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L’echinacea è una pianta erbacea perenne molto apprezzata per i suoi fiori vistosi, la rusticità e la capacità di attirare api, farfalle e altri insetti impollinatori. È originaria del Nord America e appartiene alla famiglia delle Asteraceae, la stessa di margherite, girasoli e rudbeckie.
Comprende diverse specie, tra cui Echinacea purpurea, Echinacea angustifolia ed Echinacea pallida. In giardino, la specie più diffusa è la E. purpurea, caratterizzata da grandi capolini con petali generalmente rosa-porpora e un caratteristico centro rialzato.
Per coltivare l’echinacea e ottenere una pianta sana e una buona fioritura è consigliabile scegliere una posizione soleggiata, possibilmente con almeno alcune ore di sole diretto ogni giorno. Il terreno deve essere fertile ma soprattutto ben drenato, perché i ristagni d’acqua sono più problematici della relativa scarsità di acqua. In condizioni favorevoli può raggiungere anche un metro e mezzo di altezza.
Nel giardino può essere utilizzata in aiuole, bordure, giardini informali e prati fioriti.
Quali varietà scegliere
La scelta della varietà dipende soprattutto dallo spazio disponibile, dal colore dei fiori e dall’effetto ornamentale desiderato.
L’Echinacea purpurea è generalmente la scelta più semplice per chi desidera una pianta robusta e decorativa. In natura presenta fiori rosa o porpora, ma la selezione orticola ha prodotto numerose cultivar con colori differenti, comprese varietà bianche, rosse, aranciate e tonalità intermedie.
Tra le varietà ornamentali si possono trovare cultivar come ‘Ruby Giant’, ‘Green Jewel’, ‘Purity’, ‘Magnus Superior’, ‘Alaska’ e ‘Lucky Star’. Alcune sono particolarmente interessanti per la coltivazione in bordura, mentre altre possono essere adatte anche alla coltivazione in contenitore.
Per un vaso è preferibile orientarsi verso varietà compatte o di dimensioni moderate, evitando quelle che raggiungono dimensioni eccessive se il contenitore è piccolo.
Echinacea pallida si distingue invece per i petali più sottili e generalmente pendenti, mentre Echinacea angustifolia ha caratteristiche differenti e viene coltivata soprattutto in ambito officinale oltre che ornamentale. Il genere presenta, infatti, diverse specie con esigenze e caratteristiche morfologiche non perfettamente identiche.
Quando l’obiettivo è semplicemente avere una bella fioritura in giardino, Echinacea purpurea rimane una delle opzioni più pratiche.
Quando e dove piantare l’echinacea
Il momento migliore per piantare l’echinacea dipende dal clima locale, ma la primavera è generalmente un periodo molto favorevole, soprattutto quando la pianta viene acquistata in vaso e deve essere trasferita in piena terra.
La posizione ideale è in pieno sole. Tollera anche la mezz’ombra, tuttavia una quantità insufficiente di luce riduce sensibilmente la produzione di fiori.
Il terreno dovrebbe essere profondo, fertile, ricco di sostanza organica e soprattutto ben drenato. L’echinacea è, infatti, abbastanza adattabile e può crescere anche in terreni poveri o asciutti, ma soffre maggiormente quando le radici rimangono a lungo immerse nell’acqua.
Il drenaggio è particolarmente importante nei terreni argillosi e compatti. In questi casi può risultare utile migliorare la struttura del terreno incorporando materiale organico e, quando necessario, predisponendo una zona di coltivazione rialzata o comunque evitando le aree dove l’acqua tende ad accumularsi.
In ogni caso, la specie è considerata adattabile: può sopportare caldo, siccità e anche terreni non particolarmente ricchi, soprattutto una volta ben stabilita.
Per quanto riguarda la distanza, è bene considerare le dimensioni adulte della varietà scelta. Lasciare sufficiente spazio tra le piante favorisce la circolazione dell’aria e contribuisce a ridurre il rischio di alcune malattie fungine. Generalmente si lasciano 40-50 cm tra una pianta e un’altra.
Coltivare l’echinacea in giardino
La coltivazione in piena terra dell’echinacea è probabilmente la soluzione più semplice, perché consente alle radici di svilupparsi liberamente.
Prima della messa a dimora è consigliabile lavorare il terreno in profondità, eliminando sassi molto grandi, radici infestanti e residui vegetali. Il terreno deve essere friabile e permettere all’acqua di defluire facilmente.
La pianta acquistata in contenitore può essere estratta delicatamente dal vaso, evitando di danneggiare eccessivamente il pane radicale. La buca deve essere sufficientemente ampia da contenere comodamente le radici. Dopo la messa a dimora è opportuno annaffiare abbondantemente per favorire il contatto tra terreno e radici.
Nei primi mesi è importante non lasciare completamente asciugare il terreno per periodi prolungati, soprattutto durante le giornate calde. Con il progressivo sviluppo dell’apparato radicale, l’echinacea diventa più resistente alla siccità.
