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Disponibili in numerose varietà, con fiori bianchi, gialli, rosa, rossi e viola, i crisantemi sono piante perenni e ornamentali che possono vivere per diversi anni, a condizione di ricevere le cure necessarie.
Oltre ad amare una posizione soleggiata, ma riparata dal vento, richiedono un terreno fertile e drenante, annaffiature regolari senza ristagni, concimazioni equilibrate e potature al momento giusto per garantire abbondanti fioriture.
Anche la potatura, la pacciamatura e la corretta concimazione contribuiscono a mantenere le piante vigorose e a favorire nuove fioriture.
Dove posizionarli
Queste piante hanno bisogno di molta luce naturale per crescere compatte e produrre numerosi fiori. La posizione migliore è un angolo del giardino soleggiato, dove possano ricevere almeno 5-6 ore di luce diretta al giorno.
Nelle zone caratterizzate da estati particolarmente calde, può essere utile una posizione che garantisca un po’ di ombra nelle ore pomeridiane più torride. È importante, inoltre, scegliere un luogo riparato dalle raffiche di vento, soprattutto quando le varietà coltivate sviluppano fusti alti e fioriture pesanti.
I crisantemi possono essere inseriti nelle aiuole autunnali, lungo i bordi delle zone verdi oppure accanto ad altre piante ornamentali che fioriscono nella stessa stagione.
Per evitare che la vegetazione diventi troppo fitta, è necessario lasciare spazio sufficiente tra un esemplare e l’altro. Una buona circolazione dell’aria riduce l’umidità persistente sulle foglie e limita il rischio di malattie fungine.
La maggior parte delle varietà da giardino è perenne e può superare l’inverno all’aperto, ma la resistenza al gelo dipende dalla cultivar e dalle condizioni climatiche locali. Per questo è consigliabile verificare le caratteristiche della pianta prima dell’acquisto.
Scopri qui come oscurare il crisantemo per stimolare la fioritura autunnale
Terreno e concime da scegliere
Il crisantemo si adatta a diversi tipi di terreno, ma cresce meglio in un substrato morbido, fertile, ricco di sostanza organica e capace di drenare l’acqua in eccesso. Un terreno leggermente acido o vicino alla neutralità è generalmente adatto alla coltivazione.
Prima della messa a dimora è opportuno lavorare la terra in profondità, eliminando le erbe infestanti e rompendo le zolle più compatte.
L’aggiunta di compost maturo migliora la struttura del suolo e favorisce lo sviluppo delle radici. Nei terreni argillosi e pesanti, dove l’acqua tende a ristagnare, è importante migliorare il drenaggio o scegliere un’aiuola rialzata.
La concimazione deve accompagnare soprattutto la fase di crescita vegetativa, che si concentra in primavera e all’inizio dell’estate. Un fertilizzante equilibrato per piante da fiore, utilizzato secondo le indicazioni riportate sulla confezione, aiuta a sviluppare foglie sane e fusti robusti.

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Quando si avvicina la formazione dei boccioli, è possibile scegliere un prodotto adatto alla fioritura, senza eccedere con l’azoto. Quantità eccessive di questo elemento possono favorire una crescita fogliare abbondante a scapito dei fiori. In genere, è preferibile ridurre o sospendere la concimazione quando i boccioli sono già ben formati.
Anche il compost maturo può contribuire a mantenere fertile il terreno, purché venga distribuito senza accumularlo direttamente contro la base dei fusti.
Annaffiature
L’acqua è fondamentale per mantenere i crisantemi in salute, soprattutto durante la crescita primaverile, le giornate estive più calde e la fioritura autunnale. Il terreno dovrebbe rimanere leggermente umido, ma mai costantemente bagnato.
Le piante appena messe a dimora necessitano di maggiore attenzione, perché devono sviluppare nuove radici e adattarsi al terreno circostante. In questa fase è importante controllare frequentemente l’umidità del suolo e irrigare quando lo strato superficiale comincia ad asciugarsi.
