Potare le piante ornamentali sfiorite  

Forsizia, lillà, filadelfo, kerria, gelsomino di San Giuseppe e altre piante ornamentali sono apprezzate per la fioritura primaverile. A giugno, una volta sfiorite, queste piante devono essere potate nel modo giusto, perché l'anno prossimo possano ripresentare una fioritura spettacolare.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 15/06/2020 Aggiornato il 15/06/2020
Potare le piante ornamentali sfiorite  

Molte specie ornamentali hanno già terminato la fioritura primaverile, tanto bella e vivace, quanto veloce. Adesso può essere necessario eseguire alcuni tagli o una potatura leggera, così da rendere la pianta più pulita e ordinata, ridarle una forma e permetterle una crescita più folta, con una chioma di aspetto compatto.

Alcune specie, invece, devono essere potate proprio in questo periodo, quando le corolle sono appassite, perché se si interviene nel momento sbagliato si può compromettere la fioritura dell’anno prossimo. In particolare bisogna intervenire ora  sulle specie perenni, per lo più arbustive, che fioriscono presto, in genere già a fine inverno, regalandoci un primo sentore di primavera. La loro fioritura avviene, generalmente, sui rami di un anno, cioè su quelli che si sono formati l’anno prima, motivo per cui la potatura va fatta in questo periodo e non oltre, poiché, tardando, si andrebbero a tagliare proprio quei rami sui quali si differenzieranno le gemme a fiore.

Ecco le più conosciute e come va eseguita la loro potatura.

Forsizia

La fioritura della Forsythia spp, famiglia delle Oleaceae, avviene generalmente a marzo; è una delle prime piante ornamentali a fiorire dopo il periodo invernale. I boccioli appaiono sui rami ancora nudi, poi si svilupperanno fino a trasformare la pianta in una macchia gialla spettacolare e, quando sarà sfiorita, si apriranno anche le foglie. A questo punto può essere potata, così da lasciarle tutto il tempo necessario a sviluppare i nuovi rami fioriferi.

potatura forsizia

Quando si esegue la potatura, e questo vale per ogni pianta, si inizia sempre con l’eliminare eventuali rami secchi o lesionati, recidendoli alla base. Anche quelli troppo deboli, storti e intricati devono essere eliminati, così da sfoltire un po’ la chioma e permettere alla luce del sole di filtrare tra i suoi rami.

Si procede, quindi, con il raccorciamento di tutti i rami che hanno appena finito di fiorire: è sufficiente una spuntatina, necessaria giusto a uniformare la chioma e a ridarle una forma ordinata. Generalmente, ogni 2-3 anni, si procede raccorciandoli un po’ di più, così da contenere lo sviluppo eccessivo dell’arbusto: in media i rami vanno raccorciati di circa un quarto la loro lunghezza, ma si tratta solo di un’indicazione approssimativa, da valutare caso per caso. Con la potatura, la pianta assume anche più vigore.

Lillà

Syringa vulgaris, famiglia delle Oleaceae, fiorisce solitamente tra aprile e maggio, in base alla varietà. Lo spettacolo è di breve durata: le sue infiorescenze lilla, infatti, lunghe pannocchie composte da tanti fiorellini a quattro petali, rimangono aperte per un paio di settimane, prima di appassire.

Allora è il momento migliore per procedere con la potatura, sia per eliminare i fiori secchi, sia per dare una pulita alla pianta e uniformarne la chioma. L’eliminazione delle infiorescenze appassite è necessaria anche per evitare che si formino i semi, con notevole dispendio energetico e indebolimento della pianta.

potatura lilla

Proprio come per la forsizia, si procede recidendo alla base tutti gli eventuali rami secchi, malati o deboli. Devono essere recisi alla base anche i polloni, ovvero quei rametti esili che si sviluppano alla base della pianta. Quindi si raccorciano tutti i rami troppo lunghi, tagliandone la porzione apicale (un quarto della loro lunghezza o anche di più se ritenuto necessario), così da rendere la forma del cespuglio più ordinata.

