Erica, per chi ama la brughiera

Una pianta rustica che fiorisce da dicembre fino a primavera e che si trova in taglie di tutte le dimensioni, con portamento eretto o tappezzante. Uniche esigenze il terreno acido, ombreggiato e sempre fresco.
Giovanna Rio
A cura di Giovanna Rio
Pubblicato il 22/11/2021 Aggiornato il 22/11/2021
erica

A novembre le temperature scendono di parecchi gradi sotto lo zero e le piante in grado di creare fioriture prolungate sono poche. Tra queste le eriche, famiglia delle Ericaceae, piante acidofile apprezzate perché garantiscono a vasi e aiuole tanto colore, grazie ai loro fiori invernali e, in più, sono facili da coltivare. Il genere Erica comprende parecchie specie, differenti tra loro.

Due specie per la bordura alta 

Erica arborea raggiunge dimensioni di 2-3 metri. Si apprezza soprattutto per la fitta vegetazione di rami a portamento eretto. È adatta a formare siepi sempreverdi e bordure alte, oppure può essere coltivata in posizione isolata, a forma di alberello. La corteccia è ornamentale di colore bruno-rossastro  con evidenti screpolature. Le foglie sono aghiformi, di colore verde-scuro e con margine dentellato. La varietà ‘Albert’s Gold’ ha le foglie leggermente carnose e fiori bianchi campanulati.

Un’altra specie molto alta è Erica erigena, che raggiunge i 2 metri di altezza e può essere impiegata come esemplare isolato o per avere una siepe. Questa specie è in grado di sopportare temperature fino a -10 °C. La varietà ‘Hibernica Alba’ ha fiori bianchi e le foglie sono di colore verde-glauco. Fiorisce da febbraio a maggio.

Erica x darleyensis

Ottenuta dall’incrocio tra Erica erigena ed Erica carnea, tra le eriche di piccola taglia è quella più commercializzata. Si tratta di un ibrido molto rustico e ricco di fiori, che può tollerare anche terreni calcarei e raggiunge, a seconda della varietà, il massimo di 60 cm di altezza e circa 60-70 cm di larghezza.  È la specie adatta a creare bordure ai lati dei vialetti in zone ombreggiate, oppure per creare aiuole fiorite per tutto l’inverno, da dicembre ad aprile, in posizione di mezz’ombra dove altre piante farebbero fatica a fiorire. Alla messa a dimora, tenere la distanza di 60 cm tra le piante. Si utilizza anche in terrazzo, per creare fioriere colorate durante l’autunno-inverno. 

Tra le varietà più belle si segnalano ‘Darley Dale’, dai fiori di colore rosa-giallo; ‘Kramer’s Rote’, dai fiori di colore magenta-cremisi; ‘Arthur Johnson’, con fiori di colore lilla-violetto e ‘White Perfection’, con fiori di colore bianco.

Erica carnea, tappezzante 

Per rinaturalizzare aree del giardino in posizione di ombra o mezz’ombra, oppure spazi liberi sotto le alberature, la scelta può ricadere su Erica carnea, che è una specie sempreverde a portamento tappezzante. Cresce anche spontanea, allargandosi sul terreno, mentre non supera i 30 cm di altezza. I suoi fusti sono coperti di piccole foglie aghiformi e, in alcune varietà, la fioritura arriva fino a giugno.

Le cure invernali

L’erica preferisce esposizioni luminose di mezz’ombra, in modo che la pianta riceva i raggi diretti del sole la mattina, e ben arieggiate. Mettere le piante a dimora in un terreno acido, adeguatamente lavorato e ben drenante.

Terminata la messa a dimora, eseguire una pacciamatura acida, utilizzando corteccia di aghifoglie che aiuta a tenere i livelli di acidità costanti, e garantire il buon arieggiamento della chioma.

Durante l’inverno, fino a marzo, annaffiare solo in caso di tempo siccitoso, ma evitare i ristagni di acqua. Fornire periodicamente chelato di ferro sciolto nell’acqua delle annaffiature, che ripristinerà nel terreno una giusta quantità di ferro biodisponibile per le piante.

Calluna vulgaris: sembra erica ma non lo è

Una pianta molto simile all’erica, spesso commercializzata insieme, è Calluna vulgaris, anch’essa sempreverde e acidofila, ma di genere diverso, con caratteristiche
e portamento differenti. 
Calluna vulgaris, chiamata comunemente “brugo”, ha foglie sempreverdi squamiformi e prive di picciolo; le infiorescenze sono di colore bianco, rosa o violetto, a seconda delle varietà. Fiorisce dalla tarda estate fino a novembre.

Il fiore si differenzia da quello dell’Erica per il numero dei petali che sono quattro, anziché i cinque dell’erica. Fra le varietà più conosciute ‘Peter Sparkes’ con fiori rosa, ‘Darkness’, con fiori cremisi e ‘Long White’, con fiori bianchi.

La caratteristica di Calluna vulgaris è il portamento prostrato e tappezzante, con fusti legnosi non più alti di 40 cm. Può essere impiegata nel giardino roccioso per creare un tappeto colorato, oppure per ricoprire aree estese e inospitali senza vegetazione, in zone semi ombreggiate del giardino. Può essere inoltre utilizzata per creare aiuole in abbinamento con piccole conifere, aster e cavolo ornamentale oppure in vasi e fioriere sul terrazzo.

Rispetto all’erica è più forte e richiede poche cure. Annaffiare moderatamente al solo scopo di inumidire il terreno, che non deve mai essere del tutto asciutto; meglio utilizzare acqua piovana o priva di calcare. Gli steli essiccati, anche recisi, mantengono un aspetto decorativo per lungo tempo.

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