Le rose fiorite in autunno e come curarle

Le rose rifiorenti ci stupiscono con le loro corolle colorate che si aprono fino ai primi freddi. Qui ve ne proponiamo nove, tra le più belle e resistenti, con caratteristiche diverse. E poi, tutte le cure che vogliono nei mesi di settembre, ottobre e novembre.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 18/09/2020 Aggiornato il 18/09/2020
Le rose fiorite in autunno e come curarle

Dopo il grande caldo dell’estate molte rose, grazie alle temperature più fresche e alla maggiore disponibilità d’acqua, riprendono a fiorire, alcune non hanno mai smesso e ora ritrovano nuovo vigore. Ecco le più belle. 

Le rose a fiore semplice 

‘Daybreak’ per il profumo

Rosa DaybreakÈ un ibrido di rosa muschiata ottenuto da Pemberton nel 1918. Deve la sua popolarità al profumo considerato uno dei migliori in assoluto per la piacevole mescolanza di note dolci e muschiate. Forma un cespuglio subrotondeggiate alto 150 centimetri e largo poco di meno. Molto rifiorente apre corolle semidoppie di 5 centimetri di diametro impreziosite da un bel ciuffo centrale di stami che dal giallo pallido virano in breve al crema per terminare quasi bianche. Contrastano sulla vegetazione scura e abbondante che in fase giovanile ha riflessi bronzei. Pianta vigorosa, sana e ordinata per quanto cespugliosa è nel suo gruppo una delle più diffuse al mondo.

‘Cocktail’ la rampicante

Rosa CocktailUnisce nei suoi fiori la semplicità delle rose selvatiche con un’intensa colorazione rossa, a contrasto del centro giallo, che con la maturità vira verso il bianco ghiaccio. I fiori sempre abbondanti e che si ripresentano per tutta la stagione hanno un profumo leggero e speziato. Capace di raggiungere e superare i 200 centimetri, ha fogliame brillante e sano. Ha la particolarità che nei climi freddi perde il carattere rampicante per formare un cespuglio vigoroso ma ordinato tanto da essere coltivata con successo anche in vaso ed essere consigliata per giardini raccolti e di piccole dimensioni. I fiori, numerosi, sono raccolti in corimbi e anche se con la pioggia si macchiano sono particolarmente duraturi, pure se recisi.

‘Nevada’ a bassa manutenzione

rosa nevadaÈ una rosa arbustiva dall’incredibile vigoria ma dall’aspetto morbido dovuto ai fusti lunghi e flessuosi. I fiori sono poco più che doppi con petali che all’apertura sono color burro e in breve diventano bianchi venati di rosa mettendo in risalto gli stami gialli. Il colore è tanto più intenso quanto maggiori saranno le temperature e in estate la nuance rosa sarà predominante. Profumata, dopo la prima fioritura primaverile continua ad aprire corolle per un lungo periodo e a settembre può ripetere una nuova ondata di boccioli. Raggiunge con facilità i tre metri di altezza e una larghezza leggermente superiore. È poco spinosa e richiede una manutenzione quasi nulla.

Le rose a fiore classico

‘Imperatrice Farah’ classica e seducente

Rosa-Imperatrice-FarahÈ un ibrido di Tea proposto da Delbard nel 1992, a fiore classico grande, diametro 12 centimetri, rifiorente dal profumo delicato, alta 125 centimetri e larga 80, ottimo anche per produrre fiori recisi dallo stelo lungo e diritto. I fiori sono portati per lo più solitari e talvolta a mazzi composti che contano fino a cinque unità. Rosa molto seducente in fase di apertura per il contrasto fra la marginatura dei petali cremisi e il colore di fondo bianco. Il margine del petalo, quello colorato, ha anche la particolarità di arricciarsi all’indietro ponendo ancora in maggiore evidenza questa particolarità. Il profumo è delicato, le foglie grandi e scure, il portamento eretto. Resistente al lungo della macchia nera.

