Piante acquatiche

I fiori che galleggiano sulla superficie del laghetto, di uno stagno o di una vasca artificiale sono sempre stupefacenti, ma coltivarli richiede cure costanti e mirate: ecco i nostri consigli per riuscire.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 02/07/2016 Aggiornato il 02/07/2016
ninfea in laghetto

Se il giardino rappresenta per molti un’oasi di pace, il laghetto non può che arricchirlo perché riesce a creare un micro mondo popolato da animali e piante del tutto particolari. Tuttavia anche d’estate le piante del laghetto richiedono alcune attenzioni come lavori di pulizia e contorno, la raccolta dei semi, la divisione e la moltiplicazione. Ecco le piante più adatte, da cui iniziare a farvi stregare…

Iris acquatici: tradizione italiana

Sono molte le specie di iris, detto anche giaggiolo, che possono crescere in acqua o sulle sponde sopportando per tempi anche lunghi l’allagamento.
Il giaggiolo è presente in tutte le zone umide stabili dell’Italia settentrionale e oggi, oltre che come pianta ornamentale per i laghetti, è usato come fitodepuratrice perché capace di fissare e sottrarre dall’acqua pesticidi, metalli pesanti e altri agenti inquinanti.
Dai rizomi si formano a primavera fusti eretti, di sezione cilindrica e compressa, che raggiungono un’altezza compresa fra i 40 e i 100 cm.
Le foglie formano uno stretto ventaglio. La forma è quella tipica del genere, ricordano una spada, con nervature parallele, nervatura mediana sporgente in corrispondenza di un maggiore sviluppo della foglia che risulta ispessita al centro, larghezza circa tre cm, lunghezza eguale a quella del fusto.
I primi giaggioli iniziano a fiorire nel mese di aprile, gli ultimi a luglio.
Più lunga la fioritura dei grandi Iris louisiana, capaci di raggiungere un’altezza di 120 cm, e formare cespi dai 60 ai 90 cm di diametro, resistenti ai parassiti e alle malattie, e con fiori da recidere che non emanano odori sgradevoli.
La varietà Red Wine, mescolata alla forma tipica di color azzurro chiaro, crea un contrasto di grande effetto.
Già a luglio si possono raccogliere i semi maturi che andranno posti subito in contenitori con un mix di terricciato di foglie e di letame maturo a una profondità doppia delle loro dimensioni da mantenere umide. All’arrivo del freddo andranno ritirate in serra o in cassone freddo. Chi non dispone di questa possibilità di ricovero rimandi la semina a primavera.
La divisione degli iris, quando la crescita delle piante è regolare, si rende necessaria al più tardi ogni quattro anni, non solo per propagare le piante, ma anche per migliorare la fioritura.

Le ninfee

Le ninfee in estate sono le assolute protagoniste del laghetto, sia che si tratti di specie rustiche sia che si tratti di specie o varietà esotiche, o ibridi con queste sensibili al freddo che andranno ritirate al sopraggiungere del freddo.
L’unica manutenzione di cui hanno bisogno le ninfee nel periodo estivo è la sorveglianza del livello dell’acqua.
Le ninfee possono adattarsi a vivere in acque meno profonde di quelle indicate, galleggiando anche in poca acqua, ma non l’opposto perché si tratta di piante radicate sul fondo e non flottanti. Superato il limite massimo, rappresentato dalla lunghezza del fusto, restano immerse. Importantissimo è conoscere la profondità massima d’impianto della varietà scelta e questa deve essere fornita dal vivaio specializzato che la produce o riportata dal cartellino d’accompagnamento nei garden che le commercializzano.
Ninfea alba è la specie tipica del nostro paese. Si trova come pianta spontanea in diversi laghi radicando ad una profondità che varia da uno a tre metri. I fiori, larghi fino a 15 cm, hanno stami gialli, sono di colore bianco ma non mancano soggetti avorio o carta di riso.
Le specie tropicali hanno numerosi petali, circondati da quattro sepali verdi, di forma da ovale ad appuntita. Possono essere disposti in più serie e quella esterna in fase di apertura piena è solita disporsi orizzontalmente. Dotate anche di colori sgargianti al centro del fiore si trovano stami evidenti di colore giallo o aranciato. Le foglie possono essere anche grandissime.
La riproduzione per seme delle ninfee è abbastanza complessa e praticata solo di rado dagli hobbisti. La disseminazione naturale delle specie rustiche contribuisce a rinnovare e aumentare la popolazione di ninfee presente in un laghetto con il fondo in terra.

