Peperoncini da coltivare tutto l’anno

In Italia in genere si coltivano i peperoncini come piante annuali da estirpare tra ottobre e novembre dopo la raccolta degli ultimi frutti. Invece si tratta di perenni che provengono da zone tropicali: con qualche accortezza anche noi possiamo coltivare la stessa pianta per diversi anni.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 18/01/2017 Aggiornato il 18/01/2017
peperoncini da coltivare

Nei luoghi di origine i peperoncini crescono in piena terra senza problemi e possono raggiungere le dimensioni di veri e propri alberi e superare agevolmente i periodi meno caldi per rivegetare rigogliosi ogni anno.
Se usiamo qualche accortezza anche noi possiamo conservare la pianta per diversi anni: infatti il peperoncino da coltivare ha un fusto sufficientemente legnoso da trattenere i liquidi vitali anche nel periodo di riposo, dopo aver perso tutto il fogliame. Ciò le consente di rinascere all’arrivo della primavera e di fruttificare di anno in anno.

PRO
– Quando la pianta rivegeta, all’inizio della primavera, è già forte perché ben radicata perciò lo sviluppo dei germogli è più veloce rispetto alle piantine dell’anno e la produzione è precoce.
– Un altro vantaggio è quello ornamentale. Una pianta di peperoncino coltivata come perenne può assumere la forma di un cespuglio alto fino a due metri, o di un alberetto di dimensioni simili o maggiori. Nei mesi estivi può diventare un elemento di originalità e forte richiamo in ogni giardino.
CONTRO
La pianta deve essere protetta adeguatamente durante l’inverno perciò chi coltiva una o poche piante può farlo agevolmente con metodi sono accessibili economicamente

Due tecniche di protezione invernale

1. La prima tecnica consiste nell’allevare il peperoncino in un vaso. Questo può stare all’esterno da marzo-aprile in poi. Da novembre, dopo la potatura, deve essere ricoverato in un luogo protetto, come una veranda, una piccola serra, una tettoia, accanto a un muro della casa esposto a sud, o in altre posizioni opportune, secondo il clima della zona.
2. La seconda, adatta alle temperature meno rigide, permette avere peperoncini da coltivare direttamente in terra. Subito dopo la potatura di novembre gli si stende sopra un telo di tessuto non tessuto, della misura adatta a coprire la pianta e il terreno circostante nel raggio di un metro circa. Il tessuto non tessuto (detto anche TNT o nonwoven) è un panno ottenuto con tecniche industriali particolari, molto usato anche in campo agricolo, dotato di morbidezza, ottima resistenza alle temperature basse, trasparenza alla luce e all’aria, idrorepellenza. Lo si può trovare facilmente in tutti i garden center. Questo andrà ispezionato saltuariamente e tolto definitivamente appena le temperature divengono miti.

Percentuale di successo

Se attuate una buona protezione invernale, la percentuale di successo per i peperoncini da coltivare tutto l’anno si avvicina al 100%. Non appena, in primavera, cominciate a notare i primi germogli, aspettate qualche giorno e poi spostate la pianta all’aperto, in luogo soleggiato, oppure eliminate il telo di TNT. Se ha svernato in serra calda fatela ambientare all’esterno spostandola per una settimana solo nelle ore più calde, poi lasciatela definitivamente fuori.

Il segreto è la potatura autunnale

Nel mese di novembre, quando la pianta ha perso le foglie e sembra pressoché morta, prima di disporre la protezione dovete procedere alla potatura con cesoie o forbici da giardinaggio in grado di eseguire tagli precisi privi di slabbrature. I tagli devono avere un andamento obliquo, cioè “a penna”, in modo che la pioggia e l’umidità possano scivolare sul taglio senza diventare causa di marciumi.

La piccantezza dei peperoncini

La piccantezza dei peperoncini è data dalla presenza più o meno abbondante di una sostanza tossica, la capsaicina che agisce sulle mucose con una sensazione simile a quella di una scottatura. Per la misurazione della piccantezza dei peperoncini, nel 1912 il chimico Wilbur Scoville ideò una scala in uso ancora oggi. L’unità della scala Scoville viene detto SHU (Scoville Heat Units). Quanto più alto è lo SHU, tanto più alta è la diluizione necessaria e tanto più piccante è il peperoncino. tabella piccantezza peperoncini

Contro il bruciore ci vuole il latte

Per trovare sollievo evitate assolutamente di bere acqua, che non ha nessun effetto e sparge la capsaicina anche nella gola. La sostanza più efficace per smorzare il bruciore è la caseina, che deterge la capsaicina e ne smorza gli effetti. Bevete del  latte sorseggiandolo lentamente, oppure mangiare prodotti caseari come la mozzarella ingoiando, altrimenti il bruciore in gola non scompare. Anche le bevande alcooliche come il vino sono utili, ma non quanto il latte.
Maneggiando le varietà più piccanti proteggete gli occhi con occhiali simili a quelli usati dai saldatori e le mani con guanti di gomma. Se provate bruciore alle mani, immergetele nel latte con ghiaccio. Per gli occhi rivolgetevi al medico, intanto potete fare sulla parte esterna dei tamponi con latte a temperatura ambiente.

Ottenere ortaggi più piccanti

Per aumentare la piccantezza dei vostri peperoncini dovete semplicemente sospendere l’irrigazione alcuni giorni prima di raccoglierli. Se la pianta è in terra fino a quindici giorni prima, se è in vaso almeno 8-10 giorni.
Invece, non seguite i consigli di chi invita a innaffiare poco i peperoncini tutta la durata della loro vita. Nella prima fase di crescita, e fino alla comparsa dei primi frutticini, il peperoncino va innaffiato regolarmente perché la carenza di acqua in quel periodo compromette l’emissione dei fiori.

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