‘Mokarosa’ tonalità caffè

Rosa MokarosaÈ una selezione proposta da Barni sul filone delle rose dal color caffè. Il colore, fra il caffè e il beige in apertura sfuma col tempo verso il crema. I fiori sono doppi con petali grandi, ottimi come fiore reciso tanto da essere utilizzati con successo anche in mazzi e composizioni. Adatta ad essere coltivata anche in vaso raggiunge un’altezza fra gli 80 e i 100 centimetri. Interessante è la sua particolare resistenza ai parassiti, tanto che non dobbiamo temere se riscontriamo insetti sulla pianta. È una rosa rifiorente, che dopo la fioritura iniziale nel mese di maggio risale a fiore più volte fino all’autunno. Il profumo è leggero.

‘Lady Emma Hamilton’, anche per la siepe

Rosa Lady EmmaPiù intensa e vistosa, questa rosa modernissima, proposta da David Austen nel 2005, è una varietà di altezza limitata, circa 120 centimetri, perfetta per creare siepi e transetti ponendole a una distanza di 50 centimetri. Il colore dei fiori è un arancione sui toni del mandarino che andando verso l’esterno sfuma in maniera diversa e imprevedibile nel giallo. I fiori, a forma di coppa profonda, raggiungono un diametro di 12 centimetri e sono profumatissimi, sulle note del fruttato. Buoni anche come fiore reciso si aprono per tutta la stagione in ondate successive. Pianta resistente si pota una sola volta l’anno in inverno.

A tutto colore

‘Edgard Degas’ la variegata

rosa-edgar-degasÈ una rosa della fortunatissima serie “Rose degli impressionisti” creata dal francese Delbard. È una rosa arbustiva moderna, dalle corolle ricche, semidoppie, diametro di 10 centimetri, con un numero di petali variabili da 40 a 48, ma mai opulente, che lasciano sempre intravedere al centro gli stami giallo luminoso. Il colore mescola in modo fantasioso il giallo pesca con diverse tonalità del rosso che sfumano nel bianco e nel rosa carico. Alta da 100 a 120 centimetri è abbastanza resistente alle più diffuse patologie delle rose e ha un fogliame scuro che pone ancora più in risalto l’incredibile cromatismo dei fiori. Floribunda si pota a febbraio.

‘Love Song’ di colore viola

rosa-love-songÈ ritenuta da molti una “rosa viola” per il suo color lavanda che a volte si presenta più carico o, quando è posto in ombra, che assume una tonalità più intensa. Di origine americana, ottenuta da Tom Carruth del 2011, è una floribunda capace di continuare a produrre nuove corolle fino all’arrivo del freddo. La durata dei fiori è fra le più lunghe così che il cespuglio è spesso ricolmo di colore. Le corolle piene, dal profumo lieve e agrumato, si intonano con la vegetazione color verde chiaro per creare un effetto elegante e delicato, fra i più romantici., e sono portate in mazzi. Pianta adattabile, rustica, ben resistente alle malattie, comunque da porre in sole pieno o parziale, raggiunge i 120 cm di altezza.

‘Brilliant Pink Iceberg’ rifiorenza eccezionale

rosa brilliant pink icebergÈ una delle rose del gruppo Iceberg, nata per mutazione, scoperta e isolata da L. Weatherly nel suo vivaio in Tasmania nel 1995. Tutte le “iceberg” sono uguali per rami, spine, foglie, portamento, e differiscono solo per il colore. Le foglie sottili, di forma ellittica e di colore verde chiaro sono portate da rami pallidi con spine sparse. I fiori sono molto duraturi, poco meno che doppi, di un color rosa ciclamino su fondo bianco hanno un profumo leggero. I boccioli sono allungati e formano mazzi da tre a quindici unità. A fare di queste rose una scelta vincente, specie se mescolate nel colore bianco, rosa e borgogna, è la rifiorenza eccezionale che garantisce una

Le cure per le rose in autunno

Le giornate sono ancora abbastanza lunghe da sostenere un buon rigoglio vegetativo e bastano poche cure alle piante già presenti nel giardino per ottenere risultati davvero lusinghieri.

