Prato: adesso si prepara il terreno

Il risveglio vegetativo è imminente e il prato deve essere preparato con le lavorazioni del suolo e la prima concimazione.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 01/03/2014 Aggiornato il 01/03/2014
prato e cielo azzurro

Il risveglio vegetativo del prato, reso evidente da un incremento di colorazione verde e dall’emissione di nuove foglie, inizia a manifestarsi verso metà marzo nelle regioni settentrionali, 10-15 giorni prima in quelle più calde, ed è favorito dal progressivo innalzamento delle temperature e da regolari apporti idrici, sia naturali, sia artificiali, che stimolano soprattutto l’attività radicale. Poco prima di tale ripresa vegetativa è consigliabile effettuare una serie di interventi agronomici a carico prevalentemente del substrato di coltivazione per ripristinare le più favorevoli condizioni del terreno e integrare le riserve nutritive del suolo. Tali lavori sono di fondamentale importanza per la crescita del prato nel corso di buona parte dell’anno: favoriscono il pronto risveglio vegetativo dell’erba e ne condizionano la crescita fino al periodo di pausa estivo, la resistenza nei confronti delle malattie e, in generale, il pregio ornamentale. Dopo aver effettuato il primo taglio, si possono effettuare i lavori successivi dal momento che risultano più efficaci su erba già in ripresa vegetativa.

1. Rendere la superficie piana

Durante il periodo invernale carichi di neve o ristagni di acqua possono aver causato avvallamenti della superficie. Se si tratta di depressioni di modesto spessore, 1,5-2 cm, è possibile colmarli con apporto di specifico substrato per tappeti erbosi, rappresentato da una miscela di sabbia di fiume (50%) e terricciato organico setacciato (50 %), eseguendo in tal modo quel particolare intervento noto come “topdressing”, diffuso nei campi sportivi. Nel caso di depressioni del terreno di maggiore altezza (superiore ai 3-4 cm) dovrà essere valutata l’ipotesi di totale rifacimento della porzione di prato interessata.

2. Rullatura

A seguito dell’alternanza di periodi di gelo e disgelo il prato può presentare porzioni sollevate o smosse. La rullatura permette di riaccostare tra loro le zolle inerbite e rendere aderente il cotico erboso al terreno sottostante. È consigliabile impiegare un rullo liscio, non troppo pesante ed eseguire l’operazione durante le ore centrali della giornata, quando il terreno non è bagnato, al fine di evitare la formazione di pericolosi affossamenti della superficie.

3. Sabbiatura

Nei terreni argillosi, i prolungati carichi di neve possono determinare accumuli eccessivi di acqua e fenomeni di asfissia radicale, gravi soprattutto nei tappeti erbosi giovani. Per favorire il drenaggio di tale acqua si deve apportare sabbia di fiume (sabbia silicea) che va distribuita nelle ore centrali della giornata, su terreno non bagnato, stendendola uniformemente con badile o macchine apposite, evitando di danneggiare o coprire i colletti dei cespi d’erba: lentamente la sabbia scenderà per gravità attraverso le fessurazioni e migliorerà le caratteristiche fisiche del terreno.

4. Fertilizzazioni: le più importanti

Le concimazioni primaverili rappresentano l’intervento di nutrizione più importante per i tappeti erbosi. Soprattutto la prima concimazione, che al nord si esegue nella seconda metà di marzo, fornisce gli elementi per la ripresa vegetativa: quanto più velocemente il tappeto erboso riprende a crescere dopo la pausa invernale, tanto più facile sarà la competizione con le erbe infestanti primaverili. Si devono usare fertilizzanti solidi in granuli specifici per tappeti erbosi, contenenti un buon tenore in azoto, fondamentale per “risvegliare” e stimolare l’attività vegetativa. Nei concimi inoltre devono esserci fosforo e potassio che stimolano l’attività radicale, irrobustiscono il prato e gli consentono di affrontare le alte temperature. I fertilizzanti di alta qualità (quelli più costosi) contengono anche elementi secondari (ferro, manganese e zolfo) utili per il vigore e la lucentezza all’erba.

5. Il primo taglio

Nel mese di marzo si esegue un solo taglio (due al massimo nelle zone più calde). Per quello successivo bisogna aspettare 10-15 giorni circa. Ad aprile possono aumentare di frequenza. I primi tagli della stagione devono essere eseguiti sino a lasciare il manto erboso alto circa 4 centimetri. In questa fase si asportano anche i tessuti vegetali ingialliti, rinsecchiti, o comunque deperiti nell’epoca invernale, stimolando così la vigorosa ripresa vegetativa. In primavera allontanare completamente i residui di taglio per evitare che possano marcire sul terreno e impedire la piena insolazione e il buon arieggiamento dell’erba. In primavera i tagli vanno eseguiti nelle ore più calde della giornata, con tappeto erboso asciutto: i passaggi delle macchine tosaerba in terreni inumiditi dalla rugiada, o molto bagnati a seguito di temporali, rischiano di creare dannosi solchi o avvallamenti sulla superficie.

Poche regole per la buona riuscita

  • CONCIMARE SEMPRE TRE-QUATTRO GIORNI DOPO IL TAGLIO e mai prima in quanto le macchine tosaerba facilmente aspirano i granuli di concime;
  • DISTRIBUIRE 15-20 GRAMMI DI CONCIME PER METRO QUADRATO e non eccedere con i dosaggi, specialmente nel caso di alte temperature per evitare “bruciature” dell’erba;
  • SPARGERE IL PRODOTTO IN MODO UNIFORME evitando che certe zone abbiano troppo fertilizzante ed altre ne risultino sprovviste.
  • IRRIGARE ABBONDANTEMENTE dopo la distribuzione del concime, per farlo penetrare bene nel terreno.
  • TRA APRILE, MAGGIO E GIUGNO È NECESSARIO CONCIMARE ALMENO ALTRE TRE VOLTE soprattutto nei casi di tappeti erbosi di alta qualità, intensamente sfruttati e soggetti a frequente calpestio.

Attenzione! Gli interventi manutentivi indicati possono essere eseguiti senza problemi su prati ben consolidati, ovvero di almeno 2-3 anni. Grande attenzione va invece riservata ai manti erbosi giovani (1-2 anni) e ancor più a quelli seminati nel corso dell’autunno precedente, sui quali i lavori più pesanti richiedono cautela e buona capacità tecnica.

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