Fioriscono adesso gli anemoni giapponesi

L’anemone giapponese è una pianta perenne, elegante e leggera che non ha bisogno di cure particolari: si adatta a tutti i terreni, al sole ma anche alla mezz'ombra, non deve essere bagnata con regolarità ed è resistente ai parassiti. In più fiorisce da fine estate fino a metà ottobre.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 11/09/2014 Aggiornato il 11/09/2014
anemone giapponese

L’anemone giapponese è pianta di facile coltivazione dal momento che non ha bisogno di cure particolari. Nei giardini caldi e assolati si può coltivare anche in mezz’ombra ma la sua esposizione ideale è quella prevalentemente soleggiata. Il substrato di coltivazione deve essere soffice, sciolto e possibilmente avere un’alta capacità drenante anche se la pianta riesce con facilità ad adattarsi a terreni poveri; nulla impedisce in ogni caso di arricchire substrati non idonei con stallatico maturo. Le annaffiature non devono essere continuative, a meno che il periodo non sia siccitoso, e hanno il grande vantaggio di non risentire di attacchi parassitari particolari.

Perenni longeve

Chiamati botanicamente Anemone japonica, sono stati introdotti in Europa alla fine del XIX secolo da un cacciatore di piante che si spinse fino in Cina nel 1842, Robert Fortune: nonostante l’aggettivo che li vorrebbe nipponici, infatti gli anemoni giapponesi provengono dalla Cina centrale e sud occidentale. Sono piante erbacee perenni rizomatose appartenenti alla famiglia delle Ranunculaceae e hanno un carattere informale ed elegante che le rende adatte a diverse tipologie di giardino. I cespugli crescono bassi e compatti fino alla metà dell’estate quando, fino a ottobre, fioriscono con boccioli florali che si sviluppano vigorosamente su sottili fusti con andamento verticale che raggiungono l’altezza di 60 – 90 cm, raggruppati in una composizione simile a un bouquet. I fiori sono larghi dai 5 ai 10 cm, piatti, caratterizzati da un centro giallo circondato da sepali di diverso colore: bianchi, rosa, magenta o porpora.

Sono piante longeve e la fioritura è decisamente più abbondante dopo il secondo anno di permanenza in giardino. Si presti attenzione alla propagazione della parte bassa della pianta perché il suo fitto apparato fogliare tende ad avere una rapida diffusione. Con l’arrivo delle basse temperature la parte aerea si secca lasciando che quella inferiore e compatta entri in riposo vegetativo fino alla primavera successiva.

Per fare macchie o bordure

Si prestano ad essere coltivati in folte macchie di un’unica varietà i cui fiori sbocciando creino uno scenico colpo d’occhio, specialmente accostato ad arbusti o altre piante di una tonalità più scura di verde per esempio accanto alle hosta, subentrando a loro nella fioritura, oppure ai piedi delle rose o delle ortensie. Le peonie arbustive sono un’altra ottima scelta per l’abbinamento. Le piante sono indicate anche per realizzare ogni tipo di bordura sia come elemento di riempimento che in secondo piano, specialmente se le altre piante non sono esemplari da fiore. Nelle aiuole possono essere messe a dimora in modo che abbiano una fioritura scalare così da differenziare i periodi di esplosione dei suoi vivaci o delicati colori.

Le altre specie a fioritura autunnale

Nel gruppo di anemoni, vi sono altre specie e ibridi apprezzati per le fioriture autunnali, in particolare:

A. hupehensis dai fiori di diametro compreso fra i 5 ed i 7 cm, portati da steli quasi nudi, riuniti in ombrelle, possono essere di colore bianco con sfumature rosa o malva. I petali sono cinque o sei e sono fortemente arrotondati.

A. x hybrida, la forma oggi più diffusa in coltivazione e può vantare un gran numero di varietà, simile a A. hupehensis, la supera per vigore e dimensioni: è capace di raggiungere 150 cm, forma cespi robusti, e fiorisce copiosamente da agosto fino a ottobre.

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