A settembre

Nel mese di settembre le rose devono riprendersi dalle “fatiche” dell’estate, quando sono state sottoposte a forti stress termici. Anche bagnando le piante, non sono poche quelle che presentano adesso qualche foglia ingiallita o secca, specie nella parte bassa della chioma.

Le piogge di fine estate non sempre si rivelano efficaci perché in caso di una pioggerella leggera la temperatura elevata del suolo favorisce la sua evaporazione riducendo la profondità di penetrazione, mentre in caso di forti temporali una buona parte ruscella in superficie seguendo le linee di pendenza, senza bagnare in modo efficace. Solo quando il terreno si presenta più fresco fino a una profondità di 20 cm si potranno sospendere le bagnature.

 Per ridare forza e vigore ai rosai,  nel mese di settembre, è quanto mai opportuna la somministrazione di concime minerale, che deve privilegiare gli apporti di potassio e fosforo. Nelle varietà rifiorenti favorirà l’emissione di boccioli e l’apertura di nuovi fiori fino all’arrivo del freddo, nei rosai normali permetterà di formare una moderata nuova vegetazione, ma soprattutto di rafforzare quella esistente aumentando le sostanze di riserva presenti negli organi ipogei, nella vegetazione già lignificata e nei nuovi rami favorendo la maturazione delle parti erbacee in organi meccanici di sostegno. Per queste ragioni la fertilizzazione autunnale dovrà essere operata appena il grande caldo è passato perché ha bisogno di tempo per sortire i suoi benefici effetti.

A ottobre

Nel mese di ottobre sembra che le rose non richiedano più alcuna cura: i fiori divengono rari, spesso non riescono ad aprirsi completamente, e l’aspetto decorativo delle nostre rose è legato alla presenza delle bacche. Occorre fare un ultimo approfondito turno di lotta alle malerbe per evitare che possano salire a seme o, quelle perenni, ripresentarsi a primavera con forza e dimensioni maggiori. E una potatura di contenimento. 

I problemi legati all’acqua non mancano, ma non per scarsità, bensì per eccesso. Piogge continue, prolungata umidità, nebbia senza ricambio d’aria, favoriscono il proliferare delle malattie fungine. Per ridurne l’incidenza è sempre bene rimuovere tutto quanto può rappresentare un substrato ideale alla moltiplicazione batterica e fungina come i frutti marci o mummificati, i rametti spezzati ancora in parte attaccati alla pianta con ferite a superficie sfibrata, i resti di vegetazione in putrefazione al piede. Un trattamento rameico in condizioni ambientali sfavorevoli, a scopo preventivo, è sempre consigliato. In particolar modo evitate tagli importanti sulle parti lignificate, come il piede o una grossa branca, perché in una fase di ridotto metabolismo minore è la capacità della pianta di isolare l’ingresso di agenti patogeni dall’esterno.

A novembre

Nel mese di novembre limitatevi a predisporre una pacciamatura al piede nei luoghi più freddi utilizzando magari un terricciato molto ricco di letame maturo ricoperto da corteccia o paglia, accorciate i rami fuori forma, e provvedete alla raccolta delle bacche se volete utilizzarle per preparare tisane o composte. La tradizione insegna a distribuire in questa stagione cenere, ma sempre con molta parsimonia perché ricchissima in calcio e in grado di favorire la clorosi ferrica.

In più

Se volete sapere tutto sulle rose e volete conoscere una collezione storica con tante idee da copiare, prenotate per il prossimo maggio una visita al Roseto “Carla Fineschi” a Cavriglia (AR). 

 

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