Posare il prato a rotoli: solo vantaggi

La posa del prato a rotoli garantisce un risultato perfetto, pronto da calpestare in meno di un mese. Adesso è il momento buono per posarlo.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 18/09/2015 Aggiornato il 18/09/2015
posa prato rotoli

Normalmente per ottenere un prato si ricorre alla semina che richiede però dei tempi e delle procedure lunghe.Prima che il tappeto seminato possa essere calpestato e “vissuto” normalmente si devono lasciare passare diverse settimane da un minimo di 4-5 sino a 6-8, a seconda dell’epoca della semina, dal tipo di miscuglio utilizzato e dalla zona in cui si opera. Un modo più rapido per ottenere in breve tempo una superficie erbosa quasi immediatamente calpestabile è il trapianto di zolle in rotoli pre-coltivate in vivaio da stendere sulla superficie del terreno. Si possono acquistare le zolle inerbite, larghe in media 50-70 centimetri e lunghe al massimo 160-180 cm, ottenute da miscugli di seme di composizione diversa. Ecco come fare passo dopo passo.

Quali vantaggi nella messa a dimora del prato a rotoli

Si può mettere a dimora sempre
Il tappeto erboso a rotoli può essere trapiantato in quasi tutti i mesi dell’anno, a esclusione dei più freddi. La primavera e l’autunno (aprile-maggio e settembre) restano però le stagioni migliori perché l’accrescimento delle sementi che compongono di norma il miscuglio del tappeto erboso è nel massimo sviluppo e pertanto l’attecchimento e quindi il successivo calpestamento ed uso, è molto più rapido.

Si accorciano i tempi di attesa
Mettendo a dimora il prato a rotoli si accorciano i tempi di lavorazioni del terreno e di divieto di calpestio. Questo perché con la posa del tappeto erboso si toglie la luce, indispensabile per il germogliamento di qualunque pianta e quindi anche delle infestanti. In più non sono necessari i lunghi tempi di attesa per fare crescere l’erba abbastanza da poterla calpestare liberamente.

Il costo è più alto

Lo svantaggio più evidente è il costo maggiore della fornitura del tappeto che viene quantificato in una cifra variabile tra i 6 e 10 euro al metro quadro, a seconda del quantitativo d’ordine e del tipo di miscuglio impiegato. La cifra indicata può comunque variare, anche di molto, a seconda della zona in cui si opera, dal tipo di seme utilizzato sia in purezza che in miscuglio, ed anche dal quantitativo occorrente. A questi costi vanno aggiunti quelli delle lavorazioni del terreno e della posa dei rotoli. Tale costo viene però rapidamente ammortizzato in un anno di gestione, visti i minori interventi agronomici (a parte il taglio) che richiede.

COME SI POSA IL PRATO A ROTOLI

1 – Diserbo totale
Durante la stagione vegetativa è necessario effettuare un diserbo totale per eliminare sia le forme di infestanti perennanti (per esempio la prunella, la gramigna e la piantaggine), che quelle annuali a ciclo estivo (pabio). Il diserbante da utilizzare nella fase preparatoria è un prodotto ad azione ormonica-sistemica e totale (a base del principio attivo Glyphosate), in modo tale da disattivare anche le radici delle piante perenni e far morire completamente tutte le infestanti presenti. Per le dosi leggere in etichetta perché cambiano a seconda della stagione e dal tipo prevalente di infestanti presenti. L’utilizzo di questi prodotti chimici pur avendo un’azione efficace, richiede qualche giorno (10-15 in estate) per poter agire completamente. Il trattamento va effettuato in assenza di vento e di pioggia, con foglie asciutte e non deve piovere nelle 6-8 ore successive. Occorre utilizzare delle pompe da diserbo munite di campana protettiva per direzionare il getto solo sul prato.

2 – Concimazione di fondo
In questa fase è indicata la concimazione organica che serve direttamente come alimentazione per le piante e che migliora le caratteristiche fisiche del suolo diminuendo la compattezza dei terreni argillosi o rendendo meno permeabili i suoli sabbiosi. Dopo il diserbo chimico, si consiglia di spargere il letame bovino od equino che però deve essere maturo, cioè in essi deve essere già avvenuta in parte la decomposizione della sostanza organica grazie all’opera di microrganismi che trasformano gli elementi azotati in sali ammoniacali e nitrici. Soprattutto si sono disattivati, grazie alle alte temperature della decomposizione, i semi delle erbe infestanti, sempre presenti nel letame fresco. Chi non riuscisse a reperire tale materiale, o ci fossero delle difficoltà di spargimento (se gli spazi sono ristretti o in pendenza), può ricorrere all’acquisto di letami pellettati reperibili nei migliori centri di giardinaggio. È anche possibile utilizzare dei buoni terricciati anche provenienti dal compostaggio. Il materiale deve essere cosparso al suolo in quantità apprezzabili e successivamente interrato adeguatamente con la vangatura.

