Come coltivare gli aster o settembrini

Piante resistenti apprezzate per la fioritura autunnale, preferiscono una posizione soleggiata, anche se alcune varietà tollerano la mezz'ombra, soprattutto nelle zone caratterizzate da estati molto calde.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 11/09/2026Aggiornato il 11/09/2026
Aster o settembrini fioriti

Gli aster, conosciuti anche come settembrini, sono piante erbacee, rustiche e longeve, molto apprezzate per la loro fioritura tardiva, che porta colore in giardino e sul balcone proprio quando molte altre piante hanno ormai terminato la stagione. I fiori, simili a piccole margherite, possono essere bianchi, rosa, lilla, azzurri o violacei e attirano facilmente api e altri insetti impollinatori.

Coltivare gli aster non è particolarmente difficile, purché vengano garantite una buona esposizione alla luce, un terreno fertile e drenante e irrigazioni regolari. Le varietà di dimensioni più contenute si prestano bene anche alla coltivazione in vaso, mentre quelle più alte possono diventare protagoniste delle aiuole autunnali.

La denominazione “settembrini” viene utilizzata soprattutto per gli aster a fioritura autunnale, appartenenti in particolare ai gruppi oggi classificati nel genere Symphyotrichum. Tra le specie più conosciute ci sono Symphyotrichum novi-belgii e Symphyotrichum novae-angliae.

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Quando e dove piantare i settembrini

Queste piante amano generalmente le posizioni luminose e soleggiate, condizioni che favoriscono una crescita compatta e una fioritura abbondante.

Nelle aree dove le estati sono particolarmente calde, una posizione con sole al mattino e leggera ombra nelle ore più calde può essere una buona soluzione, soprattutto per alcune varietà.

È comunque preferibile evitare zone completamente buie o molto ombreggiate, perché una scarsa quantità di luce può provocare una crescita più debole e una fioritura meno generosa.

Il periodo ideale per piantare i settembrini è la primavera. La messa a dimora primaverile permette alle radici di svilupparsi durante la bella stagione, preparando la pianta alla successiva fioritura autunnale. Gli esemplari acquistati in contenitore possono essere trapiantati anche successivamente, purché il clima non sia troppo caldo e vengano garantite annaffiature adeguate.

Il terreno deve essere fertile, soffice e soprattutto ben drenato. Gli aster non amano i ristagni idrici, quindi nei terreni pesanti e argillosi può essere utile migliorare la struttura incorporando sostanza organica e, se necessario, materiale drenante.

Prima della piantagione è consigliabile lavorare il terreno in profondità e arricchirlo con compost maturo o altro ammendante organico, per migliorare sia la disponibilità di nutrienti sia la capacità del suolo di trattenere la giusta quantità di umidità senza diventare eccessivamente compatto.

Per balconi e terrazzi è possibile coltivare gli aster in vaso. La scelta del contenitore deve tenere conto delle dimensioni della varietà: gli esemplari più vigorosi necessitano di un vaso sufficientemente grande per consentire lo sviluppo delle radici.

È poi fondamentale che il contenitore disponga di fori di drenaggio. Sul fondo può essere presente uno strato di materiale drenante, mentre il terriccio deve essere di buona qualità e adatto alla coltivazione di piante fiorite.

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Come coltivare gli aster in vaso o in giardino: irrigazione e concimazione

L’irrigazione degli aster in piena terra deve essere regolare ma senza eccessi. Il terreno dovrebbe rimanere leggermente umido, evitando sia lunghi periodi di siccità sia i ristagni d’acqua.

Durante la primavera e l’estate, soprattutto in assenza di piogge, le annaffiature devono essere più frequenti. Il fabbisogno d’acqua varia comunque in base al clima, al tipo di terreno, alle dimensioni della pianta e alla coltivazione in vaso o in piena terra.

Per le piante in vaso è particolarmente importante controllare il substrato: quando lo strato superficiale tende ad asciugarsi, è possibile procedere con una nuova irrigazione. L’acqua va distribuita direttamente sul terreno, evitando per quanto possibile di bagnare continuamente foglie e fiori.

Anche una corretta concimazione contribuisce a sostenere la crescita e la fioritura. In primavera può essere utilizzato un concime organico o un fertilizzante completo. Durante la fase vegetativa, un prodotto specifico per piante fiorite può aiutare a sostenere la formazione dei boccioli.

La concimazione deve comunque essere moderata: un eccesso di fertilizzante, soprattutto di azoto, può favorire una vegetazione molto rigogliosa ma una fioritura degli aster meno equilibrata.

