Hamamelis i primi fiori profumati dell’anno

Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 02/01/2019 Aggiornato il 02/01/2019

Posto lungo un percorso abituale, l'hamamelis rimane inosservato per quasi tutto l'anno. All'improvviso, si fa notare in autunno per la livrea di foglie dai colori dorati e nel gelo di gennaio, quando compaiono i primi fiori profumati.

Hamamelis i primi fiori profumati dell’anno

Dopo un autunno da protagonisti assoluti per la livrea coloratissima che mescola giallo, rosso, arancione, in modo uniforme, screziato o a macchie, gli hamamelis anche in inverno non passano inosservati: le piante producono infatti i primi fiori profumati dell’anno, insieme ad altre pochissime piante.

In autunno, la spoliazione della pianta avviene con lentezza, una foglia alla volta e rivela una struttura complessa con i rami non lineari ma a zigzag che già fanno intuire quanto l’accrescimento della pianta possa essere lento. Una pianta impiega circa cinque anni a raggiungere un’altezza di un metro.

All’arrivo dell’inverno è sui rami vuoti che si aprono fiori strani e curiosi dalla forma bizzarra che non possono non richiamare l’attenzione.

Una bellezza ricercata

I primi fiori profumati compaiono già a metà inverno e le dimensioni sono molto variabili secondo specie e varietà, larghi fino a 3 cm e con petali lunghi fino al doppio. Le corolle sono formate da quattro petali stretti variamente arrotolati nel senso della lunghezza così che ogni fiore ha una forma propria. Il colore spazia dal giallo all’arancione ricoprendo tutte le sfumature intermedie. Molto resistenti al freddo, sono riuniti in mazzetti ascellari così da sembrare piccoli scoppiettanti festoni o ragni stilizzati tanto che si definiscono anche aracneiformi.

La fioritura, a dispetto di neve e basse temperature, può protrarsi per venti giorni.  Le foglie dell’Hamamelis sono alterne, ampiamente ovate od obovate, ruvide al tatto, e di color verde scuro. Compaiono in primavera e restano verdi fino all’autunno quando assumono un valore ornamentale per l’accesa colorazione che può andare dal giallo al rosso.

Una sorpresa, lungo il percorso abituale

L’hamamelis in giardino produce i primi fiori profumati dell’anno. Per le dimensioni contenute e lo sviluppo lento, la pianta è ideale per essere posta al centro di un’aiuola o di un piccolo spazio, destinato a diventare protagonista al debutto si stagione. Non è una pianta delicata e ha un’elevata resistenza ai gas di scarico ed è indicato anche in città.

Le hamamelis vanno collocate in pieno sole o in mezzombra. Pur essendo piante rustiche, è meglio scegliere posizioni riparate dai venti freddi. Nelle regioni del Nord è consigliata una posizione soleggiata, in quelle più a Sud la mezz’ombra.

Le sue due principali caratteristiche progettuali, la fioritura precoce e profumata, e la livrea autunnale, possono essere valorizzate ponendo la pianta sul fondo di una cortina sempreverde e lungo un percorso di passaggio abituale, anche durante l’inverno.

Scegliere tra sei specie 

Il Genere Hamamelis, famiglia Hamamelidaceae, è composto da poche specie di arbusti a foglie caduche originarie dei boschi e delle rive fluviali dell’Asia orientale e dell’America Settentrionale. Vi proponiamo la descrizione di alcune specie, per la verità molto simili fra loro, tanto che è possibile che le troviate in commercio con la sola dicitura del genere, le dimensioni fanno riferimento a quelle raggiunte in natura o in ambienti veramente favorevoli, e nell’arco di circa un ventennio.

  • H. japonica, originaria del Giappone, ha fiori gialli dal tenue profumo che compaiono da gennaio a marzo. Le foglie ovate e lucide assumono un’intensa colorazione autunnale. Nella varietà arborea raggiunge i nove metri d’altezza presentandosi non più come un cespuglio, ma come un piccolo albero molto vigoroso e dalla fioritura più tardiva. La forma classica si colloca fra i 200 e i 250 cm.
  • H. mollis, originaria della Cina centrale, ha fiori gialli profumati con petali appiattiti soffusi di rosso alla base, solo ondulati e non contorti, terminanti con una specie di uncino, riuniti in gruppi lungo i rami a portamento verticale, le foglie sono tomentose, e raggiunge un’altezza compresa fra i 250 e i 500 cm. Fiorisce nei mesi di febbraio e marzo.
  • Hamamelis x intermedia è stata ottenuta dall’uomo per ibridazione fra le specie orientali H. japonica e H. mollis. È l’unica fra le amamelidi a essere caratterizzata da una crescita rapida. Ha un’altezza e un diametro compresi fra i due e i tre metri ed è molto apprezzata per il colore delle foglie autunnali, gialle a macchie rosse, e per l’abbondante produzione di fiori dai petali attorcigliati che compaiono in febbraio colore rosso o rame non ossidato.
  • H. vernalis, originaria del Nord America, produce all’inizio del nuovo anno fiori gialli dai petali sottili e increspati dall’intenso profumo, raggiunge un’altezza massima di due metri. Per la sua capacità di resistere in terreni umidi può essere utilizzata con successo come arbusto di ripa lungo i torrenti e i laghetti. Arbusto pollonifero, si presenta eretto e più compatto delle altre specie.
  • H. virginiana, originaria dell’America settentrionale e del Canada, produce piccoli fiori gialli che si aprono in autunno prima della caduta delle foglie. È la sola specie adatta a vivere in ombra da inserire in una situazione di parco o sottobosco, raggiunge i tre metri d’altezza, ha portamento espanso ed è la più resistente al freddo.
Un acquisto meditato

