Come avere un prato fiorito di margherite

Grazie alla loro rusticità e adattabilità, rappresentano una scelta ideale per chi desidera trasformare un tappeto erboso uniforme in uno spazio più dinamico. Per un risultato armonioso è fondamentale scegliere i semi adeguati.

A cura di Francesca La Rana, Anna Zorloni
Pubblicato il 24/03/2026Aggiornato il 24/03/2026
prato con margherite

Le margherite regalano un tocco di delicatezza e rusticità al tappeto erboso. Chi desidera un prato fiorito, potrà scegliere un mix di sementi, tra cui le margheritine Bellis perennis.

La manutenzione di un tappeto erboso verde e uniforme, composto solo da specie erbacee graminacee, è più complessa: richiede molte cure, irrigazioni frequenti e concimazioni. Inoltre, è molto delicato e suscettibile all’attacco di malattie.

Diverso è, invece, il prato fiorito, che risulta essere più resistente (anche al calpestio) e richiede minori cure, considerata la rusticità delle specie che lo compongono. Meno acqua e concime e un numero inferiore di interventi di taglio, così da godere di più della sua fioritura.

Calpestare il prato fiorito non è un problema, perché molto resistente: basti pensare che già pochi giorni dopo lo sfalcio, le margheritine sono di nuovo in fiore, con un tempo di reazione velocissimo.

Quali semi scegliere

Per ottenere un prato fiorito occorre procurarsi miscugli di sementi per prato composti, oltre che da graminacee (Lolium perenne Festuca arundinacea e Poa pratensis principalmente), anche da specie fiorite quali le classiche margheritine bianche (Bellis perennis, famiglia delle Asteraceae), chiamate anche “pratoline”.

Bellis perennis è una specie perenne, che, stabilizzata nell’area in cui viene seminata e una volta che ha ben attecchito, fiorirà per più anni.

È necessario, però, che l’area in cui si semina abbia le caratteristiche ideali per il suo sviluppo, ben esposta e soleggiata. Bellis perennis si adatta anche a zone di mezz’ombra, ma la sua fioritura sarà più scarsa.

Bellis perennis è una specie molto rustica, che si adatta a vivere anche in terreni poveri e necessita poca acqua, ma meglio se ben drenanti, e soffre i ristagni idrici. Resiste al calpestio e, in seguito al taglio del prato, anche durante la sua fioritura, si riprende in breve tempo, con nuove fioriture.

Il nostro approfondimento su come curare il prato in primavera

Come piantare le margheritine 

La semina delle margheritine richiede precisione e attenzione ai dettagli. Il periodo ideale è primavera (marzo-maggio) o inizio autunno (settembre-ottobre), quando le temperature sono miti e il terreno mantiene una buona umidità.

Prima di eseguire la semina del prato fiorito, è consigliabile eseguire un’arieggiatura e scarificatura del terreno, con gli attrezzi appositi, in modo tale da rimuovere il feltro di erba secca o vecchia e rompere la crosta superficiale che si è formata nel corso dell’inverno. In seguito, il terreno risulterà più morbido e accogliente.
Nel caso di un prato preesistente molto rovinato, invece, arieggiatura e scarificatura da sole non sono sufficienti, ma sarà necessario eseguire un’aratura, o vangatura, superficiale del terreno a 15-20cm di profondità. Il terreno così lavorato, e privato di sassi, malerbe e altre impurità, viene livellato con un rastrello, pronto per la semina.

Va preparato il terreno, prima di procedere alla semina: eliminare erbacce e residui vegetali, lavorare il terreno fino a circa 15–20 cm di profondità e livellare la superficie per evitare ristagni.

Se il terreno è troppo compatto, è utile aggiungere sabbia o compost per migliorare il drenaggio.

Prima di eseguire la semina, è utile eseguire una concimazione di fondo. Si scelga, per questo scopo, un fertilizzante specifico per il prato, di tipo microgranulare, così da arricchire il terreno e aiutare i nuovi semi a trovare un ambiente ricco di nutrienti, così da germinare con più forza e vigore.
Prima e dopo la semina, il terreno va bagnato, così da rendere la terra più umida e adatta ad accogliere i semi e ad aiutarli a germinare.

Prima di eseguire la semina, è utile eseguire una concimazione di fondo. Si scelga, per questo scopo, un fertilizzante specifico per il prato, di tipo microgranulare, così da arricchire il terreno e aiutare i nuovi semi a trovare un ambiente ricco di nutrienti, così da germinare con più forza e vigore. Prima e dopo la semina, il terreno va bagnato, così da rendere la terra più umida e adatta ad accogliere i semi e ad aiutarli a germinare.

Affinché la semina sia uniforme, bisogna:

  • mescolare i semi con sabbia fine per facilitarne la diffusione
  • spargere manualmente o con uno spandisemi
  • coprire leggermente con uno strato sottile di terra (circa 0,5 cm)

Dopo la semina, è fondamentale irrigare delicatamente per non spostare i semi.

Come procedere

Dopo la semina, la fase di attecchimento è determinante per lo sviluppo del prato fiorito.

Nei primi 10-15 giorni è necessario mantenere il terreno costantemente umido, evitare ristagni e preferire irrigazioni leggere e frequenti.

Le margherite iniziano a germogliare generalmente entro 1-3 settimane, a seconda delle condizioni climatiche. Durante questa fase è importante evitare il calpestio dell’area e proteggere il prato da vento forte o piogge intense.

Va, poi, effettuato un primo taglio leggero, non troppo corto, quando l’erba raggiunge circa 8–10 cm. Questo favorisce una crescita più compatta e stimola lo sviluppo delle margheritine.

La nostra guida su come gestire l’impianto di irrigazione

Come curare il prato

Una volta insediato, il prato fiorito richiede pochissime cure, non si concima e resiste molto bene al secco e al caldo, con l’esigenza di pochi interventi irrigui. È, inoltre, più resistente all’attacco di malattie fungine.

In ogni caso, per mantenerlo sano e rigoglioso nel tempo, bisogna:

  • ridurre la frequenza dei tagli
  • evitare di tagliare durante la fioritura
  • lasciare almeno 5 cm di altezza

Questo consente alle margherite di completare il ciclo vitale e riseminarsi naturalmente.

Va irrigato moderatamente nei periodi più caldi e di siccità; le margheritine beneficiano di annaffiature profonde ma meno frequenti.

Non è necessario fertilizzare eccessivamente il prato fiorito e bisogna evitare fertilizzanti ricchi di azoto che favoriscono l’erba a discapito dei fiori. Invece, in primavera, si può preferire un concime organico leggero.

Un prato ben equilibrato tende a limitare naturalmente le erbacce, ma se dovessero verificarsi, rimuoverle manualmente.

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