Gli esemplari coltivati in vaso possono avere bisogno di apporti nutritivi più regolari perché le sostanze nutritive presenti nel substrato vengono progressivamente consumate o dilavate dalle annaffiature.

Una buona pratica consiste inoltre nell’eliminare periodicamente i fiori appassiti, soprattutto se si desidera mantenere la pianta ordinata e favorire una fioritura prolungata.

Potatura e cimatura

Al termine della fioritura, gli steli possono essere accorciati, eliminando la vegetazione ormai secca. Il taglio può essere effettuato quando la parte aerea ha perso la sua funzione ornamentale e inizia a seccarsi.

In alcune situazioni gli steli secchi possono essere lasciati durante l’inverno e rimossi alla fine della stagione fredda, prima della ripresa vegetativa. Questa soluzione può inoltre offrire riparo a piccoli organismi durante i mesi invernali.

Diverso è il discorso per la cimatura dei settembrini. Una leggera cimatura degli apici durante la fase di crescita, prima della comparsa dei boccioli, favorisce la ramificazione laterale e può contribuire a ottenere una pianta più compatta.

La cimatura è particolarmente utile per le varietà alte che tendono a sviluppare steli molto lunghi. In questo modo è possibile ridurre anche il rischio che la pianta si apra eccessivamente o si pieghi sotto il peso dei fiori.

La tempistica è importante: una cimatura troppo tardiva può ritardare la fioritura. Per questo motivo è preferibile intervenire nella prima parte della stagione vegetativa.

Come prevenire mal bianco e parassiti

Tra le principali problematiche degli aster c’è il mal bianco, una malattia fungina che si manifesta con una caratteristica patina biancastra sulle foglie e sui giovani germogli.

La prevenzione parte soprattutto dalle condizioni di coltivazione. È importante evitare di piantare gli esemplari troppo vicini tra loro e garantire una buona circolazione dell’aria tra le piante. Una vegetazione eccessivamente fitta trattiene infatti più umidità e può favorire lo sviluppo delle malattie fungine.

Anche l’irrigazione deve essere gestita correttamente. È preferibile bagnare il terreno senza mantenere costantemente umida la parte aerea della pianta.

Un altro accorgimento consiste nell’eliminare tempestivamente foglie e parti vegetali fortemente compromesse, evitando di lasciarle sul terreno. La pulizia delle aiuole e la corretta gestione della vegetazione contribuiscono a mantenere le piante più sane.

Gli aster possono, inoltre, essere attaccati da afidi, tripidi e acari. Per questo è utile controllare con regolarità la pagina inferiore delle foglie, i germogli e le parti più tenere della pianta.

In presenza di pochi insetti, spesso è sufficiente intervenire tempestivamente con metodi meccanici o con prodotti consentiti per il giardinaggio ornamentale, seguendo sempre le indicazioni riportate in etichetta. Nei casi di infestazioni più importanti è invece opportuno identificare con precisione il parassita prima di scegliere il trattamento.

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Come moltiplicare gli aster per divisione dei cespi o talea

Ci sono essenzialmente due modi per ottenere nuovi aster.

Divisione dei cespi 

Gli aster possono essere moltiplicati per divisione dei cespi, una tecnica semplice e particolarmente indicata per le piante adulte che hanno formato gruppi molto sviluppati.

La divisione viene generalmente effettuata in primavera, alla ripresa vegetativa, oppure in autunno nelle zone dove le condizioni climatiche lo consentono. La pianta viene estratta con attenzione dal terreno e il cespo viene suddiviso in più parti, facendo in modo che ogni porzione disponga di radici e germogli vitali.

Le nuove porzioni vengono quindi ripiantate alla stessa profondità della pianta originaria e annaffiate con regolarità durante la fase di attecchimento.

La divisione dei cespi degli aster non serve soltanto a ottenere nuove piante. Può essere utile anche per ringiovanire cespi diventati troppo grandi o troppo fitti, migliorando la circolazione dell’aria e contribuendo a mantenere una crescita più vigorosa.

Moltiplicazione per talea

Un’altra possibilità è la moltiplicazione per talea. Le talee si ottengono prelevando porzioni sane e giovani della pianta, preferibilmente durante la fase vegetativa. Dopo la preparazione, vengono inserite in un substrato leggero e mantenute in condizioni favorevoli alla radicazione, con umidità costante ma senza ristagni.

La riuscita della talea può variare in base alla specie e alla varietà, mentre la divisione dei cespi rappresenta generalmente il metodo più semplice per ottenere rapidamente nuovi esemplari identici alla pianta madre.

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