Cenere di legna: usarla come concime

Invece di buttare la cenere della legna bruciata rimasta nella stufa o nel camino, potete conservarla per fertilizzare l’orto e molto altro.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 25/12/2014 Aggiornato il 25/12/2014
legna da ardere

Dopo una serata attorno a un bel fuoco, resta la pulitura del caminetto: bisogna raccogliere ed eliminare la cenere. A torto questa è ritenuta un rifiuto disagevole da maneggiare, di cui ci si può sbarazzare solo con difficoltà. Invece la cenere non è un rifiuto, bensì un elemento prezioso che può apportare sostanze utili alle nostre coltivazioni, nel giardino e nell’orto.

 Un fertilizzante ricco di fosforo e potassio

Il metodo migliore per smaltire la cenere con profitto consiste nello spargerla sulle aiuole. Si può fare in ogni periodo dell’anno, con la precauzione di non esagerare nelle dosi. La cenere di legna contiene calcio dal 18 al 45%, fosforo dal 2 al 20 % e potassio dal 5 al 35%: il fosforo sovrintende alla colorazione dei fiori e al sapore dei frutti assieme al potassio, utile soprattutto nella coltivazione di patate e pomodori. Nella cenere di legna troviamo anche diversi microelementi indispensabili alla salute dei vegetali, come magnesio, ferro, rame, boro ecc.

I momenti ideali per usare la cenere di legna

La cenere si può utilizzare sempre, ma ci sono alcuni momenti più adatti.

  1. Integra in modo ideale la concimazione di fondo cioè la fase di preparazione del terreno in cui si fa una lavorazione profonda interrando contestualmente il concime (soprattutto letame o concime chimico). In questa fase si possono interrare 100-200 grammi di cenere asciutta per metro quadrato. Per un’azione più completa si può aggiungere solfato ammonico in ragione di 40 grammi per mq: questo apporta due elementi assenti nella cenere, l’azoto e lo zolfo.
  2. Quando le colture sono in corso, si può usare la cenere spargendola in ragione di 20 grammi per metro quadrato attorno alle piante da orto e giardino, interrandola leggermente. Nel caso di alberi e arbusti, in autunno o primavera, si può interrare la cenere in ragione di 50 grammi per mq alla loro base, su una superficie di terreno uguale al diametro della chioma. Si può anche mescolare agli altri concimi somministrati normalmente.

Attenzione alla legna che bruciate

L’uso delle cenere proveniente da legname da ardere, o dalla combustione dei pellet, è consentito anche in agricoltura biologica. In ogni caso bisogna evitare quella prodotta dalla combustione di legnami verniciati o trattati con altri elementi chimici come il flatting. Comunque è bene sapere che bruciare nelle stufe o camini domestici i legnami trattati è proibito dalla legge italiana. Si può usare la cenere di carbonella, ma non quella proveniente dal carbon fossile perché contiene quantità elevate di metalli. Infine ricordo che la cenere si può conservare anche a lungo, stipata asciutta in sacchetti di carta o plastica ben chiusi, collocati in luoghi privi di umidità.

Contrasta molti parassiti e insetti indesiderati

La cenere, se è ben asciutta, può essere sparsa come un cordone attorno alle aiuole dell’orto o alla base di alberi che si vogliono proteggere da insetti indesiderati. Uno strato largo 5-6 centimetri alto almeno 4 millimetri rappresenta una barriera invalicabile per lumache, chiocciole, formiche e molti altri insetti che si muovono di notte per aggredire le piante.

Trarre vantaggio dall’assenza di azoto

La cenere non contiene azoto e questo può essere un vantaggio. L’azoto ha la capacità di sviluppare la massa fogliare, quindi è indispensabile nella coltivazione degli ortaggi e delle essenze a foglia. Nelle piante che producono fiori e frutti è utile nelle prime fasi di crescita ma poi, dall’inizio della fioritura, si devono preferire concimazioni più ricche di fosforo e potassio, per privilegiare la produzione di frutti. In questa fase la cenere svolge una funzione positiva.

Migliora il compost

Per l’assenza di azoto, la cenere è ottima nella preparazione del compost. Tutti i rifiuti apportati alla compostiera devono contenere quantità equilibrate di materiale fresco (azoto) e materiale secco (carbonio). Dunque, se dovete mettere nella compostiera lo sfalcio del prato, che è quasi azoto puro, mescolatelo con cenere: eviterete di dover apportare carbonio in altre forme, come per esempio foglie secche, carta o cartone. Uno strato di sfalcio di prato non miscelato con elementi secchi imputridisce, non composta. L’ideale è tenere un secchio di cenere vicino alla compostiera per ricoprire con una spolverata i rifiuti della cucina, molto soggetti alla putrefazione. Si può aggiungere tranquillamente la cenere alla compostiera, in ragione di 4-6 kg per metro cubo.

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