Impianto d’irrigazione: come impostare e gestire il suo funzionamento

Una volta posizionato l'impianto di irrigazione, con tubi, centralina e collegamento all'impianto idrico, occorre farlo funzionare al meglio. Bisogna regolare il timer che gestisce la durata e la frequenza dell'irrigazione e predisporre i gocciolatori adeguati alle necessità delle diverse piante.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 08/06/2021 Aggiornato il 08/06/2021
Impianto d’irrigazione: come impostare e gestire il suo funzionamento

Inizia il caldo e, con esso, l’impegno di fornire acqua con più costanza alle piante del giardino e in maggiore quantità.  L’installazione di un impianto d’irrigazione automatizzato è la soluzione ottimale, non solo per chi si assenta (per i fine settimana, per le vacanze o per motivi diversi), ma anche per chi, pur rimanendo a casa, preferisce non avere l’impegno giornaliero di dover bagnare le piante, rischiando di dimenticarsene. Gli impianti di irrigazione che si trovano oggi in vendita sono di grande aiuto, facili da installare e da programmare in maniera intuitiva.

Il materiale necessario

Al momento dell’installazione bisogna sempre fare i conti giusti per procurarsi il materiale necessario: quanti metri di tubo acquistare, quanti gocciolatori (uno o due per pianta in genere, dipende dalle dimensioni del vaso o della pianta), quanti raccordi.

Essenziale per il funzionamento di un impianto automatizzato è la centralina, da montare in corrispondenza del rubinetto, collegata direttamente al tubo di portata dell’acqua all’interno impianto. In genere le centraline degli impianti d’irrigazione funzionano a batteria: ogni primavera, prima di rimettere in funzione l’impianto, è importante verificare che questa sia carica. La pratica più opportuna è quella di estrarla dalla centralina in autunno, prima di spegnere l’impianto e disinstallarlo per la pausa invernale, e inserirne una nuova, carica, alla ripresa primaverile.

Le centraline degli impianti d’irrigazione automatizzati sono dotate di un timer, ovvero di un orologio con il quale è possibile programmare l’ora di accensione e di spegnimento del rubinetto, stabilendo, dunque, il periodo e la durata dell’irrigazione.

Quali orari

L’ideale è irrigare nelle ore più fresche della giornata: alla mattina presto o alla sera. In tal modo è possibile limitare l’evaporazione dell’acqua, che avviene quando le temperature sono molto calde, nelle ore più calde del giorno, e non permette l’assorbimento da parte del terreno, quindi dalle radici delle piante.

Quanta acqua

La durata dell’irrigazione dipende dal tipo di piante che si devono coltivare e dalle rispettive esigenze idriche e dalle condizioni climatiche.

Nel periodo più caldo, è meglio impostare l’impianto con due cicli brevi di irrigazione giornaliera, piuttosto che uno solo più lungo: per esempio, per una durata di 10 minuti alla mattina e 10 minuti alla sera, in media.

Nei periodi meno caldi, quando non è necessario bagnare ogni giorno, è possibile impostare il timer in maniera da bagnare a giorni alterni (giorni pari o giorni dispari, per esempio) o anche a intervalli pari a un numero di giorni stabilito.

L’intensità del flusso, quindi la quantità di acqua fornita, viene impostata con l’apertura del rubinetto stesso, e varia anche in funzione della pressione con cui esce normalmente l’acqua dal rubinetto stesso. Calibrare bene l’impianto è molto importante perché permette di evitare sprechi di acqua e di ottenere piante sempre belle rigogliose e sane.

Piante diverse, esigenze differenti

Non tutte le piante hanno le medesime esigenze idriche: alcune soffrono di più la sete e richiedono interventi irrigui più frequenti e abbondanti di altre.

impianto-irrigazione-gocciolatori

Per chi ha a disposizione un impianto semplice che consenta un’unica impostazione di durata e intensità di irrigazione, uguale per tutte le piante, si può agire con alcuni accorgimenti: le piante che soffrono di più la sete possono essere dotate di due o tre gocciolatori se sono in piena terra, se sono poste in vaso, possono essere posizionate nella parte più fresca del giardino. Le piante che richiedono meno acqua saranno dotate di un solo gocciolatore.

In alternativa 

Un’altra soluzione per variare gli apporti idrici in base alla pianta, è la possibilità di scegliere irrigatori di diverso tipo, in grado di variare la modalità con cui forniscono l’acqua. Irrigatori diversi possono essere applicati al medesimo impianto.

Esistono i gocciolatori che localizzano l’acqua direttamente al terreno in prossimità della pianta e che possono essere regolati singolarmente, agendo sulla valvola di cui sono forniti, variando l’intensità del flusso d’acqua, quindi la quantità di acqua fornita: questa versatilità permette di variare e modulare ogni singolo apporto, in ogni singolo gocciolatore, in funzione della pianta servita.

Per le piante che hanno bisogno di molta acqua, invece dei gocciolatori, si possono scegliere i micronebulizzatori, che nebulizzano l’acqua anche sulla chioma, a pioggia fine, utilissimi soprattutto nei periodi afosi.

Controlli adeguati

I primi giorni che seguono la messa in funzione dell’impianto d’irrigazione, è sempre bene tenere d’occhio il suo buon funzionamento, o meglio la sua corretta impostazione. A volte, infatti, può succedere di dover modificare alcuni aspetti: l’apertura del rubinetto per modificare il flusso e quindi la quantità di acqua fornita a ogni intervento, oppure la durata dell’apertura del rubinetto impostata tramite la centralina. Una volta verificato il corretto funzionamento, e l’efficienza delle bagnature fornite, dopo i primi giorni, si potrà stare tranquilli per tutta l’estate.

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