I fiori che sbocciano a novembre all’aperto

Novembre è un mese difficile perché l’inverno non è ancora arrivato e la natura si presenta ovunque spoglia e secca. Tuttavia si possono acquistare alcune piante fiorite da tenere all’aperto in giardino in piena terra oppure in vaso sul davanzale.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 07/11/2015 Aggiornato il 07/11/2015
erica e calluna

Siamo nel mese più difficile da colorare: mancano ancora i decori natalizi che in parte possono sostituire le fioriture, predomina il senso di un inverno in arrivo, il giardino si è spogliato e in molti casi già potato, il maltempo intristisce anche i sempreverdi. A dispetto di tutte queste considerazioni è pur sempre possibile scegliere piante che anche adesso ci regalino il piacere di un’inaspettata fioritura. Lontane dal colorato clamore dell’estate e dal trionfo opulento dell’autunno, ma ricche di preziosi particolari.

Fiori che sbocciano in giardino

Buddleia a fiori gialli, un ibrido dalle fioriture sferiche
La buddleia a fiori gialli, meno appariscente delle classiche B. davidii a fiore viola, lilla, bianco, stupisce per l’incredibile capacità di continuare a fiorire fino all’arrivo della neve e chi la pota prima dell’inverno deve sacrificare ancora molte infiorescenze. Pianta ibrida ottenuta dall’incrocio di B. davidii e B. globosa, Buddleia x weyeriana ® Sungold produce infiorescenze non a spiga ma subsferiche, leggermente allungate, in numero di tre o più per ogni apice. Profumate leggermente di miele sono leggere e molto decorative. Pianta a crescita molto rapida, più leggera e aperta delle buddleie classiche, non sappiamo ancora quale dimensione finale potrà raggiungere perché i 200 cm con cui è stata presentata sono già stati abbondantemente superati nelle piante non cimate.
Resistente al secco, da porre in pieno sole, desidera terreni ben drenati. Le foglie, grigio verdi, sono semi persistenti.

Camelia cinese, fiori tutto l’anno
Proposta come Camelia Chin. Changii si tratta in realtà di una specie a parte, scoperta da pochi anni nella provincia cinese di Guangdong, in una zona lunga appena quattro chilometri, ora soggetta a vincolo di protezione dove resistono un migliaio di piante spontanee. La peculiarità di questa splendida camelia, adatta solo per i climi caldi, è la capacità di vegetare e fiorire tutto l’anno. I fiori, grandi e luminosi, di colore fra il rosso e l’arancione, con un centro di stami gialli, ricordano quelli di una magnolia per il portamento elegante e leggero seppur vigoroso. Pianta quindi rara e difficile da riprodurre sia per seme sia per talea è oggi riprodotta per innesto su C. japonica o C. sasanqua.
Sono già iniziati interessanti programmi di ibridazione per garantire alle nuove varietà una maggiore resistenza al freddo pur conservando la rifiorenza.
Raggiunge un’altezza di circa un metro e mezzo, ha foglie allungate color verde scuro (7-9 cm) e fiori portati all’apice dei rami dove si formano fino a 7 boccioli, insolitamente grandi per una camelia, fino a 12 cm di diametro.

Aster ageratoides Murasaki, sorprendentemente tardivo
Gli astri settembrini sono da sempre considerati le piante che concludono il ciclo delle fioriture in giardino, ma oggi non è più così. Ne esistono di varietà a fioritura estiva, di precoci, inizio settembre, tardive, ed eccezionalmente tardive come Aster ageratoides Ezo Murasaki. Pianta erbacea, perenne, cespitosa, a portamento eretto, è di dimensioni contenute. L’altezza si aggira intorno ai 60 cm e il cespo si allarga nel tempo fino a tre metri di diametro. La massa sviluppata non è paragonabile a quella dei settembrini tradizionali perché i fusti restano separati uno dall’altro: scuri, resistenti, di portamento eretto, solo leggermente divaricati.
I fiori, medio-picoli, di colore fra il porpora ed il viola molto intenso, con disco centrale giallo limone. Esercitano un forte richiamo sulle farfalle tanto che questa specie può essere inserita in un apposito giardino per lepidotteri come fioritura tardiva. Fioriscono a partire dalla fine di settembre per arrivare fino a novembre e, caratteristica importante, resistono con successo alle prime gelate. Per sostenere la rigogliosa massa vegetativa e le abbondanti fioriture necessitano di essere nutriti senza parsimonia e ogni nuova concimazione ha sempre effetti positivi sullo sviluppo della pianta. Somministrare una volta al mese fino al termine della fioritura un concime bilanciato in granuli a lenta cessione.

