Cure alle bulbose primaverili fiorite

Tulipani, narcisi, giacinti, ellebori, fritillarie, muscari, scille e tutti gli altri bulbi primaverili adesso colorano il nostro giardino o i vasi sul balcone. Ecco come curarli al meglio.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 07/04/2015 Aggiornato il 07/04/2015
Cure alle bulbose primaverili fiorite
Acqua e concime regolari

Dal momento della fioritura, le piante vanno bagnate con costanza e regolarità. Solamente se la fioritura è povera e stentata si potrà intervenire somministrando del concime liquido per piante fiorite una volta al mese o al massimo ogni venti giorni. Dopo aver tagliato il fiore appassito, continuare a bagnare e fertilizzare la pianta perché le sostanze di riserva prodotte con la fotosintesi si accumulino nel bulbo ripristinando le dimensioni originali.

Resistono alle malattie

Le bulbose primaverili possono essere soggette a diversi attacchi parassitari, ma tutte temono soprattutto il ristagno idrico, corrono il rischio di incappare in marciumi radicali, muffe e mal bianco. Bisogna quindi prestare molta attenzione sia alle distanze di impianto (non mettere i bulbi troppo vicini) durante la messa a dimora che alle annaffiature: il terreno va mantenuto umido ma mai inzuppato.

Quando sfioriscono

I fiori appassiti vanno recisi con un taglio netto alla base quando il fiore ha lasciato cadere a terra i petali oppure sotto la capsula fiorale se questo porta foglie. In questo modo non si consente alla pianta di formare semi, azione che ha la precedenza rispetto all’ingrossamento del bulbo. Le foglie invece non vanno mai toccate fino a che non secchino da sole; l’attività fogliare consente ai bulbi di accumulare tutti i nutrienti necessari per la prossima ripresa vegetativa. Recidere la vegetazione solo quando è del tutto disseccata coprendo con una buona pacciamatura, cinque o più centimetri, a base di terricciato di letame, meglio se non troppo maturo, la superficie occupata dai bulbi. Nelle zone molto fredde questa copertura può essere anche più spessa così da aumentare il gradiente termico sottostante e mantenere intorno ai bulbi una temperatura meno rigida. E poi non toccare il terreno: non vangare, non zappare, non movimentare la terra, non permettere agli animali domestici di scavare in giardino.

Moltiplicarli ogni tre anni

Ad anni alterni, al massimo ogni tre, i gruppi di bulbi andrebbero tolti dal terreno quando tutta la vegetazione si è seccata, vagliati uno ad uno e ripiantumati dopo aver diviso gli eventuali bulbilli laterali presenti dando loro modo di svilupparsi in modo autonomo. Tolti dal terreno, devono subito essere rimessi a dimora, scartando quelli marci, feriti o deformati. I bulbilli impiegheranno alcuni anni per salire a fiore e possono essere coltivati in un’area dedicata a nursery oppure piantumati in modo intercalare a quelli sviluppati o ai margini del gruppo. Agendo in questo modo è probabile che i gruppi tendano ad assottigliare nel tempo la loro consistenza mantenendo però uno standard qualitativo elevato, sia come piante singole, sia come effetto di gruppo. Questo ci obbligherà, per non lasciare degli spazi vuoti, a introdurre nuove varietà che varieranno, arricchendola, la tavolozza dei colori.

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