Nel momento della scelta in vivaio, visto il costo elevato dell’arbusto, impiegate tutto il tempo necessario per individuare eventuali pecche. I giovani soggetti si devono presentare ben accestiti alla base, con rami eretti e vigorosi che partono da un fusto corto e tozzo. Il fusto deve essere privo di necrosi e ferite. I rami devono essere completi e non accorciati tutti in modo uniforme come se il cespuglio fosse stato potato per dargli una forma. Trasportatelo con cura perché le hamamelis sono piante che possono danneggiarsi con facilità.

È il momento giusto per metterlo a dimora?

L’attenzione si focalizza sulle hamamelis all’epoca dei primi fiori profumati ma questo non è il momento migliore per acquistarli e metterli a dimora. Le foglie non sono ancora presenti ma le piante sono in piena attività vegetativa e i rischi di shock da trapianto sono elevati. Il terreno può essere gelato o diventarlo in breve e la pianta deve far affidamento solo sulle proprie riserve perché mancando le foglie non può eseguire la fotosintesi. Il consiglio è quello di eseguire il trapianto ad inizio dell’autunno così che la pianta possa assestarsi nel terreno, ancorarsi e iniziare ad espandere l’apparato radicale fuori della zolla originaria.

Il terreno deve essere fertile, ricco di sostanza organica, neutro o sub-acido e con una forte componente sabbiosa. Per migliorare un terreno argilloso aggiungete letame maturo, torba, terriccio di foglie, terriccio per acidofile e sabbia.

Scavate una buca doppia rispetto alle dimensioni della zolla, ponete sul fondo un ricco strato di terriccio per piante acidofile, sabbia e corteccia in parti uguali. Il fusto è corto è facile “affogarlo” nel terreno: prestate particolare attenzione al posizionamento del colletto lasciandolo un paio di centimetri sopra il livello ideale perché lo strato posto sul fondo, molto soffice, con buona probabilità si assesterà, abbassandosi. Bagnate e disponete una ricca pacciamatura di corteccia di conifere, almeno 5 cm. Eviterete la crescita di erbacce, manterrete l’umidità più costante e avrete un effetto acidogeno capace di contrastare in parte gli apporti di acqua dura ricca di calcare attivo.

Acqua, nutrimento e forbici

Le hamamelis crescono con forza solo se messe a dimora in un terreno fresco, preferibilmente umido, ma sempre ben drenato, irrigando poco e spesso perché temono il ristagno frequente nei terreni argillosi e pesanti.

Lo sviluppo lento può essere sostenuto somministrando un concime bilanciato a lento rilascio al termine dell’estate, con l’aggiunta di ferro sotto forma di solfato, lo stesso delle ortensie, soprattutto se il terreno ha un pH elevato. Per mantenere inalterata nel tempo la dotazione di sostanza organica, rimuovere la pacciamatura di corteccia e aggiungere un buon terricciato maturo.

Le amamelidi non devono essere potate, ma gli interventi di taglio si devono limitare ad eliminare il seccume e i rami di portamento e forma irregolare. La potatura si esegue al termine della fioritura quando è possibile capire la struttura della pianta e non in autunno trattandola come un normale prunus ornamentale o da frutto.

Non confonderlo con un nocciolo

Hamamelis e noccioli si assomigliano parecchio, tanto che in estate quando entrambe le piante sono verdi non sono pochi quelli che cadono in errore. In caso di dubbio osservate e toccate le foglie: il portamento di quelle delle hamamelis è più orizzontale e al tatto si presentono più spesse e con le venature più evidenti. I rami del nocciolo sono lineari e non a zigzag, è una pianta a rapido accrescimento, i fiori, seppur compaiono nello stesso periodo dell’anno, sono amenti penduli.

Fioriture insoddisfacenti, attenti al calcare 

Se i primi fiori profumati sono radi e stentati, significa che la pianta può avere la clorosi che spesso si manifesta prima e insieme al classico ingiallimento delle foglie, non già in autunno ma dalla primavera. Il responsabile è l’accumulo di calcare nel terreno dovuto all’impiego nel tempo di acqua dura. I sintomi si manifestano anche dopo anni dalla messa a dimora e richiedono un intervento immediato con prodotti sequestranti per ristabilire un corretto livello dei minerali all’interno dei tessuti. Nel tempo approntate diverse strategie:

  • raccogliete acque piovane dolci provvedete,
  • acidificate i contenitori di distribuzione con del semplice aceto di vino come si fa per le ortensie,
  • utilizzate sequestranti una volta il mese,
  • rinnovate la pacciamatura acidogena di corteccia, aghi o pigne,
  • utilizzate come fertilizzante un prodotto specifico per acidofile e un terricciato di foglie.