Legna da ardere? Coltivarla conviene

Riscaldare la casa con legname autoprodotto garantisce un risparmio sicuro e consistente. Però bisogna avere a disposizione un terreno incolto e, soprattutto, non avere fretta.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 03/12/2014 Aggiornato il 10/12/2014
Legna da ardere? Coltivarla conviene

Negli ultimi anni, con l’affermarsi delle stufe moderne e di sistemi di riscaldamento a biomassa sempre più efficienti ed economici, ha ripreso importanza la siepe da legna, ovvero una siepe realizzata con essenze che bruciano bene in grado di fornire materia prima da combustione a basso costo e di ridurre sensibilmente le spese di riscaldamento. I vantaggi sono evidenti anche perché la siepe da legna può essere ottenuta su un terreno improduttivo, con nessuna fatica e con un tempo di attesa non eccessivo. Tutti coloro che possiedono una fascia di terreno larga circa sei metri da tenere alla stessa distanza dalla sede stradale o da un confine possono impiantare una siepe per produrre legna da ardere. L’importante è che sia in un terreno aperto, ben soleggiato, senza ristagni, leggero, facilmente accessibile, profondo e che possa essere irrigato, nei primi due-tre anni di impianto, a fronte di annate siccitose a tal punto da mettere in pericolo il novellame.

125 metri per un anno di riscaldamento gratuito

Quanto dovrà essere lunga questa siepe? Il calcolo è presto fatto. Si presume che cento quintali di legna siano un buon contributo al riscaldamento di una normale abitazione se si possiede una caldaia a legna efficiente e non si abita in alta montagna. Per produrre questo quantitativo di legna occorrono circa 125 metri di siepe ogni anno. Se il turno di taglio è fissato in otto anni ecco allora che per coprire interamente il fabbisogno nel tempo occorre un chilometro di siepe. Magari anche organizzata su più file, o lungo i confini della proprietà. Sviluppi minori ci suggeriranno, per rispettare il turno, lunghezze lineari di taglio minori e quindi solo un contributo parziale al fabbisogno familiare, pur sempre interessante.

La siepe produce più legna di un bosco

A parità di unità di superficie, sia a livello di studio sia a livello di riscontro pratico, si è tutti d’accordo nell’affermare che una siepe da legno o un gruppo isolato di piante producano più legna della stessa superficie boschiva. Anche se questo a molti può suonare strano, le spiegazioni sono semplici: la competizione per la luce è minore, non esistono zone interne o zone basse poco illuminate, minore è la competizione per lo spazio avendo intorno spazio libero dove espandersi liberamente, la concorrenza fra gli apparati radicali per l’assorbimento di acqua e nutrienti è inferiore, la vicinanza a campi coltivati porta benefici vantaggi in termini di residui delle fertilizzazioni e dei trattamenti irrigui.

Specie pura o mista?

La siepe può essere pura quando a comporla sono piante tutte della stessa specie, oppure mista se sono diverse le essenze che ne entrano a far parte. La siepe pura ha alcuni indubbi vantaggi: è di più semplice progettazione perché non variano le distanza nella messa a dimora e le caratteristiche del terreno richiesto, è di più facile gestione perché ogni pianta richiede le stesse cure, ad esempio tutte si potano nello stesso modo e nella stessa epoca, ha crescita armonica, mentre in una siepe mista le diverse specie hanno velocità di crescita diversa e devono essere contenute o meno affinché non prendano il sopravvento o finiscano in posizione dominata.

La siepe mista è bella e varia. Tra i vantaggi:

  • favorisce la biodiversità degli animali ospitati (uccelli, insetti, piccoli mammiferi), che trovano materiale diverso di cui cibarsi,
  • si presenta meno esposta a rischi sanitari perché la popolazione ha sensibilità differente ai diversi patogeni,
  • si presta a sostituzioni parziali di piante invecchiate o secche,
  • si presta all’introduzione di nuove specie e all’inclusione di alberi alti, da frutto o meno.
Quali alberi scegliere

I più interessanti
Tra le specie arboree nostrane o ormai assimilate nel nostro paesaggio campestre che crescono velocemente, sono rustiche, non necessitano di manutenzione e producono legname di buona qualità suggeriamo: robinia, platano, roverella e bagolaro.

Ad elevato valore decorativo
Fra le specie da legno con elevato valore decorativo per la bella fioritura e perché grazie alla loro fruttificazione richiamano uccelli e piccoli mammiferi ricordiamo il ciliegio selvatico e il ciavardello.

Ad elevato valore produttivo
Per avere anche frutti da raccogliere insieme alla produzione di legna vi consigliamo di inserire noccioli e meli selvatici.

 

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