Come piantare una vite da un ramo

Attraverso la propagazione per talea è possibile ottenere una nuova pianta, purché si scelga correttamente ramo, rispettando il periodo di prelievo e mantenendo il substrato umido ma non zuppo.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 18/09/2026Aggiornato il 18/09/2026
Piantare una vite da un ramo

Per piantare una vite da un ramo si ricorre alla propagazione per talea, una tecnica che permette di ottenere una nuova pianta partendo da una porzione di tralcio della pianta madre.

La vite si presta a questa modalità di moltiplicazione, soprattutto quando si utilizza un ramo sano, maturo e ben lignificato. Il periodo di prelievo, la preparazione del taglio e le condizioni ambientali durante la fase di radicazione sono gli aspetti che richiedono maggiore attenzione.

La talea può essere fatta sviluppare in acqua oppure direttamente nel terreno; quest’ultima è la scelta migliore per una pianta che sarà destinata a crescere in vaso o in giardino.

Quando prelevare il ramo di vite e come sceglierlo

Il momento più indicato per prelevare una talea di vite legnosa è il periodo di riposo vegetativo (tardo inverno, tra gennaio e febbraio). La pianta non è in piena attività e il materiale può essere preparato per la successiva messa a dimora.

Il ramo ideale è un tralcio di un anno, completamente lignificato e di medio calibro. Deve essere sano, senza ferite, muffe, macchie o segni di malattia.

È preferibile prelevare il materiale da una pianta vigorosa. I tralci troppo giovani, ancora verdi e flessibili, non sono quelli normalmente utilizzati per questo tipo di propagazione.

Una talea può essere lunga circa 30 centimetri e deve avere almeno 3-4 gemme.

Usare una cesoia affilata e disinfettata. Alla base del tralcio, effettuare un taglio orizzontale (dritto) appena sotto il primo nodo. Nella parte superiore, effettuare invece un taglio inclinato a 45° a circa 1,5-2 cm sopra l’ultima gemma.

L’inclinazione del taglio deve andare nel senso opposto alla gemma per far scivolare via l’umidità. Questa differenza di taglio permette anche di riconoscere subito il verso corretto della talea.

Dopo il taglio, la talea va conservata in condizioni che impediscano la disidratazione se non viene piantata subito. Il materiale deve rimanere integro e non deve essere lasciato per giorni esposto all’aria, al sole o al caldo.

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Radicamento della talea: meglio in acqua o direttamente nel terreno?

Fare la talea di vite in acqua è un metodo curioso perché permette di osservare direttamente la formazione delle prime radici. La parte inferiore del ramo viene immersa in un contenitore lasciando le gemme fuori dall’acqua, in un luogo luminoso ma senza sole diretto. Va tenuto presente, però, che le radici cresciute in acqua sono molto delicate e soffrono notevolmente il trapianto in terra. Per questo motivo, se l’obiettivo è far crescere la nuova vite in vaso o in giardino, la scelta migliore è la radicazione diretta nel substrato.

Il recipiente deve essere collocato in un luogo luminoso ma senza sole diretto. L’acqua deve essere mantenuta pulita e sostituita quando diventa torbida o presenta cattivi odori.

Quando si formano le radici, la pianta può essere trasferita nel terreno. Questo passaggio richiede però delicatezza perché le radici cresciute in acqua devono adattarsi a un ambiente completamente diverso.

Per questo, se l’obiettivo è coltivare la nuova vite in vaso o in giardino, si può scegliere direttamente la radicazione nel substrato.

Preparare un contenitore con fori di drenaggio e riempire con un terriccio leggero. Si può aggiungere perlite o sabbia pulita per migliorare la struttura e favorire il deflusso dell’acqua.

Inserire la parte inferiore della talea nel terreno lasciando almeno una gemma all’esterno. Pressare delicatamente il substrato intorno al ramo per mantenerlo fermo, poi annaffiare.

Da questo momento il terreno deve rimanere fresco e umido, non zuppo. L’eccesso d’acqua riduce l’ossigenazione e può favorire marciumi della parte interrata.

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Messa a dimora della talea di vite in vaso o in piena terra

Il vaso è la scelta più semplice per controllare la fase iniziale. Si può verificare l’umidità del substrato, proteggere il ramo dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli e spostarlo in caso di gelate.

Scegliere un contenitore abbastanza profondo e dotato di fori sul fondo e riempire con substrato senza comprimerlo eccessivamente.

Inserire la talea in posizione verticale, in profondità tale da garantire una buona stabilità, lasciando fuori dal terreno almeno una gemma. Dopo l’irrigazione iniziale, eliminare l’acqua eventualmente rimasta nel sottovaso.

La posizione ideale è luminosa e riparata. Nelle prime fasi evitare il sole molto intenso, soprattutto quando il vaso può raggiungere temperature elevate.

La coltivazione in piena terra può iniziare quando il rischio di gelate importanti è terminato e il terreno è sufficientemente lavorabile.

La vite necessita di una posizione luminosa e di un suolo che non trattenga l’acqua.

Se la pianta è ancora molto piccola, conviene aspettare che abbia raggiunto un buon sviluppo prima di trasferirla nella posizione definitiva. Il trapianto prematuro può danneggiare le radici appena formate.

Cure del giovane tralcio: irrigazione, luce e protezione dal freddo

Durante le prime settimane la gestione dell’acqua è fondamentale. Il terreno non deve asciugarsi completamente, ma nemmeno rimanere impregnato.

La frequenza delle annaffiature varia in base alla temperatura, all’esposizione e al tipo di substrato. Prima di bagnare, controllare l’umidità del terreno con un dito: se è ancora umido sotto la superficie, rimandare l’irrigazione.

La vite ha bisogno di luce per crescere, ma il giovane esemplare va protetto dalle condizioni più estreme. Una posizione luminosa e ventilata, al riparo dal sole nelle ore più calde, è adatta alla fase iniziale.

Anche le gelate tardive possono danneggiare i tessuti giovani. Una pianta coltivata in vaso può essere temporaneamente spostata in un luogo protetto quando sono previste temperature molto basse.

Non serve invece abbondare con il fertilizzante. Nella prima fase è più importante garantire un substrato adeguato e condizioni ambientali stabili. Una concimazione eccessiva non accelera necessariamente la formazione delle radici.

Quando compare il primo germoglio, continuare a trattare la pianta con cautela. Il nuovo getto può utilizzare le riserve accumulate nel tralcio e quindi comparire anche quando l’apparato radicale è ancora limitato.

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I tempi di crescita: quando la nuova vite inizierà a produrre uva

La radicazione può richiedere diverse settimane o alcuni mesi, a seconda della temperatura, del materiale utilizzato e delle condizioni di coltivazione. Non esiste quindi un numero di giorni valido per tutte le talee.

Una volta formate le radici, la pianta deve dedicarsi alla crescita dell’apparato radicale e della parte aerea. Per questo la comparsa delle prime foglie non coincide con l’inizio della produzione.

Per vedere i primi grappoli possono essere necessari alcuni anni. Il periodo varia in base al vitigno, all’ambiente, alla disponibilità di luce, al terreno e alla gestione della pianta.

Anche una vite che produce i primi grappoli non ha ancora necessariamente raggiunto la piena capacità produttiva.

Nei primi anni la priorità è costruire una struttura robusta, che in seguito potrà essere gestita attraverso la potatura.

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