Manutenzione degli attrezzi da taglio per le piante

In questo periodo è necessario effettuare un controllo e la necessaria manutenzione degli attrezzi da taglio delle nostre piante. Ecco le operazioni indispensabili da fare da soli o rivolgendovi a un professionista.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 03/02/2017 Aggiornato il 03/02/2017
manutenzione degli attrezzi

Durante i mesi invernali il buon giardiniere riposa, ma solo dopo aver provveduto a una corretta manutenzione degli attrezzi. Naturalmente non potrete svolgere voi tutte le operazioni ma è necessario che verifichiate di persona le condizioni dello strumento prima di consegnarlo a un centro di assistenza così da valutare poi l’entità e la precisione del lavoro che vi sarà addebitato.

Per fare questo la prima operazione necessaria è la pulizia, cioè la rimozione di tutti i detriti vegetali e di terra. Lo strumento deve sempre essere spento, sia a scoppio che elettrico; in questo caso staccate dalla spina il cavo di alimentazione perché basta urtare accidentalmente l’interruttore per avviarle. Dotatevi di guanti in pelle possibilmente resistenti al taglio.

Per rimuovere detriti e sporcizia utilizzate un soffiatore, evitando almeno all’inizio la massima potenza, e indossate gli occhiali di protezione perché è facile che i frammenti di tessuti vegetali siano espulsi contro di voi, a grande velocità. Aiutatevi con un pennello o con una spatola, anche in plastica morbida così da seguire i profili curvilinei, per rimuoverli dove si sono incrostati.

Non mettete mai in moto gli attrezzi da taglio senza prima aver montato le parti che proteggono gli organi di taglio, come carter e gusci, perché fungono anche da guida e tengono in posizione lame e catene.

Piccoli attrezzi manuali

Cesoie, seghe, segacci e troncarami sono ancora impiegati per potature e tagli d’emergenza su rami danneggiati dalla neve. La manutenzione degli attrezzi ordinaria prevede sempre una ripulitura attenta di ogni traccia di terra, spugnatura con panno umido e asciugatura, un’abrasione leggera con carta vetrata per evidenziare ed eliminare piccole asperità, e il ripristino del profilo della parte destinata a tagliare e la sua affilatura per consentire una migliore penetrazione. L’affilatura vera e propria si esegue con mola o lima fine per metalli, oppure utilizzando gli appositi kit in commercio. Una volta l’anno è bene rivolgersi a chi può svolgere questa operazione in modo preciso: non tutti i garden center offrono questo servizio, lo trovate con maggiore facilità nei rivenditori di piccola attrezzatura. Per terminare lubrificate le parti mobili e, dove richiesto, impiegate un prodotto antiruggine. Ricordatevi anche di ridefinire il profilo di affilare e disinfettare coltelli per innesto e roncole.

Il decespugliatore

Nella generale manutenzione degli attrezzi, il decespugliatore è lo strumento da taglio meccanico che più degli altri possiamo sottoporre a una verifica  approfondita. Come prima operazione apriamo la testina e controlliamo quanto filo abbiamo ancora a disposizione: regoliamolo ricordando che, nella sua massima estensione, non deve toccare il parasassi pur avvicinandosi a questo.

La testina

La testina e il parasassi possono imbrattarsi facilmente e l’erba di un prato può formare un impasto piuttosto tenace e la pulizia deve essere eseguita in modo completo e non sommario. Stacchiamo la crosta e laviamo la superficie agendo con una spatola tonda o uno scopetto rigido, ma non in fibre di metallo per non rigare la superficie favorendo l’arresto del materiale tagliato.

L’affilatura

Per chi utilizza i dischi l’affilatura è necessaria per avere tagli netti e non strappati aumentando l’efficienza del lavoro. È un lavoro che richiede una buona manualità ed esperienza: le affilatrici da usare devono essere dotate di mola a media durezza e le rifiniture potranno essere perfezionate con lime a sezione triangolare. Osserviamo, prima di intervenire, gli angoli e le dimensioni delle lame così da rispettarne le caratteristiche originarie. Nella fase di affilatura è importante rispettare anche il bilanciamento del disco che, per ridurre le sollecitazioni, deve essere perfetto. Quest’operazione può essere affidata anche al centro di vendita e assistenza che, a fronte di un costo ragionevole, saprà rigenerare il pezzo al meglio. Sostituiamo dischi privi di un dente o visibilmente disassati.

Gomme e bulloni

Perché l’uso dell’attrezzo sia meno faticoso verifichiamo l’integrità di tutte le gomme antivibrazione e che i bulloni annessi siano ben stretti. In particolar modo controlliamo l’impugnatura e i bulloni e viti del motore.

