Agrifoglio in vaso e in piena terra

Grazie alle bacche rosse e alle foglie verdi, l’agrifoglio è per tradizione legato al Natale e all’inverno. Ma in tutte le stagioni ci regala la sua pungente bellezza. Ecco come coltivarlo in vaso o piena terra.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 15/12/2014 Aggiornato il 15/12/2014
agrifoglio in vaso

Ilex aquifolium è l’unica specie di agrifoglio endemica in Italia e presenta una grande variabilità che è stata abilmente sfruttata dai selezionatori. In natura è pianta longeva (anche 200 anni), cresce mediamente 15 cm per anno, ma è più conosciuto come arbusto ornamentale da giardino di dimensioni contenute che spesso viene cimato e potato per mantenere una forma precisa e inalterata nel tempo. È sempreverde anche se in realtà opera un lento ricambio del fogliame persistente e tende, soprattutto dove è in competizione con altre essenze per la luce, a spogliarsi nella parte bassa assumendo nei soggetti di grandi dimensioni a portamento arboreo un aspetto tipico da conifera spalcata.

L’acquisto dell’agrifoglio

Le piante sono a sessi separati perciò per avere bacche colorate, è necessario acquistare una pianta femmina: fatelo tra febbraio e ottobre quando sono visibili le bacche rosse. Valutate anche le dimensioni e la forma della chioma e le foglie che devono essere grandi, numerose, fitte e lucide. La vegetazione deve essere compatta. Queste sono tutte caratteristiche proprie di piante in salute e ben nutrite che avranno buone probabilità di attecchire con successo.

La posizione giusta

L’agrifoglio in giardino può essere usato in modo diverso:

  • come pianta isolata da far crescere nel tempo;
  • come elemento arbustivo di forma definita;
  • come pianta d’ingresso per sottolineare il suo antico valore augurale;
  • come elemento di macchie informali arbustive;
  • come siepe mista o monospecie.

Esigenze

L’agrifoglio non ha grandi esigenze: ha una buona adattabilità riguardo al terreno; l’unico da evitare è quello calcareo, il più indicato quello sciolto, ben drenato e ricco di humus. L’esposizione migliore è in pieno sole o, al massimo, in mezza ombra. Saggiate il terreno e a parità di altri requisiti acquistate le piante che si presentano umide e con indizi, come muschio e vegetazione erbacea nata in modo occasionale vitale, che facciano pensare a una corretta gestione delle annaffiature delle piante in fase di allevamento.

Agrifoglio in vaso e in piena terra

L’agrifoglio cresce bene in vaso purché di dimensioni adeguate e se sono previsti rinvasi con rinnovo parziale del terriccio almeno ogni tre anni. Chi vuole può porlo in giardino in piena terra. In questo caso al momento della messa a dimora non è rara un’ingente perdita di foglie: per rimediare mantenere una buona umidità del terreno fino alla comparsa della nuova vegetazione. Nelle regioni fredde piantate i nuovi agrifogli a primavera prima della ripresa vegetativa, nelle zone miti preferite una messa dimora autunnale. Una volta scelta la posizione nel giardino evitiamo il trapianto perché non sempre il successo è assicurato. Scavate una buca larga il doppio del vaso e profonde una volta e mezzo. Scartate metà del terreno di scavo, tenete la parte più fine e superficiale, aggiungete torba, sabbia e terricciato. Ponetela sul fondo compattandola così che la zolla non si abbassi. Collocate la zolla in modo che il colletto sia a livello del terreno, ­­riempite il resto della buca. A questo punto scavate un anello a 10 cm dal tronco, largo come la buca. Riempitelo di aghi di pino, corteccia e pigne in modo che mantengano a lungo l’umidità dopo le bagnature.

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