolizzare” questi detriti erbacei senza che si depositino fra gli elementi della vegetazione incrementando lo spessore e la produzione del feltro che “soffoca” il terreno riducendo le sue capacità di scambio. Importante è non tagliare gli steli per un’altezza maggiore del 30% del totale. Per questa ragione i tagli mulching devono essere frequenti e molto curati, eseguiti quando il prato si è asciugato, prima delle ore più calde che seccheranno i residui lasciati sul cotico, utili anche a ombreggiare le radici.

Verifiche all’impianto

È bene eseguire una semplice manutenzione di routine degli ugelli distributori di irrigazione perché il calcare, presente in quantità rilevanti nell’acqua di buona parte del territorio nazionale, tende a incrostarli riducendone l’efficienza e alterando lo schema di distribuzione. È importante eseguire queste operazioni adesso perché il prato non ha ancora sofferto di secco, problema che invece diverrà quotidiano nei mesi di agosto e settembre. È bene eseguire verifiche e aggiustamenti adesso prima che si evidenzino ingiallimento, diradamento e mancata crescita. Prevenire eventuali problemi è sempre più facile che curarli.

Calcare

Rimuovete le parti mobili dell’impianto, lavatele con acqua e una spugna solo moderatamente abrasiva, e, se incrostate, ponetele in una soluzione di acqua e aceto o aceto puro fino a quando basterà passarle con le dita per staccare la patina di calcare. Eseguite le stesse operazioni sulle parti fisse. Per eliminare il calcare dalle incrostazioni, imbibite una spugna di aceto, che avrete prima sagomato in forma di manicotto da posizionare e lasciare in loco così che possa agire sull’incrostazione e vi aiuti a eliminarla.

Distribuzione dell’acqua

Solo dopo questa semplice operazione di pulizia verificare che la distribuzione dell’acqua sul cotico sia uniforme per apportare di conseguenza le modifiche richieste per direzione dell’acqua, apertura e altezza degli ugelli. Per alcune sere di seguito, in condizioni confrontabili (assenza di vento e mancanza di precipitazioni), disponiamo alcuni contenitori in diversi punti del prato prima di iniziare il turno d’annaffiatura. I contenitori dovranno essere bassi e larghi: una vaschetta d’alluminio per alimenti è l’ideale. Al termine dell’irrigazione si misura quanta acqua contiene. La tecnica più rapida e sicura, non richiede travasi ed è indipendente dall’inclinazione e dalla deformazione del contenitore, è registrarne il peso. Solo se lo scostamento fra i diversi punti scelti sul prato sarà minore del 20% possiamo considerare la distribuzione efficiente.

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