Mettere a dimora le dalie

Per avere vasi, bordure e aiuole colorate in autunno, le dalie devono essere messe a dimora da maggio a metà giugno, comunque prima che le grosse radici tuberizzate germoglino.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 06/05/2013 Aggiornato il 23/05/2013
Mettere a dimora le dalie

Le dalie sono bulbose rustiche e facili da coltivare, apprezzate per la fioritura autunnale, per le forme e i colori disponibili in innumerevoli varietà. Due settimane prima della piantagione il terreno deve essere lavorato sino a 30-40 centimetri di profondità con badile o vanga e la struttura va frantumata per rendere più leggera la terra esplorata dalle prime radici filiformi.

1. Le radici tuberizzate devono essere di buona qualità, vitali, consistenti e carnose, non marcescenti o secche, prive di germogli troppo sviluppati, che potrebbero lesionarsi al momento della messa a dimora.

1. Le radici tuberizzate devono essere di buona qualità, vitali, consistenti e carnose, non marcescenti o secche, prive di germogli troppo sviluppati, che potrebbero lesionarsi al momento della messa a dimora.

2. Sul terreno già lavorato, con una vanga, scavare una buca ampia e profonda di dimensioni almeno doppie rispetto al nostro bulbo tuberizzato.

2. Sul terreno già lavorato, con una vanga, scavare una buca ampia e profonda di dimensioni almeno doppie rispetto al nostro bulbo tuberizzato.

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3. Sul fondo della buca va posto il letame, possibilmente bovino e ben maturo (almeno di un anno), in grado di fornire una spinta vegetativa iniziale di sicura efficacia. Poi aggiungere sabbia (per garantire un buon drenaggio ed evitare che le radici tuberizzate soffrano per ristagni idrici) e terriccio, generalmente torboso o formato a partire da terra organica di bosco. I tre elementi posti nella buca vanno miscelati con le mani al fine di rendere il più possibile omogeneo l’insieme, quindi più vantaggioso per le radici tuberizzate.

3. Sul fondo della buca va posto il letame, possibilmente bovino e ben maturo (almeno di un anno), in grado di fornire una spinta vegetativa iniziale di sicura efficacia. Poi aggiungere sabbia (per garantire un buon drenaggio ed evitare che le radici tuberizzate soffrano per ristagni idrici) e terriccio, generalmente torboso o formato a partire da terra organica di bosco. I tre elementi posti nella buca vanno miscelati con le mani al fine di rendere il più possibile omogeneo l’insieme, quindi più vantaggioso per le radici tuberizzate.

4. Asportare un volume di terra pari all’ingombro della radice e metterlo da parte. Inserire la radice a 5-10 cm di profondità e ricoprirla con la terra già preparata sino a livellare la buca. Alla fine premere delicatamente il terreno, evitando tuttavia di pressarlo troppo. Terminata la messa a dimora è opportuno effettuare un’abbondante irrigazione, per evitare che le radici si disidratino e per favorire un veloce germogliamento.

4. Asportare un volume di terra pari all’ingombro della radice e metterlo da parte. Inserire la radice a 5-10 cm di profondità e ricoprirla con la terra già preparata sino a livellare la buca. Alla fine premere delicatamente il terreno, evitando tuttavia di pressarlo troppo. Terminata la messa a dimora è opportuno effettuare un’abbondante irrigazione, per evitare che le radici si disidratino e per favorire un veloce germogliamento.

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A quale profondità interrarle

Le radici tuberizzate si pongono a profondità diverse secondo lo sviluppo che avrà la pianta:

  •  5-10 cm le dalie miniatura,
  • 10-15 cm quelle da fiore reciso di medio sviluppo,
  •  20 cm quelle giganti.

La densità di impianto deve essere proporzionata allo sviluppo della pianta: per ogni metro quadrato di superficie si pianta 1 radice di dalia gigante o 6 di dalie miniatura.

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