Attenzione alla carie del legno

La presenza di funghi sulla corteccia di una pianta è un pessimo segnale per la salute dell’albero. Significa che la struttura interna è già fortemente compromessa e non c’è speranza di guarigione. Per questo è importante agire di prevenzione.
Francesca Meinardi
A cura di Francesca Meinardi
Pubblicato il 09/01/2022 Aggiornato il 09/01/2022
carie del legno

Durante il mese di gennaio, quando la vegetazione è meno rigogliosa, capita di vedere sui tronchi o sulle ramificazioni di alberi anche molto grandi, un certo numero di funghi carpofori. Per quanto siano uno spettacolo gradevole alla vista, essi sono preavviso di un iter di degrado irreversibile nella pianta sulla quale compaiono. Significa che l’albero è stato da lungo tempo aggredito dalla carie del legno, una malattia fungina che intacca principalmente le parti legnose delle piante. Le spore di questi funghi si insinuano nel legno attraverso ferite aperte che vengono prodotte da operazioni di potatura eccessive, da scontri con oggetti pesanti (il rasaerba per esempio), oppure da rotture dovute ad agenti atmosferici aggressivi o, ancora, da insetti in grado di erodere la corteccia. Solitamente le carie si sviluppano con più facilità all’interno di esemplari che siano già compromessi o indeboliti dal contesto, per esempio alberi in condizioni precarie di salute.

Come si insinua e agisce 

Le spore fungine delle carie del legno possono essere veicolate da acqua e aria che penetrano all’interno del corpo legnoso con una certa pressione, attraverso ferite o rotture della corteccia. Una volta entrate, le spore possono iniziare il loro lento lavorio scorrendo attraverso i vasi, trasportate dalla linfa della pianta. Oppure, possono essere più celermente propagate dagli scolitidi, insetti capaci di creare insidiose gallerie nei tronchi e nei rami. L’apporto di acqua non farà che aiutare la proliferazione dell’infezione. L’albero inizia il suo lento deperimento, le pareti cellulari si assottigliano e il legno diventa spugnoso, un insieme inconsistente di segatura.

alberi carie del legno

Non esiste un solo tipo di carie che danneggia gli alberi: si conoscono quelle bianche e quelle brune. Le prime, così definite perché di colore chiaro, hanno consistenza spugnosa, lamellare o fibrosa e demoliscono la lignina e altri componenti. Le carie brune invece attaccano la cellulosa producendo uno sfarinamento bruno, appunto, che degrada solo in modo parziale la lignina. Entrambe possono intaccare il fusto e i rami (sia l’alburno, la parte legnosa più giovane, presente sotto la corteccia, dove scorre la linfa, sia il durame, la parte legnosa interna), il colletto o l’apparato radicale, creando grave pregiudizio alla stabilità dell’esemplare.

Tempi lunghi 

L’attacco della carie bianca o bruna non è immediatamente visibile; prima che il fenomeno di marcescenza si manifesti con la presenza dei carpofori all’esterno della pianta potrà intercorrere un tempo molto lungo. Non esistono metodi per curare questa grave patologia; purtroppo, quando compaiono i segni della malattia sulla corteccia, la pianta all’interno sarà già svuotata e quasi completamente erosa. Andrà quindi abbattuta, perché non siano eventi atmosferici inattesi a farla precipitare, a rischio e pericolo di persone e oggetti.

Un’unica soluzione 

Come è stato già detto, le spore fungine della carie del legno non sono in grado di aprirsi autonomamente dei varchi all’interno delle piante, ma sfruttano le ferite già aperte. Gli interventi che possono determinare ferite pericolose sono quelle accidentali di un rasaerba, che può produrre scortecciamenti all’altezza del colletto della pianta, o la rimozione dei polloni basali fatta in modo poco accurato. Ma, soprattutto le potature troppo invasive che indeboliscono qualsiasi esemplare, anche in buona salute, aprendo la porta a un attacco quasi certo dei funghi. Più sono grandi i tagli e le incisioni, più la probabilità che si infettino aumenta.

Dal momento che la carie è una malattia da ferita, l’unica arma per salvare le piante è la prevenzione.

Occorre evitare le ferite occasionali e durante le potature si deve tagliare il minimo indispensabile (un quarto, al massimo un terzo dell’apparato aereo degli alberi, è sufficiente) e in modo corretto, utilizzando il mastice cicatrizzante per accelerare la guarigione. 

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