Creare una macchia di colore con le acidofile

Nei terreni freschi ma non calcarei, alla luce ma lontano dai raggi diretti del sole, è possibile realizzare un’aiuola colorata dalla primavera all’autunno. Basta scegliere le piante acidofile più adatte come skimmia, azalea e pieris.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 07/04/2016 Aggiornato il 07/04/2016
Creare una macchia di colore con le acidofile

Aprile è il mese più adatto per mettere a dimora tre piante acidofile: Skimmia japonica, azalea rustica e Pieris japonica. Sarà così possibile realizzare un’aiuola colorata in giardino da aprile (con la fioritura appariscente dell’azalea rustica) all’estate, dall’autunno all’inverno con le foglie sempreverdi, i fiori e le bacche di skimmia e pieris.

Azalea

Azalea rustica può essere coltivata con successo all’aperto solo se posta al riparo dal vento. I fusti sono semilegnosi, densamente ramificati e danno origine ad arbusti tondeggianti che raggiungono l’altezza massima di 90 cm. Le foglie sono ovali, di colore verde scuro, ruvide e leggermente cuoiose. In primavera, prima che spuntino le foglie, azalea produce numerosi fiori, riuniti in mazzetti all’apice dei rami, di colore rosato, rosso o bianco; negli ultimi anni sul mercato sono presenti anche azalee di colore lilla e azzurro.

Pieris japonica

È un arbusto sempreverde a crescita lenta di medie dimensioni che si caratterizza per le foglie rossicce o color bronzo che in primavera diventano verde scuro.
I fiori sono bianchi, sbocciano a inizio estate, in racemi penduli ricoprendo in grande quantità l’intero arbusto. Le piante si mantengono dense e fitte anche senza potature.

Skimmia japonica

Sempreverde a crescita lenta, è in grado di raggiungere 150 cm di altezza e un metro di diametro e si possono creare gruppi rigogliosi in giardino accostando dai tre ai cinque esemplari. Le foglie rappresentano uno dei caratteri più esteticamente rilevanti, sono lucide di colore verde scuro di forma ovale o lanceolata. I fiori profumati di colore bianco, crescono nella stagione primaverile.
Dopo la fioritura compaiono anche piccole bacche tonde che crescono numerose, hanno colore rosso acceso e si conservano su di essa per diverso tempo. Il contrasto tra le foglie e i fiori genera uno spazio di colore molto decorativo.

Caratteristica comune: il pH acido
Queste tre piante hanno la necessità di essere coltivate su di un substrato con pH acido mantenuto sempre umido, soprattutto in estate, con irrigazioni regolari almeno tre volte alla settimana. L’acqua da utilizzare per l’irrigazione deve essere preferibilmente non calcarea.

Messa a dimora
Scegliete una posizione luminosa, ma dove non arrivano i raggi diretti del sole. Prima di scavare la buca fate una prova con le piante ancora nei vasi.

Scavate una buca profonda per inserire acidofile

Scavate una buca profonda circa 50 cm (maggiore se il terreno non è acido) e larga almeno 100 cm, collocate le piante e colmate lo spazio rimanente con terriccio per acidofile oppure substrato di erica mescolato a torba acida e aggiungere un concime complesso con microelementi.

messa a dimora acidofile

Al termine dell’operazione di messa a dimora delle acidofile annaffiare abbondantemente preferibilmente con acqua non calcarea.

Per limitare lo sviluppo delle infestanti e mantenere l’acidità del suolo, effettuate una pacciamatura di torba o corteccia di aghifoglie. In alternativa si possono mettere a dimora nel terreno libero dell’aiuola piantine tappezzanti, come: campanula portenschlagiana, erica, gaultheria procumbens e Pachysandra terminalis “Green Carpet”.

Il concime necessario

Durante la primavera e per tutta la fioritura utilizzare concime liquido specifico per acidofile, da sciogliere nell’acqua delle annaffiature durante la fioritura: in questo periodo infatti le piante necessitano di un apporto di sostanze nutritive maggiore. Due volte all’anno eseguire un trattamento con chelato di ferro che serve a prevenire la clorosi ferrica, patologia legata al mancato assorbimento del ferro che si manifesta con ingiallimento fogliare. Il ferro chelato è da sciogliere nell’acqua di innaffiatura e distribuito alla base della pianta acidofila; servirà per rafforzarla e donarle maggiore vigore.

Approfondimento – Le piante acidofile

Sono chiamate acidofile quelle piante che per vivere e vegetare al meglio hanno bisogno di un substrato acido (non deve superare il pH 6,5) perché un terreno differente impedirebbe alla pianta di nutrirsi correttamente facendo ingiallire le foglie. Oltre a pieris, azalee e skimmie, le piante acidofile più coltivate e di più facile reperibilità sono camelie, rododendri, ortensie, magnolie, gardenie, eriche e kalmie.

Posizione
Le piante acidofile prediligono una posizione di mezz’ombra e tollerano il sole solo la mattina presto o nel tardo pomeriggio. Alcune preferiscono l’ombra luminosa come la gardenia e l’ortensia. Azalee e rododendri, in zone a clima fresco, accettano anche una posizione soleggiata la mattina.

Acqua
Per l’irrigazione è di fondamentale importanza utilizzare acque con basso, o meglio nullo, contenuto di calcare che abbassa l’acidità del substrato e, nel lungo periodo può causare la morte della pianta. Sono disponibili in commercio prodotti specifici (chelato di ferro) da aggiungere all’acqua di irrigazione.

Correggere il terreno
Se in giardino non si possiede un terriccio idoneo per garantire alle piante una posizione più sicura e duratura conviene costruire aiuole rialzate rispetto al livello del terreno; le aiuole devono essere sufficientemente profonde e larghe da assicurare il pieno sviluppo delle radici, con pareti delimitate da assi di legno o pietre (non calcaree). Distribuite sul fondo (sopra la terra del giardino) uno strato drenante di almeno 10 centimetri e colmare con terriccio specifico per acidofile.

Anche in vaso
La maggior parte delle acidofile si presta a vivere in contenitori (anche relativamente piccoli) purché ci sia substrato idoneo.

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