Filadelfo

Philadelphus coronarius o P.virginalis, famiglia delle Hydrangeaceae, detto anche “Fior d’Angelo” verso maggio fiorisce con corolle delicate composte da petali (4 o più nel caso di varietà a corolla doppia o multipla) di colore bianco candido, con al centro un ciuffetto di stami giallo oro. Anche questa pianta fiorisce sui rami di un anno, quindi è bene potarla subito dopo la fioritura anche per darle un aspetto ordinato, visto che il filadelfo tende a crescere molto in altezza e, per di più, in maniera abbastanza disordinata.

potatura filadelfo

La procedura consiste nell’eliminare tutti i fiori ormai secchi. Si recidono, poi, alla base tutti i rami troppo vecchi e legnosi, quelli secchi e quelli rotti. Infine si procede raccorciando di circa un quarto della loro lunghezza tutti i rami che hanno appena finito di fiorire, restituendo all’arbusto la forma desiderata, che deve essere il più possibile uniforme e regolare.

Kerria

Kerria japonica, famiglia delle Rosaceae, fiorisce solitamente da marzo ad aprile. I suoi fiori sembrano tante piccole roselline dai petali gialli; la varietà più diffusa, a corolla multipla, produce fiori che sembrano dei pon pon. Adesso la fioritura è terminata e la pianta deve essere potata. 

potatura kerria

La Kerria sviluppa germogli basali che si allungano a formare i nuovi rami dell’arbusto: sono questi i rami che, raggiungendo la maturità nel corso della stagione estiva, porteranno i fiori la primavera successiva. Dunque, questi rami non devono essere tagliati, ma vanno mantenuti se non si vuole perdere la fioritura.

Con la potatura, da eseguire subito dopo la fioritura, si eliminano, invece, tutti i rami ormai vecchi, che hanno appena finito di fiorire. Questi vanno tagliati alla base.

Gelsomino di San Giuseppe

Jasminim nudiflorum, famiglia delle Oleaceae, è chiamato anche gelsomino invernale perché  fiorisce nel periodo di San Giuseppe (19 marzo), sul finire dell’inverno. I suoi rami, ancora privi di foglie, si ricoprono di fiori tubulari composti di 6 petali vivacemente colorati di giallo. Anche in questo caso, è bene rimandare la potatura di questo arbusto subito dopo la fioritura. Le parti tagliate possono essere usate per fare le talee. 

potatura gelsomino san giuseppe

Oltre a eliminare alla base eventuali rami secchi o rotti, si procede ad eliminare alla base i rami più vecchi e quelli più deboli ed aggrovigliati all’interno della chioma, in modo da ridare alla pianta una forma pulita e ordinata. Jasminum nudiflorum è un cespuglio caratterizzato da portamento tendenzialmente ricadente: i suoi rami lunghi, quelli che hanno appena fiorito, devono essere raccorciati di circa la metà della loro lunghezza, così da rinforzarli e rendere l’arbusto più vigoroso e stimolare l’emissione di nuovi germogli che daranno origine ai rami fioriferi della prossima stagione.

Le altre piante 

Tanti altri sono gli arbusti a fioritura primaverile che devono essere potati adesso, a fioritura terminata, tra cui il biancospino (Crataegus spp.), il viburno ‘palla di neve’ (Viburnum opulus), Chaenomeles japonica, e numerosi altri.  

Forbici e trinciarami

In ogni caso, si consiglia di utilizzare sempre attrezzi in buono stato di manutenzione, ovvero forbici con lame ben affilate e pulite. In questo modo si otterranno tagli netti e precisi, privi di sfilacciature; inoltre, sterilizzando sempre prima e dopo ogni utilizzo le lame, si evita di trasmettere malattie batteriche da una pianta eventualmente infetta ad una sana. Per i rami più robusti, le forbici non sono sufficienti, ma è bene utilizzare attrezzi trinciarami, dotati di manici più lunghi, così da fare minor sforzo nel taglio.

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