Moltiplicare l’agave

L’agave è una pianta succulenta originaria delle zone tropicali che produce un solo fiore nella vita e poi muore. Sebbene sia molto longeva, occorre salvaguardare i polloni che si formano alla base della pianta per poterla moltiplicare o sostituire quando muore.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 14/06/2015 Aggiornato il 14/06/2015
Agave-filifera

L’agave è una pianta succulenta originaria delle zone tropicali. La specie A. americana è originaria del Messico e si è perfettamente adattata al clima mediterraneo. Ha uno sviluppo a rosetta e foglie allungate e carnose contornate di spine: possono raggiungere la lunghezza di due metri e una larghezza di circa 30 centimetri.

L’agave può vivere dai dieci ai trent’anni e molti esemplari sono monocarpici, la loro vita culmina cioè con un’unica fioritura imponente che ne segna l’ultimo slancio vitale. Il fiore emerge dallo sviluppo della rosetta centrale, e consiste in un alto fusto che va dai tre ai sei metri e porta fiori verde-gialli riuniti in pannocchie. La fioritura avviene nella maggior parte delle specie nei mesi compresi da maggio a novembre. D’estate è molto importante la salvaguardia dei polloni che si formano alla base della pianta e la cura delle gemme del ramo fiorifero: solo in questo modo si può perpetrare la vita dell’agave riproducendola.

Dividere i polloni

I polloni dell’agave possono essere di due tipologie: avere radici proprie oppure essere aderenti alla pianta madre. Se hanno radici proprie si aspetta che abbiano una lunghezza di almeno 10 cm e quindi, maneggiandoli con molta cura, li si sfila dalla base della pianta. Se sono attaccati alla pianta madre bisogna invece aspettare che raggiungano una lunghezza di almeno 7-8 cm per reciderli. Il taglio dev’essere operato alla base e deve essere netto, la lama utilizzata deve essere perfettamente affilata e sterilizzata: per una maggiore tranquillità è opportuno passarla sulla fiamma prima di impiegarla. Poi il taglio va lasciato asciugare per due o tre giorni all’aria aperta.

Ripiantarli in vaso

I polloni ottenuti vanno piantati in vasi riempiti con un terriccio per cactacee, discretamente sabbioso, così da poter aumentare il suo potere drenante. Se si ha a disposizione solamente del terriccio universale si può mischiare ad esso una pari quantità di torba, alla quale aggiungere sabbia, oppure pietra pomice e del mattone frantumato.

Le cure

Le nuove piante devono rimanere in luoghi ombreggiati a 15 massimo 20°C di temperatura, appena umidi, fino a che non siano in grado di essere messi a dimora in piena terra. I germogli che scaturiscono dal ramo fiorifero vanno interrati in un substrato sabbioso, ad una profondità che sia pari a circa il doppio del diametro, ad una temperatura di 19-20°C che possa favorire la germinazione. La nuova agave può anche tranquillamente prendere il posto di quella vecchia nel giardino, non esistono controindicazioni purché si rimuova con perizia la vecchia pianta. Le nuove piante a dimora necessitano di annaffiature sporadiche che favoriscano il loro attecchimento; si faccia attenzione a non esagerare con le annaffiature: ristagni nella rosetta possono essere frequenti e dannosi.

Le malattie

I giovani esemplari sono sensibili alla cocciniglia che provoca macchie brune nella pagina inferiore delle foglie; ai pidocchi che si presentano invece come una sfarinatura biancastra e al ragnetto rosso che si individua dall’accartocciamento e dall’ingiallimento delle foglie. Antiparassitari e insetticida specifici possono scongiurare l’attacco da parte di questi parassiti.

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