La potatura invernale del caprifoglio

Il caprifoglio è un rampicante vigoroso, resistente al freddo, che d'estate regala una splendida fioritura profumata. Ma per contenere la crescita esuberante, d'inverno richiede una potatura.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 09/12/2020 Aggiornato il 09/12/2020
caprifoglio

Il caprifoglio, Lonicera japonica (specie appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae), è uno splendido arbusto ornamentale che, con la bellezza dei suoi fiori e delle sue foglie, rappresenta la soluzione ideale per decorare giardini al Nord, anche grazie alla sua capacità di resistenza a climi freddi (fino a -20°C). Questo arbusto estremamente vigoroso è caratterizzato da portamento rampicante: cresce rapidamente aggrappandosi a cancellate, pergole o a griglie su muri esposti e soleggiati della casa. Può essere utilizzato anche per formare siepi, in ogni caso sempre in una posizione ben luminosa, dove la chioma venga raggiunta dalla luce del sole. Il caprifoglio può anche essere coltivato in vaso, ma è senza dubbio la coltivazione in piena terra quella che gli permette di esprimere al meglio la sua bellezza. La notevole vigoria del Caprifoglio rende necessari diversi interventi di potatura durante l’anno, per riordinare ed equilibrare la chioma intricata e disordinata, i cui rami si allungano velocemente e notevolmente, per metri (fino a 6 m di lunghezza!), aggrappandosi a qualsiasi sostegno incontrino lungo il loro sviluppo. La potatura invernale, eseguita ogni 2-3 anni, è quella che deve essere eseguita nella maniera più decisa ed energica, poiché serve a ringiovanire la pianta; mentre in primavera potranno essere eseguiti solo lievi interventi di pulizia, per non compromettere la fioritura di questa pianta. Prima di procedere è bene procurarsi gli attrezzi giusti, in buono stato di manutenzione, ovvero con lame ben affilate e pulite. Ricordate sempre, infatti, che l’utilizzo di attrezzi funzionanti è il primo passo per l’esecuzione di un lavoro ben svolto.

Foglie e fiori profumati

Le sue foglie, di forma ovale, possono essere picciolate o prive di picciolo; in quest’ultimo caso sono attaccate al ramo per mezzo della guaina con cui lo avvolgono. Durante tutta la stagione calda, da maggio fino a inizio settembre, si ricopre di profumatissimi fiori di forma tubulare (lunghi fino a 4 cm) e bilabiati, cioè con la corolla separata in due lobi: il loro colore è variabile dal bianco-crema al rosa. L’intenso profumo prodotto da questi fiori non passa inosservato, nemmeno alle zanzare, che sembra se ne tengano lontane. In seguito alla fioritura si sviluppano delle bacche tonde di colore blu-nerastro. Terminata la bella stagione, le sue foglie virano di colore dal verde al rosso, per poi cadere a terra spogliando interamente la pianta. È questo il momento per eseguire la potatura, facilitata dall’assenza delle foglie e dalla più chiara visione dell’intrico dei rami.

Come e cosa tagliare

Una visione d’insieme della pianta spoglia permette di comprendere la struttura della sua chioma e capire quali siano i rami più vecchi e quali, invece, quelli più giovani. La potatura eseguita in questo periodo, come detto, ha lo scopo di rinnovare la pianta, soprattutto se è ormai adulta, ovvero se ha più di 4-5 anni, e richiede una ringiovanita.

caprifoglio eliminare tronchi vecchi

È necessario eliminare i tronchi più vecchi, cioè quelli più grossi, il cui diametro è di almeno 3 cm, e lasciare, invece, quelli più giovani, che consentiranno alla pianta di dare origine a nuovi rami vigorosi e portatori di fiori. Il tronco più vecchio deve essere tagliato completamente, alla base, utilizzando un seghetto ben affilato.

caprifoglio accorciare rami

Quindi, si procede raccorciando tutti i rami principali della pianta, utilizzando, in questo caso, una forbice da potare. L’allungamento eccessivo di questi rami rende necessario questo intervento di taglio, che può essere più o meno importante, in base alle necessità (dimensioni del muro, pergola o cancellata): solitamente vengono raccorciati di circa un terzo la loro lunghezza, anche per dare un po’ di ordine alla pianta che, con lo sviluppo vegetativo ha perso di forma espandendosi a dismisura.

caprifoglio accorciare rami laterali

I rametti secondari, invece, che sono inseriti lungo quelli principali, possono essere tagliati alla base, lasciando però le gemme basali (o ascellari), che serviranno allo sviluppo della pianta la prossima primavera. Questi nuovi rametti andranno a riempire nuovamente gli spazi svuotati della chioma della pianta, dando origine alle gemme a fiore. Ovviamente andranno eliminati tutti i rametti eventualmente morti, secchi o lesionati, inutili per la pianta.

Segreto di coltivazione 

Il caprifoglio teme i ristagni idrici, quindi al momento della messa a dimora occorre verificare che il substrato consenta un buon drenaggio dell’acqua in eccesso, condizione fondamentale per mantenere in salute la pianta.