Fiori gialli da piantare adesso per riscaldare l’autunno

In giardino tutto sembra avviarsi al declino. Per rallegrare un’aiuola o una bordura, proponiamo un girasole, il topinambur e l’heliopsis: tre piante perenni che sbocciano adesso nei colori del sole.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/10/2013 Aggiornato il 12/10/2013
Sonnenaugen - Heliopsis
Heliopsis helianthoides

A ottobre il giardino assume l’abito autunnale: le foglie cadute o ingiallite ancora sui rami, le bacche colorate… La consapevolezza dell’inverno alle porte ci fa apprezzare con più attenzione ogni fiore presente. In particolare adesso sono in piena fioritura tre composite: il generoso topinambur (Helianthus tuberosus) fra orto e giardino, l’Helianthus varietà “Lemon Queen” eccezionalmente tardiva, giallo anch’esso ma di taglia diversa, e l’informale Heliopsis helianthoides subsp. Scabra “Summer Nights” dai colori scuri.

Heliopsis helianthoides: per una macchia vivace

H. helianthoides ScabraSummer Nights” che in natura si trova nel territorio compreso fra il New Jersey e l’Arkansas, si segnala per il portamento piuttosto lasso. L’effetto in giardino è di un piacevole disordine perché la pianta tende a sorreggersi sulle specie vicine senza per questo soffocarle. Questo è il suo punto di forza: la possibilità di avere una macchia di colore decorativa, quasi lianosa, che non va ad alterare geometrie già definite in uno spazio che ha raggiunto una sua configurazione e personalità. Può raggiungere l’altezza di 1 m e la larghezza del cespo è di 60 cm ma per il portamento particolare può sembrare maggiore. I fusti, ramificati, sono di colore bordeaux scuro, erbacei, e lignificano solo parzialmente. Le foglie, di colore verde scuro con la parte sottostante bordeaux, sono tomentose, ruvide, lanceolate, opposte. La colorazione carica, quasi scura, di steli e foglie che appena nascono sono bordeaux su entrambi i lati della lamina, la rendono riconoscibile. Da fine luglio produce un gran numero di fiori semplici, in forma di margherita, di colore giallo carico talvolta sfumato di arancio, con centro rosso, larghe fino a 8 cm. Per favorire l’emissione di nuovi getti, eliminare i fiori appassiti, tagliandoli sopra il primo paio di foglie.

Poche cure

Heliopsis richiedono un terreno fresco e fertile. Per mantenere nel tempo queste caratteristiche, utilizzare in autunno e in primavera un buon terricciato di letame maturo. La pianta ama le annaffiature abbondanti solo se è garantito un buon drenaggio perché temono il ristagno. Bagnare ogni 4-5 giorni in estate, con minor frequenza in primavera e autunno. Va posta in pieno sole e solo nell’Italia meridionale può essere posta a mezz’ombra. Resiste senza problemi fino a -15°C ma in terreni argillosi e pesanti può non superare l’inverno per marciumi radicali favoriti dal ristagno e non tanto a causa del freddo. La coltivazione in vaso è possibile solo se le dimensioni sono adeguate all’abbondante vegetazione prodotta. Si rinvasa ogni 2 anni, al massimo 3. Richiede due interventi di potatura. Una prima pulizia leggera in autunno e una più drastica alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa. Dove l’inverno è rigido, la parte aerea è persa e allontanata dal vento senza nessun tipo di intervento intenzionale. I semi raccolti a fine autunno si pongono in semenzaio in marzo/aprile. I cespi più vigorosi si possono dividere in primavera e in autunno.

Topinambur: anche in cucina

Vero incanto d’autunno che possiamo osservare nei giardini come negli incolti, il topinambur ripropone a fine estate i colori dell’oro su una vegetazione rigogliosa che solo l’arrivo del freddo fiaccherà. Il topinambur, introdotto in Europa, come pianta orticola, poi soppiantato dalla patata, si è presto conquistato uno spazio suo nella flora spontanea. Oggi non è raro trovarne gruppi isolati o estese colonie in luoghi impensati, dagli argini delle strade ai greti del fiume. I primi a riconoscerne il pregio furono gli indiani d’America che lo raccoglievano allo stato spontaneo e lo coltivavano. La sua presenza in giardino rivela un’attenzione alla scalarità delle fioriture e il desiderio di mantenere il giardino al meglio per un periodo il più lungo possibile che non si esaurisce nei soli quattro mesi centrali dell’anno. Desiderio questo che spinge ad ampliare le proprie conoscenze in fatto di specie e varietà botaniche coltivabili e induce alla costante sperimentazione di nuove proposte.