Una pacciamatura leggera può aiutare a mantenere più stabile l’umidità del terreno e a limitare la crescita delle erbe infestanti. È però importante non ammassare il materiale pacciamante direttamente contro la base degli steli, per evitare di creare un ambiente troppo umido.
L’echinacea si presta molto bene alle bordure miste. Può essere abbinata a piante con esigenze simili, come lavanda, salvia ornamentale, graminacee e altre perenni da pieno sole.
Un ulteriore vantaggio è il valore ecologico. I fiori sono visitati da api, farfalle e altri impollinatori, mentre i capolini maturi possono offrire semi agli uccelli.
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Echinacea in vaso
L’echinacea può essere coltivata anche in vaso, soluzione interessante per balconi, terrazzi, cortili e piccoli giardini.
Il contenitore deve risultare abbastanza grande da permettere lo sviluppo dell’apparato radicale e, soprattutto, deve possedere fori di drenaggio sul fondo. Un vaso troppo piccolo tende a seccarsi rapidamente durante l’estate e limita lo sviluppo della pianta.
Per una pianta adulta è preferibile utilizzare un contenitore di dimensioni generose, indicativamente almeno 30-40 cm di diametro, aumentando la misura quando la varietà raggiunge dimensioni importanti.
Il substrato deve essere leggero e drenante. È possibile utilizzare un buon terriccio per piante da fiore mescolato, se necessario, con materiale che favorisca il drenaggio. Si sconsiglia, invece, di utilizzare semplice terra da giardino pesante all’interno del vaso, perché può compattarsi e ostacolare la circolazione di aria e acqua.
Il vaso va collocato in una posizione molto luminosa e preferibilmente esposta al sole.
La coltivazione in contenitore richiede però maggiore attenzione rispetto alla piena terra. Il terriccio di un vaso può perdere umidità molto rapidamente, soprattutto in estate. Di conseguenza, durante i periodi caldi, sarà necessario controllare più frequentemente il substrato.
Allo stesso tempo, è importante evitare il problema opposto: un terreno costantemente zuppo può provocare problemi alle radici. L’acqua eventualmente raccolta nel sottovaso dovrebbe quindi essere eliminata.
Innaffiatura e concimazione
Durante la fase di attecchimento le annaffiature devono essere regolari, intervenendo non appena il primo strato di terreno risulta asciutto. Una volta affrancata, la pianta tollera bene la siccità.
È sempre preferibile effettuare bagnature abbondanti ma distanziate, distribuendo l’acqua direttamente alla base ed evitando di bagnare il fogliame per prevenire patologie fungine.
L’echinacea non richiede terreni troppo ricchi: un’eccessiva concimazione stimola lo sviluppo delle foglie a scapito dei fiori.
In giardino è sufficiente incorporare del compost maturo all’impianto.
In vaso, data la dilavabilità dei nutrienti, si può applicare un concime a lenta cessione o un fertilizzante liquido per piante da fiore durante la stagione vegetativa.
Potatura, pulizia e gestione dell’inverno
L’echinacea non necessita di una vera e propria potatura drastica durante la stagione vegetativa. È però utile eliminare i fiori appassiti quando si desidera prolungare la fioritura e mantenere un aspetto ordinato.
La rimozione dei capolini sfioriti può favorire la produzione di nuovi fiori in alcune varietà. Tuttavia, lasciare maturare alcuni capolini può essere interessante, perché i semi possono diventare una fonte di alimento per gli uccelli durante la stagione fredda.
In autunno la parte aerea dell’echinacea tende naturalmente a seccarsi. Non è quindi necessario preoccuparsi se foglie e steli perdono progressivamente vigore.
Gli steli secchi possono essere lasciati durante l’inverno, soprattutto nei giardini naturali, oppure rimossi quando la parte aerea è completamente disseccata. Una pulizia più decisa può essere effettuata alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera, prima della ripresa vegetativa.
In generale l’echinacea è una pianta rustica e non necessita di particolari protezioni invernali nelle aree dove il clima è compatibile con la specie o la cultivar scelta.
In vaso, tuttavia, le radici sono maggiormente esposte alle variazioni di temperatura. È quindi importante soprattutto evitare che il contenitore rimanga in condizioni di ristagno d’acqua durante l’inverno. Un buon drenaggio rimane la principale protezione contro i problemi radicali.
Malattie e parassiti
Pur essendo una specie robusta, può subire attacchi da parte di patogeni e parassiti.
Tra le malattie fungine e batteriche si riscontrano oidio (riconoscibile dalla patina biancastra sulle foglie), macchie fogliari (Septoria, Alternaria), marciumi radicali o del fusto (Botrytis) e virosi/moplasmosi come gli aster yellows. Tra i parassiti animali possono comparire afidi, acari e coleotteri.
Una buona ventilazione, il rispetto delle distanze d’impianto e un drenaggio ottimale rappresentano la prima e più efficace forma di prevenzione.
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