L’ibisco erbaceo

Da fine giugno a settembre gli Hibiscus palustris iniziano a fiorire nei colori dal bianco al rosa intenso.
Gli ibischi erbacei o di palude, originari degli Stati Uniti, non radicano nell’acqua ma solo nel terreno mantenuto costantemente umido. I fusti, alti anche oltre due metri, sono eretti, robusti e legnosi.
Le foglie, proprio per una tomentosità localizzata più accentuata, si presentano di colore bianco grigio nella pagina inferiore, e verdi in quella superiore. Hanno forma ovata, di solito intera.
I fiori, grandi, con un diametro di poco inferiore ai 20 cm, si aprono dall’inizio dell’estate, ultimi giorni di giugno, fino a settembre, ma il ciclo della pianta è fortemente influenzato dall’andamento stagionale delle temperatura e dalla disponibilità costante d’acqua. Il colore spazia dal bianco al rosa intenso, il rosso è una recente acquisizione dovuta all’introduzione di nuovi ibridi.
La selezione oggi si orienta a proporre varietà di altezza contenuta per migliorarne la gestione. Solo gli esemplari isolati devono essere tutorati. All’arrivo del freddo la pianta prima perde le foglie e poi secca tutta la parte aerea. Seppur non fiorite, perché aprono le loro corolle in primavera, molte piante restano verdi fino all’arrivo del freddo.

Caltha palustris

Vive nell’acqua ma non è una pianta galleggiante perché deve poter radicare in acqua poco profonda fino a 15 cm: si coltiva nei prati umidi, nei luoghi paludosi, lungo i ruscelli, negli stagni e nei laghetti, nelle vasche, anche in quelle che in giardino ospitano i pesci rossi.
Perfettamente adattata ai nostri climi perché originaria di un vasto areale che comprende tutta l’Europa e presente allo stato spontaneo anche nel nostro paese non ha problemi di ambientamento.
Le foglie di colore verde scuro, sono reniformi, cordate e con leggera dentatura al margine. I fiori a forma di coppa, larghi fino a 4 cm, nella forma tipica sono di colore giallo oro. Fioriscono nei mesi di aprile e maggio.

Calla: sempre elegante

Pianta perenne sempreverde dotata di rizoma oblungo, semirustica, predilige le aree ombrose e umide.
Zantedeschia aethiopica, le calle, sono piante semirustiche che non resistono all’esterno dove si registrano inverni rigidi con temperature così al di sotto dello zero da gelare l’acqua delle vasche caratterizzate da un lungo rizoma strisciante dal quale si originano direttamente le grandi foglie. Alte anche più di un metro, di colore più o meno intenso, sono lungamente picciolate, sagittate e lucide. Il fiore, che sembra essere unico, è in realtà un’infiorescenza a spadice giallo chiara accompagnata e avvolta da una grande spata bianca leggermente cerosa. Sono portate da fusti eretti e compaiono a partire dalla tarda primavera.
Ne esistono oggi molte varietà colorate meno esigenti in acqua rispetto alla forma originaria che nel sud del nostro paese tende a naturalizzarsi lungo canali e corsi a lento scorrimento.

Loto: incredibilmente belli

Il loto, Nelumbo nucifera ha portamento eretto, vigoroso, fuori dall’acqua ma seducente allo stesso modo.
Originario dell’Asia subtropicale si adatta a vivere all’aperto anche nel nostro paese purché sia possibile garantire loro una posizione in pieno sole e calda. I loti riescono con più facilità nei laghetti con un ricambio d’acqua limitato o nullo, come nei bacili e nelle fontane a ricircolo, perché la temperatura si può elevare con maggiore facilità sotto l’azione dei raggi del sole. Una temperatura dell’acqua, nelle ore più calde, intorno ai 25°C è garanzia di una fioritura abbondante. Anche la protezione dalle correnti d’aria può essere d’aiuto.
Le foglie del loto, Nelumbo nucifera, sono molto ampie, rotondeggianti, vellutate, piacevolmente ondulate. Magiche, vorremmo dire, perché l’acqua, l’elemento naturale che le genera, non riesce a bagnarle perché rivestite da una cuticola cerosa.
I fiori, preceduti da grossi boccioli ovali, sono portati da un lungo peduncolo eretto. Solitari, profumati, bianchi, rosa e rosso, talora sfumati in giallo, striati, o doppi, sono unici e inconfondibili. Sorretti da lunghi fusti, si ergono al di sopra del tappeto di foglie (da 50 a 100 cm). I fiori delle varietà classiche arrivano a 30 cm di diametro, alcune hanno fiori doppi così da ricordare nella forma le peonie.
In ogni caso controllare spesso il livello dell’acqua e mantenerlo costante, in estate è bene intervenire quotidianamente per rabboccare con acqua fresca e pulita, lasciata decantare così che perda il cloro immesso nelle condutture dell’acquedotto a scopo sanitario, ma sgradito a piante e microflora del terreno.

Le piccole galleggianti

Seppure non fiorite ma sempre decorative sono le piccole piante galleggianti che possono formare in un angolo riparato un tappeto verde.
Tra le più belle la Lemna, o lenticchia d’acqua, spontanea in laghi e paludi, o la seducente Pistia stratiotes, lattuga d’acqua, dalle foglie decorative spesse e tomentose. Ha habitus galleggiante ma le lunghe radici ramificate possono radicare in acque basse. Non fatevi ingannare dal suo aspetto delicato perché cresce molto velocemente e deve essere sfoltita perché non occupi tutto lo spazio disponibile. Potete sceglierla solo se introducete anche dei pesci perché la struttura delle foglie offre riparo alle larve di zanzara.
Salvinia natans è una felce galleggiante dalle piccole foglie piatte, riunite in verticilli di tre, priva di radici, resistente al freddo più intenso.

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