È il momento di pacciamare il giardino

La pacciamatura è un compito di ordinaria manutenzione che spesso viene trascurato perché sembra inutile. Invece pacciamare il giardino è molto utile: fa risparmiare acqua di irrigazione e tempo perché inibisce la crescita delle erbacce.

Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 29/07/2019 Aggiornato il 29/07/2019
È il momento di pacciamare il giardino

La pacciamatura è una pratica colturale che viene spesso trascurata, poiché considerata di secondaria importanza rispetto ad altre operazioni più urgenti e necessarie alla coltivazione e cura delle piante in giardino. Tuttavia, le funzioni e l’utilità di pacciamare il giardino sono molteplici; permette di ottenere piante più sane e rigogliose, riducendo alcune problematiche fastidiose (si pensi anche solo alle erbacce che crescono nelle aiuole) e costi di gestione (in termini soprattutto di risparmio idrico). Non indifferente, inoltre, è la funzione estetica svolta dalla pacciamatura. Per la pacciamatura sono diversi e possono essere sostanzialmente di tipo organico o inorganico.

Quali benefici

Pacciamare il giardino è un’operazione che consiste nel ricoprire la superficie del terreno con materiale di diverso tipo, in modo tale da creare uno strato (il cui spessore ideale è di 5-10 cm) che non faccia filtrare la luce al di sotto, impedendo la germinazione e crescita delle erbe infestanti e, nello stesso tempo, regolare la temperatura del terreno, proteggendo l’apparato radicale delle piante dal freddo (in inverno) o dal troppo caldo (in estate) e limitando, in questo ultimo caso, anche l’evaporazione dell’acqua.

I materiali organici

I materiali organici sono i più utilizzati per pacciamare il giardino e consistono soprattutto in frammenti grossolani di corteccia di pino o altre piante (chiamati con il termine inglese “bark”), ma anche paglia o fogliame secco, ad esempio.

Il bark è comunque il materiale dotato di maggior efficacia e resistenza agli eventi atmosferici, oltre che bello a vedersi; molto utilizzato come materiale decorativo, per abbellire aiuole o vasi, distribuito omogeneamente alla base delle piante. Questo materiale pacciamante, biodegradabile, è utile anche perché arricchisce il terreno di materia organica man mano che viene decomposto, e ne migliora anche la struttura.

Meglio non distribuire il bark a stretto contatto con il tronco delle piante, poiché si andrebbero a creare condizioni di umidità elevata, con il rischio di favorire lo sviluppo di marciumi a livello del colletto.

Meglio non distribuire il bark a stretto contatto con il tronco delle piante, poiché si andrebbero a creare condizioni di umidità elevata, con il rischio di favorire lo sviluppo di marciumi a livello del colletto.

Si deve reintegrare

Le pacciamature costituite da materiale organico, tuttavia, vengono facilmente degradate dall’attività di microrganismi presenti nel terreno, e dai lombrichi, oltre che dagli eventi atmosferici. Per questo motivo, risulta più che mai necessario reintegrare lo strato di pacciamatura qualora sia degradato o diradato: l’aggiunta di bark è un’operazione semplice e veloce. Questo materiale viene venduto in sacchi presso i centri giardinaggio. Si procede distribuendolo in maniera omogenea su tutta la superficie del terreno interessata, costituendo uno spessore di circa 5 cm.

Materiale inorganico

Frequentemente, inoltre, vengono utilizzate pacciamature di tipo inorganico: teli in materiale plastico di colore nero (che ostacola meglio la luce), o anche materiale inerte quale ghiaia o pietrisco. In alcuni casi, poi, vengono utilizzati entrambi i materiali, in bordure o grandi aiuole soprattutto: teli neri a contatto col terreno, ricoperti superficialmente con bark, così da migliorare l’aspetto estetico.

Vantaggi

Durante l’estate, la pacciamatura è particolarmente utile a mantenere più fresco lo strato superficiale di terreno sottostante, a contatto con le radici delle piante, inoltre aiuta a limitare la perdita di acqua per evaporazione migliorando le condizioni idriche del terreno, soprattutto in questo periodo caldo, in cui le esigenze idriche sono molto più elevate e il terreno tende ad asciugarsi molto in fretta.

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