Gli esemplari già ben radicati possono richiedere meno acqua, soprattutto quando le piogge sono sufficienti.
Durante i periodi caldi e asciutti, invece, le annaffiature devono essere più frequenti. Non esiste una quantità d’acqua valida in ogni situazione: clima, tipo di terreno, esposizione e dimensioni della pianta modificano le necessità idriche.
Per una corretta irrigazione, l’acqua va distribuita direttamente alla base della pianta, evitando di bagnare ripetutamente foglie e fiori. Questa precauzione contribuisce a limitare le condizioni favorevoli allo sviluppo di funghi.
I ristagni sono particolarmente pericolosi durante l’inverno e nei periodi piovosi, perché possono provocare marciumi radicali. Foglie ingiallite e fusti che appassiscono non indicano necessariamente una carenza d’acqua: prima di aumentare le irrigazioni, è importante verificare che il terreno non sia già troppo umido.
I nostri consigli per coltivare i crisantemi in vaso
Pacciamatura
La pacciamatura consiste nel coprire la superficie del terreno con uno strato di materiale organico, come foglie secche, paglia o corteccia adatta all’uso in giardino. È una pratica utile per proteggere i crisantemi e rendere più semplice la manutenzione dell’aiuola.
In estate, lo strato superficiale aiuta a conservare l’umidità e a ridurre gli sbalzi di temperatura del terreno. Inoltre, ostacola la crescita delle erbe infestanti, che competono con le piante ornamentali per acqua e sostanze nutritive.
Con l’arrivo dell’inverno, una pacciamatura leggera può proteggere la zona delle radici dalle variazioni termiche e dalle gelate. È particolarmente utile per gli esemplari giovani e nelle aree in cui le temperature scendono frequentemente sotto lo zero.
La copertura non deve però essere troppo spessa né trattenere un’eccessiva quantità d’acqua. Il colletto della pianta deve rimanere libero, perché il contatto continuo con materiale umido può favorire marciumi. Nei terreni già poco drenanti, la priorità resta migliorare il deflusso dell’acqua.
Quando potare il crisantemo
La potatura serve a mantenere il crisantemo ordinato, stimolare la ramificazione e favorire una crescita equilibrata. Il momento e l’intensità del taglio cambiano in base alla varietà e alla fase vegetativa.
Dopo la fioritura autunnale, quando i fiori sono appassiti, è possibile eliminare le infiorescenze secche e accorciare i fusti. In molte varietà coltivate in giardino, la parte aerea può essere ridotta lasciando temporaneamente alcuni centimetri di stelo, oppure mantenuta fino a quando il freddo non ha danneggiato la vegetazione. In seguito, i residui secchi possono essere rimossi per lasciare spazio ai nuovi germogli.
La primavera è il periodo in cui controllare la ripresa vegetativa e asportare le parti morte o danneggiate. Quando compaiono i nuovi getti, la cimatura, cioè la rimozione della punta dei germogli, può aiutare a ottenere piante più ramificate e compatte.
Questa operazione deve essere eseguita durante la crescita primaverile e all’inizio dell’estate, interrompendola con sufficiente anticipo rispetto alla fioritura prevista. Una cimatura troppo tardiva rischia infatti di ritardare la formazione dei fiori.
Le varietà a fiore grande possono richiedere interventi diversi da quelle a fiore piccolo. In alcuni casi, eliminare i boccioli laterali permette di concentrare le energie su un numero inferiore di infiorescenze, ottenendo fiori più grandi.
Come passare dal vaso alla terra
Trasferire i crisantemi dal vaso al giardino è un buon modo per conservarli dopo la fioritura e permettere loro di svilupparsi negli anni successivi. Il periodo più adatto dipende dal clima: la primavera è generalmente favorevole, perché le temperature miti consentono alle radici di attecchire prima dell’estate. Anche l’autunno può essere adatto nelle zone con inverni non troppo rigidi, purché la pianta abbia il tempo di radicarsi.