Le ortensie che restano verdi
A novembre molte ortensie conservano ancora fiori che stanno virando colore approssimandosi la fine del ciclo vegetativo. Molte Hydrangea macrophylla classiche si accendono di improvvise fiammate di colore, rosa carico e vinato, ma altre, alcune fra le varietà più tardive sono state selezionate per un carattere cromatico particolare: i fiori dal colore originario virano al verde intenso diventando per chi visita il giardino un’autentica meraviglia. Fra queste vi segnaliamo la robusta “Magical amethyst” capace di offrire grandi infiorescenze semisferiche con un diametro superiore ai 30 cm.
In questa stagione le ortensie richiedono poche cure, evitate di commettere l’errore ancora piuttosto comune di potarle, limitatevi a eliminare i rami deboli o spezzati. Si potano a fine inverno quando il rischio di gelate tardive è cessato. Tutte le macrophylle fioriscono sui getti dell’anno precedente: accorciate i rami che hanno fiorito l’anno precedente lasciando una o due coppie di gemme per ramo. I rami vecchi vanno tagliati all’età di cinque anni per favorire un rinnovo e contenere le dimensioni dei cespugli.

Fiori sul davanzale o in balcone

Ciclamini, un classico intramontabile
I ciclamini con l’arrivo del freddo, ogni anno, riconquistano una posizione di primato nelle vetrine dei fioristi e nelle nostre case. Sempre gradita come pianta regalo in realtà ha spesso vita breve. La causa è sempre la stessa: condizioni ambientali inadatte. Il ciclamino richiede di essere posto in piena luce ma, come anche i soggetti spontanei, mai esposto ai raggi del sole direttamente. In autunno avanzato, in inverno e in primavera sopporta il sole del mattino o della sera, purché non sia troppo forte, rivelandosi un’ottima pianta da davanzale. Al buio fila, perde forza e si affloscia, così come in locali troppo caldi e asciutti, sopra i 15°C, dove può soggiornare solo per brevi periodi. A novembre teniamolo sul davanzale richiudendo le imposte la sera se fa molto freddo, poi spostiamolo in veranda o fra i doppi vetri escludendo quelli esposti a sud per evitare sbalzi termici troppo elevati, all’arrivo dell’inverno poniamolo nella stanza più fredda della casa o sulle scale vetrate.
Esiste un solo modo per annaffiare il ciclamino senza danneggiarlo: bagnarlo da sotto ponendo l’acqua nel sottovaso. La terra deve essere umida, specie quando vi è l’emissione di nuove foglie e durante la fioritura, ma mai inzuppata. Il ciclamino ama gli ambienti umidi e con umidità costante ma non essere irrorato.

Calluna ed erica, possibili non facili
Calluna ed erica conquistano ogni anno sempre più estimatori anche grazie alla selezione di nuove varietà compatte, colorate e fiorifere, e alle proposte commerciali che abbinano nello stesso contenitore due o più piante in contrasto cromatico fra loro, talvolta in vasi particolari di forma ovale, o in piccoli cesti, già pronti per essere collocati sui davanzali come si trattasse di soprammobili. E questo è l’errore ricorrente: dimenticarsene. Proposte come piante facilissime o addirittura fai da te, sono sì piante resistenti, longeve e rustiche ma solo quando poste in piena terra e con substrato adatto. Si tratta di piante acidofile, tipiche della brughiera, che richiedono dunque un terreno acido e bagnature con acqua non calcarea, substrato soffice, organico e non argilloso. Le piante in vaso, provate a svasarne una, per raggiungere la taglia richiesta e una piena fioritura, richiedono un lungo allevamento che si può dedurre dal pannicolo di radici, a consistenza legnosa difficili da districare senza rompere le principali, sempre molto sviluppato. Questo grande capillizzio radicale finisce per occupare gran parte del volume disponibile all’interno dei piccoli vasi. Ne consegue che la terra è poca e la pianta se non è irrigata spesso, ogni due giorni, secca improvvisamente.

Crisantemi da vaso come margherite
I crisantemi sono da sempre i fiori per eccellenza di inizio novembre, utilizzati nel nostro paese per la ricorrenza della festa dei defunti e non come piante da vaso o da giardino. Ogni anno sul mercato sono immesse nuove varietà perché esiste una nicchia di mercato formata da un gruppo di estimatori agguerrito. Le nuove proposte sono spesso in forma di margherita semplice e non con fiore attiniforme. Segnaliamo Chrysanthemum Swifty orange bicolour di recente introduzione destinato a raccogliere per il suo aspetto semplice e colorato, giocato sul giallo, sul verde e l’arancio, l’attenzione dei consumatori. Una volta sfioriti possono essere mantenuti in vaso all’esterno o posti in piena terra.
Piante longeve, resistenti e rustiche, i crisantemi necessitano di poche manutenzioni durante l’anno, i due interventi di potatura raccomandati consentono di ottenere cespi ricoperti di fiori come all’acquisto. Alla fine di maggio quando le piante avranno già raggiunto un’altezza di circa 40 centimetri dovranno essere accorciate a 15 centimetri per obbligare la pianta a emettere nuovi getti laterali. Un’ulteriore potatura estiva – effettuata in agosto – e la cimatura del boccio centrale – da praticare quando quelli laterali sono lunghi almeno 2 centimetri – determineranno l’emissione di molti capolini laterali.

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