Come coltivarlo

In genere la pianta non è commercializzata in vaso ma come rizoma. Il materiale di propagazione si trova in commercio fra ottobre e novembre. In primavera è facile trovare materiale di scambio ricavato dalla divisione di nuclei troppo densi. Il diradamento consente di ottenere piante e rizomi di taglia maggiore. Una volta acquistato deve essere posto a dimora in breve tempo perché mal sopporta conservazione e disidratazione mancando di una vera e propria buccia suberosa come la patata. Si interrano i tuberi a 10 cm di profondità mantenendo una distanza di 30 cm tra uno e l’altro, tanto sulla fila come tra le file. Con queste distanze la vegetazione chiuderà subito gli spazi creando gruppi molto folti. Per produzione orticola le distanze fra le fila possono essere di 1 m. Capaci di crescere in terreni poveri, preferiscono substrati ricchi di sostanza organica, freschi e drenati. Al momento dell’impianto e durante tutto il periodo vegetativo irrigare per mantenere fresco senza provocare ristagni d’acqua. Le piante possono essere cimate per ridurne lo sviluppo aereo prima della fioritura.

Raccolta dei tuberi

La raccolta si può eseguire già prima della fioritura, ma è consigliato posticiparla in autunno inoltrato o in inverno quando la parte aerea della pianta è disseccata e non lascia che qualche traccia sul terreno. In questo periodo dell’anno tutte le sostanze di riserva sono state accumulate nei tuberi che sono al massimo del loro sviluppo e, al contempo, non abbiamo rinunciato al piacere della fioritura. Il raccolto se totale in una determinata area con sconvolgimento del terreno, è ben sopportato dalle colonie che, in condizioni favorevoli, producono sempre più di quanto si preleva. Nelle piante coltivate nell’orto o in giardino, il raccolto dei tuberi è il miglior modo per contenere la vegetazione in eccesso. I rizomi del topinambur non contengono glucosio e quindi sono indicati nell’alimentazione dei diabetici. Lo zucchero complesso di accumulo non è amido ma inulina un polisaccaride polimero del fruttosio.

Lemon Queen: piccolo girasole perenne

Allo stesso genere del topinambur, ma è anche quello del girasole, appartiene “Lemon Queen”, una varietà di Helianthus a fioritura eccezionalmente tardiva, noto nel mondo anglosassone con il nome popolare di “girasole perenne”. La fioritura si protrae su un arco di oltre quaranta giorni ed inizia sempre piuttosto in sordina con l’apertura di qualche capolino isolato per raggiungere nella parte finale un vero e proprio tripudio di colore. Invecchiando i fiori tendono ad assumere una colorazione più scura al centro. Alto fino a 160 cm è pianta adatta a formare l’elemento di fondo di una bordura fiorita, una cortina divisoria, o densi gruppi colorati. Lo sviluppo può essere contenuto cimando le piante nel mese di giugno quando iniziano a levarsi con forza. I capolini, semplici e grandi, sono di colore giallo limone chiaro, eleganti e poco chiassosi, che ben si prestano a fare da contrasto alle tinte più intense del topinambur o più scure dell’heliopsis, ma risaltano piacevolmente, anche se abbinati a sedum dal fogliame “choccolate”, con dalie dai colori decisi, astri a fioritura tardivi blu, pampas, e cottinus, Aster, Chrysanthemum, Delphinium, Helenium, Macleaya. Il portamento è eretto e i fusti sono dotati di una certa rigidità tanto che H. “Lemon Queen” è apprezzato anche come fiore reciso, ma la parte terminale ondeggia seguendo ogni refolo di vento. Forma una densa massa fogliare di colore scuro con elementi di forma variabile da ovata a lanceolata dal margine seghettato.

Facile ovunque

Helianthus Lemon Queen deve essere posto in pieno sole e bagnato con regolarità per mantenere il terreno fresco. Pianta di facile coltivazione è piuttosto adattabile per quanto riguarda il terreno. Ha bisogno di essere nutrito apportando sostanza organica al terreno mentre un eccesso di azoto prontamente disponibile può promuovere la rapida crescita di tessuti poveri in elementi meccanici che possono favorire il ripiegarsi dell’apice.

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