3 – Vangatura
Quest’operazione ha la funzione di interrare la cotica erbosa disseccata e il fertilizzante organico. La profondità di lavoro andrà valutata sul posto, comunque dovrà essere compresa tra i 20 e i 30 cm. È importante non danneggiare l’apparato radicale degli alberi eventualmente presenti, pertanto su tutta la superficie di proiezione della chioma occorrerà lavorare con attenzione il terreno. Per piccole superfici si può fare la vangatura manuale; nel caso di superfici di una certa consistenza meglio ricorrere alla vangatrice meccanica con trattorino. Dopo la vangatura si deve compiere la prima pulizia del terreno raccogliendo i detriti più grossolani e i sassi più grossi venuti in superficie.

4 – Concimazione chimica
Questa operazione ha la funzione di fornire alle giovani piantine del futuro tappeto il primo nutrimento dopo il trapianto. Sono tre gli elementi che servono adesso: azoto, fosforo e potassio. Il nitrato ammonico (che contiene il 35% d’azoto totale) da usare alla dose di 20-25 grammi al metro quadro. Questo ha un’azione sia pronta che graduale, poiché contiene azoto nitrico ed ammoniacale. Per garantire una giusta presenza di fosforo, fondamentale elemento che serve a far sviluppare l’apparato radicale, si dovrà aggiungere l’anidride fosforica alla dose di 20-25 grammi al metro quadro. Anche per il potassio, scarsamente mobile nel terreno, si consiglia l’aggiunta di cloruro potassico alla dose di 20 grammi al metro quadro.In alternativa all’uso di questi tre fertilizzanti semplici, si potrà impiegare un concime composto granulare, quale per esempio l’11-22-16 alla dose di 25-30 grammi per metro quadro.Il concime deve essere bene incorporato al terreno tramite accurata fresatura.

5 – Livellamento e pulizia
L’ultima operazione prima della posa è la livellatura del terreno, da effettuarsi con un rastrello su tutta la superficie del terreno eliminando eventuali gobbe o avvallamenti. Con l’occasione si tolgono dal letto di semina anche gli ultimi sassi o rifiuti ancora presenti.
Il livello corretto del terreno deve essere di qualche centimetro (3-4 cm) più alto del terreno: occorre abbondare perché si deve prevedere il naturale assestamento che si ha in un terreno lavorato. Poi ci sarà da aggiungere lo spessore del cotico che si andrà a posizionare sul terreno preparato.

6 – Trapianto
Una volta preparato il terreno si posa il tappeto erboso in rotoli precedentemente acquistato. L’operazione si svolge srotolando i singoli pezzi di tappeto, uno accanto all’altro, badando di non sovrapporre le singole zolle, ma anche di non lasciare troppo spazio tra una e l’altra per evitare la possibile crescita di erbe infestanti.
Per assicurarsi l’attecchimento si consiglia di dare qualche colpo di assestamento con il palmo della mano, alle singole zolle, mano a mano che vengono posate. Sui bordi dell’appezzamento o in presenza di ostacoli vari, si dovranno tagliare a misura le varie strisce di tappeto, per non lasciare alcuna zona senza copertura di tappeto.

7 – Rullatura
Si passa con il rullo per favorire il contatto delle varie zolle con il terreno e quindi garantire un rapido attecchimento. Per piccole superfici si può usare anche un badile sull’intera superficie trapiantata.

8 – Irrigazione
Come ultima operazione si procede all’annaffiatura della superficie del terreno utilizzando rompigetti per creare una pioggia finemente polverizzata, quasi nebulizzata, per non danneggiare le giovani radici. Le irrigazioni dovranno continuare, se le precipitazioni sono assenti, fin tanto che le singole zolle non hanno ripreso l’accrescimento.

Quando di taglia?

Il primo intervento di tosatura si dovrà effettuare quando l’erba ha raggiunto un’altezza di almeno 6-8 cm, utilizzando macchine tosaerba leggere e con lame ben affilate, asportando solamente i primi 2-3 cm di foglia. Dopo un numero variabile di giorni compreso tra 8-10 e 20 a seconda della stagione, il tappeto erboso sarà completamente calpestabile.

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