Prima di procedere, occorre scegliere una zona soleggiata e preparare il terreno, eliminando le erbacce e incorporando del compost maturo se necessario. La buca deve essere larga circa il doppio rispetto al pane di terra contenuto nel vaso, in modo da facilitare l’espansione delle radici.
La pianta va estratta delicatamente, cercando di non rompere il pane radicale. Se le radici sono molto aggrovigliate lungo i bordi, possono essere separate con cautela. Il crisantemo deve essere collocato alla stessa profondità a cui cresceva nel contenitore: interrare eccessivamente la base dei fusti può favorire problemi di marciume.
Dopo aver riempito la buca con la terra, è necessario compattare leggermente il terreno con le mani e annaffiare per favorire il contatto tra radici e substrato. Nelle settimane successive, l’umidità del terreno deve essere controllata regolarmente, senza creare ristagni.
È preferibile evitare il trapianto durante le giornate più calde o in presenza di gelate. Se il crisantemo è ancora in piena fioritura, si può attendere che i fiori appassiscano, salvo condizioni particolari che rendano necessario il trasferimento anticipato.
Come si fa la propagazione
Moltiplicare i crisantemi permette di ottenere nuove piante a partire da un esemplare già presente in giardino. I metodi più utilizzati sono la divisione dei cespi e la talea, due tecniche adatte anche a chi non ha molta esperienza di giardinaggio.
La divisione dei cespi in primavera
La divisione è particolarmente indicata per i crisantemi perenni che, dopo alcuni anni, sono diventati troppo voluminosi o producono meno fiori. L’operazione si esegue preferibilmente in primavera, quando iniziano a comparire i nuovi germogli.
Si estrae con attenzione il cespo dal terreno e si separa in più porzioni, facendo in modo che ciascuna abbia radici sane e almeno alcuni germogli vitali. Le parti danneggiate o secche devono essere eliminate con un attrezzo pulito e ben affilato.
Le nuove porzioni vanno ripiantate subito in una posizione luminosa, in un terreno fertile e drenante. Dopo la messa a dimora, un’annaffiatura aiuta a stabilizzare il terreno intorno alle radici. La divisione contribuisce anche a ringiovanire le piante troppo fitte, migliorando la circolazione dell’aria e lo sviluppo della vegetazione.
La propagazione per talea
La talea è un altro metodo efficace, particolarmente utile quando si desidera ottenere più esemplari della stessa varietà. Si pratica generalmente in primavera, prelevando da una pianta sana un germoglio giovane e vigoroso, lungo circa 8-12 centimetri.
Con una lama pulita si effettua un taglio appena sotto un nodo e si eliminano le foglie presenti nella parte inferiore. La talea viene inserita in un contenitore riempito con un substrato leggero, pulito e ben drenante, mantenuto umido senza essere inzuppato.
Il contenitore va collocato in un ambiente luminoso, ma lontano dal sole diretto più intenso. Un’umidità moderata e una temperatura mite favoriscono la formazione delle radici. Quando la talea ha sviluppato un apparato radicale sufficiente e mostra una crescita stabile, può essere trasferita gradualmente all’esterno e successivamente piantata in giardino.
La propagazione da seme è possibile, ma non sempre garantisce piante identiche a quella di partenza, soprattutto nel caso di varietà ibride. Per conservare le caratteristiche ornamentali di un particolare crisantemo, la divisione e la talea sono generalmente le soluzioni più affidabili.
Problemi
Una coltivazione corretta aiuta a prevenire gran parte dei problemi più comuni. Le foglie con una patina biancastra possono indicare la presenza di oidio, mentre macchie scure, ingiallimenti e tessuti molli possono essere associati a malattie fungine o a un eccesso di umidità.
È importante osservare regolarmente la vegetazione, eliminare le parti malate e mantenere una distanza adeguata tra le piante. Anche gli afidi possono comparire sui germogli teneri e sui boccioli, rallentando la crescita e deformando le nuove foglie.
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