Sul motore

Sono poche le operazioni da effettuare: pulizia del filtro dell’aria, delle alette di raffreddamento della testa e del cilindro, sostituzione della candela. Per il filtro dell’aria si toglie il coperchio e con benzina si pulisce il filtro avendo l’avvertenza di asciugarlo perfettamente prima di rimontare il tutto. L’operazione è semplice, ma deve essere eseguita perfettamente perché influisce in modo decisivo sul buon funzionamento dell’attrezzo. Per favorire al massimo il raffreddamento del motore dobbiamo assicurarci che del materiale non si sia fermato tra un’aletta e l’altra rallentando il flusso dell’aria o formando incrostazioni. Per evitare surriscaldamenti agiamo con una pistola ad aria compressa oppure con un cacciavite e pennello. Per la pulizia della candela smontiamola per eliminare il caratteristico deposito carbonioso. Quando la sostituzione si rende necessaria impieghiamo solo candele con le caratteristiche indicate dalla casa costruttrice. In caso d’irregolare funzionamento possiamo anche verificare che non sia cambiata la distanza standard di 6 mm, fra i due elettrodi.

Il carburante

Pur se preparata nelle giuste proporzioni, una miscela tende ad arricchirsi nel tempo per possibile evaporazione della benzina, per non perfetta tenuta del contenitore di stoccaggio o per mancata emulsione ottenuta con agitazione al momento di rifornirsi. Vuotate il serbatoio, immettetevi una delle nuove miscele già pronte studiate per macchine che si usano solo a distanza di tempo e tenete il decespugliatore in moto per un paio di minuti. A primavera avrete meno problemi a riavviarlo. Alloggiare il decespugliatore su di un cartone pulito, durante il non utilizzo, serve ad evidenziare eventuali perdite d’olio e carburante.

Il tagliaerba

Il trattorino e il tagliaerba motorizzato sono macchinari complessi e le manutenzioni che possiamo fare sono poche ma è bene non rimandarle pensando che tutte possano essere riunite in un tagliando annuale dal rivenditore. Verifichiamo il livello dell’olio e anche del carburante perché anche d’inverno si può utilizzare. Controlliamo il filtro dell’aria e cambiamolo se necessario. Puliamo la lama del gruppo di taglio (che in molti modelli è possibile far ruotare in verticale) e affiliamola specie se il taglio sembra aver perso di definizione. Lubrifichiamo tutti gli ingranaggi. Proviamo il tagliaerba a vuoto per capire dal rumore e dalle vibrazioni se il sistema di taglio è in asse e senza impedimenti oppure è necessario rivolgersi a un centro specializzato per una revisione generale.

Il tagliasiepi

I modelli elettrici sono indicati per il taglio di piante con diametri ridotti e legni non troppo duri. La lunghezza della siepe è meno importante se rispetta queste caratteristiche. Sono meno costosi, meno pesanti e meno rumorosi. Il cavo elettrico rappresenta il limite all’impiego e un potenziale pericolo. I modelli con motore a scoppio consentono di operare su diametri di circa 2 cm e sono indicati per ridare forma a vecchie siepi non più curate o per interventi di ringiovanimento più decisi. Sono più pesanti, più rumorosi e più costosi. Hanno una manutenzione più onerosa, ma sono insostituibili laddove non sia possibile giungere con l’alimentazione elettrica, o quando lo sviluppo dell’area di taglio sia notevole. Potenza, lunghezza delle lame e loro qualità sono i principali fattori che determinano la qualità del taglio. Nessuna lama dura in eterno e solo un’attenta regolazione che ne accompagna l’usura, l’affilatura, e la sostituzione finale consente al tagliasiepi di essere efficiente. Ricordate che le lame sono tenute in sede da un sistema di fissaggi a dado e controdado: avvicinatele fra loro per aumentare la precisione del taglio così da compensare l’usura. Se dovete cambiare le lame ricordate che quelle tagliate con laser hanno una migliore definizione del taglio. Evitate di montare lame più lunghe di quanto consigliato per abbreviare i tempi di lavoro. Una lama di 40 cm, rispetto a una di 60 cm, consente di compiere un lavoro di maggior precisione con minor rischio. Per i modelli elettrici accertate che il dispositivo salvavita sia attivo e che il cavo sia integro.

I tagliabordi

I tagliabordi più diffusi sono quelli elettrici, di peso contenuto e buona efficienza, economici al momento dell’acquisto. Il limite è rappresentato dall’estensione del cavo elettrico e dal rischio, sempre presente, di strappo. Problemi superati dai modelli a batteria ricaricabile in grado di sostenere circa 20 minuti di lavoro. I tagliabordi con motore a scoppio, poco diffusi, indicati per contenere la crescita di ricacci legnosi, sono pesanti e necessitano di sistemi di protezione. La manutenzione degli attrezzi è molto contenuta: verificare l’integrità del cavo elettrico, sostituire il carter rotto e tenere pulito l’innesto della testa di taglio.

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