Le piante tappezzanti che fioriscono nelle zone difficili

Le piante tappezzanti sono perfette per le zone difficili del giardino: sotto la chioma di alti arbusti, nelle aree in forte pendenza, dove la siccità è un problema. In più sono facili da coltivare, colorate, di bassa manutenzione e spesso fioriscono in primavera.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 21/09/2014 Aggiornato il 21/09/2014
Le piante tappezzanti che fioriscono nelle zone difficili

Le piante tappezzanti, dette anche coprisuolo, sono erbacee perenni caratterizzate da una modalità di crescita principalmente in larghezza, si mantengono molto basse e sono quindi adatte ad essere utilizzate per coprire qualsiasi zona del giardino offrendo abbondanti fioriture anche in posizione ombreggiata. Adesso è possibile acquistare le piantine da trapianto e metterle a dimora: inizialmente l’aspetto del giardino apparirà un po’ spoglio ma è sufficiente dare il tempo alle piante di accrescersi e nella prossima primavera si otterrà una copertura ampia e solida.

Tre validi motivi per sceglierle
  1. Per le loro caratteristiche, le piante tappezzanti sono adatte a zone dove altre piante avrebbero difficoltà a vegetare come per esempio le aree del sottochioma di alberi e arbusti che sono, in molti casi, all’ombra.
  2. Sono adatte anche su scarpate e terreni scoscesi o rocciosi poiché possiedono molte radici che si distribuiscono nel terreno come una fitta rete: in queste situazioni coprono terreni difficilmente coltivabili e svolgono anche un importante ruolo di controllo del movimento del suolo contribuendo così alla sua solidità. Le piante tappezzanti, inoltre, proteggono il terreno dalla pioggia, dallo scorrimento dell’acqua in superficie e dalla forza del vento.
  3. Infine le piante tappezzanti rappresentano un’ottima soluzione per chi ha poco tempo da dedicare al giardino. La quasi totalità, infatti, una volta attecchita, non richiede particolare manutenzione. E, poste a dimora in gruppo, offrono un grande effetto decorativo.
La pulizia del terreno

Prima di procedere alla messa a dimora delle piantina da trapianto, è necessario ripulire molto bene l’area dove saranno poste le piante: zappettare il terreno fino a 15 cm di profondità e livellarlo con un rastrello. Il trapianto deve essere effettuato subito dopo questa operazione.

Il trapianto: come si fa
1- Estrarre le piante capovolgendo il vasetto, le radici che fuoriescono dal pane di terra vanno pareggiate con un colpo di forbice. Quest’operazione stimola la crescita di nuove radici nel terreno.

1- Estrarre le piante capovolgendo il vasetto, le radici che fuoriescono dal pane di terra vanno pareggiate con un colpo di forbice. Quest’operazione stimola la crescita di nuove radici nel terreno.

2- Le buche devono essere profonde quanto il pane di terra. È fondamentale che il colletto (la parte compresa tra radice e fusto) resti, di pochi centimetri appena fuori dal terreno.

2- Le buche devono essere profonde quanto il pane di terra. È fondamentale che il colletto (la parte compresa tra radice e fusto) resti, di pochi centimetri appena fuori dal terreno.

3 - Distanziare di 25 cm, tra loro, le piantine. Se poste su più file distanziarle di 15 - 20 cm.

3 – Distanziare di 25 cm, tra loro, le piantine. Se poste su più file distanziarle di 15 – 20 cm.

4- Pressare con le mani il terreno tutt’intorno alla pianta per evitare che si formino sacche di aria. Annaffiare abbondantemente.

4- Pressare con le mani il terreno tutt’intorno alla pianta per evitare che si formino sacche di aria. Annaffiare abbondantemente.

Acqua: serve solo il primo anno

Finché le piante non hanno sviluppato le radici nel nuovo terreno è indispensabile mantenere il terriccio costantemente umido. Quelle posizionate in zone di semiombra hanno minore esigenze idriche; le piante esposte al sole vanno bagnate più spesso. È meglio bagnare poche volte ma abbondantemente. Passato il primo anno le piante saranno completamente autonome. L’irrigazione di soccorso deve essere effettuata nei periodi di siccità durante l’estate.

Quali scegliere in base alla posizione

Sotto gli alberi
Si sviluppano bene parecchie tappezzanti fiorifere, tra le quali Vinca minor, Lamium maculatum, Galanthus nivalis (il bucaneve) e Geranium machorrizium, con foglie profumate, tutte a fioritura primaverile. Oppure Cyclamen coum che fiorisce da dicembre a marzo.

Nelle aree soleggiate su terreni aridi
Se il problema è l’acqua scegliere Herniaria glabra, sedum nelle sue specie, Origanum vulgaris, Lavanda officinalis e Phlomis suffruticosa che fioriscono nell’estate, Iberis saxatilis che fiorisce a primavera.

Sulle scarpate
Sulle zone in forte pendenza, difficili da raggiungere e poste al sole, sono adatte le rose tappezzanti in grado di garantire fioriture continue, come le rose: Knirps, Nature Meidiland, Gartnerfreude, Bassino e Magic meidiland. Per le aree in mezz’ombra meglio Vinca minor e Hypericum calycinum.

Approfondimento – Lavanda adatta nei climi aridi

Al genere Lavanda della famiglia delle Labiatae appartengono circa 40 specie di perenni. Lavandula spica, detta anche L. officinalis, è una sempreverde molto rustica adatta a formare grandi cespugli colorati oppure idonea come tappezzante di suoli aridi e seccagni. I cespugli possono raggiungere l’altezza massima di un metro e tra giugno e agosto sviluppano sugli alti steli le caratteristiche spighe con fiori di colore azzurro/viola profumati.

Attenzione ai ristagni
L. officinalis predilige clima caldo e terreno calcareo secco. La pianta non sopporta i ristagni di acqua: non annaffiare eccessivamente e lasciare che il terreno asciughi completamente prima di procedere a una nuova annaffiatura. Aumentare l’apporto di acqua nei periodi di maggior caldo o siccità.

La potatura
A fine estate i cespugli di lavanda andrebbero potati: si tagliano i fusti fioriferi (anche per la raccolta delle spighe sfiorite ma sempre molto profumate) e si cimano leggermente le piante. La potatura è importante anche perché la pianta ha portamento suffruticoso e con gli anni tende a spogliarsi alla base.

Anche in vaso
L. officinalis è adatta anche alla coltivazione in vaso di diametro di 40-50 cm, in un terreno ben drenato. Rinvasare se le radici fuoriescono dal foro di fondo.

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