Verde verticale: dove manca lo spazio

Alcune piante d’appartamento sono perfette per assorbire i vapori di sostanze dannose che possono essere presenti nei luoghi chiusi. E se manca lo spazio basta appenderle a una parete e coltivarle in speciali “tasche” di tessuto.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 24/06/2015 Aggiornato il 24/06/2015
Verde verticale: dove manca lo spazio

I vantaggi di una parete verde verticale in casa sono moltissimi. televisori, computer e stampanti, presenza continuativa di persone oltre all’ermeticità degli infissi di nuova generazione, possono creare ambienti stagni e privi dell’adeguato tasso di ossigeno se non si garantisce il ricambio d’aria quotidiano. Le pareti verdi indoor possono essere un sistema che migliora sia la percezione psicologica dell’ambiente in cui si vive, che la qualità dell’aria nella stanza. Si posso creare pareti verdi con sistemi auto costruiti per ancorare i vasi tradizionali su più livelli, oppure utilizzare le piante in idrocultura alloggiate in appositi contenitori brevettati, senza terra, su un substrato di argilla espansa. La coltura idroponica ha origini antichissime. Una volta il suo significato era solamente quello di saper far crescere le piante in acqua, mentre negli anni trenta del Novecento è stata riscoperta e migliorata, arrivando fino ai giorni nostri come valente tecnica colturale indoor. Le piante crescono su un substrato inerte che mantiene l’umidità, così non si hanno problemi legati alla terra (e si evita di sporcare in casa) e ai batteri del suolo. Le piante vengono nutrite da una soluzione di acqua ed elementi minerali solo quando il substrato si secca.

Come si fa

far aderire al muro un graticcio leggero (per esempio bambù)

1. Con il più classico sistema fai da te si può far aderire al muro un graticcio leggero, per esempio in bambù, con le traverse orizzontali a cui agganciare vasi tradizionali forniti di un anello a gancio intorno al bordo superiore, realizzato con il fil di ferro, oppure utilizzando vasi già predisposti per essere appesi.

 
sistemi già pronti reperibili sul mercato consistenti in moduli di 4 tasche di feltro resistenti montate su un pannello che le isola rispetto al muro

2. Esistono dei sistemi già pronti reperibili sul mercato consistenti in moduli di 4 tasche di feltro resistenti montate su un pannello che le isola rispetto al muro al quale andranno attaccate; ogni tasca ha gocciolatori modulabili regolati da una pompa idrica. Il pacchetto offre anche dei teli che servono ad avvolgere le radici e proteggerle in caso si abbia piacere o necessità di spostare le piante. Il modulo a 4 tasche è dotato di asole che consentono l’inserimento in semplici bastoni per le tende (A- il peso della confezione a 4 tasche è di appena 100 grammi senza le piante), o l’inserimento di ganci metallici da fissare su binari tassellati (B) alla parete interessata.

 

Le piante adatte

  • Aglaonema Crispus (Aglaonema) appartiene alla famiglia delle Araceae, ha un fogliame color verde argentato, ama gli ambienti luminosi e per svilupparsi con prosperità ha bisogno di un ambiente caldo umido con temperatura tra i 15 e i 27°C. Il suo pregio è quello di purificare l’aria da sostanze inquinanti come benzene e formaldeide. Va annaffiata settimanalmente.
  • Syngonium (singonio) ama temperature più miti tra i 18 e i 20°C. Come l’Aglaonema ha un alto potere purificante da formaldeide, monossido di carbonio e xilene. Anch’essa necessita di irrigazioni settimanali e concimazioni ogni tre mesi circa, con concime liquido.
  • Nephrolepsis exaltata, la felce di Boston, essendo una pianta da sottobosco vive bene in locali non eccessivamente luminosi purché l’umidità sia elevata. Più di Aglaonema e Singonio è in grado di assorbire la formaldeide dall’ambiente e oltre a quello assimila anche lo xilene ed è in grado di riequilibrare la carica ionica dell’aria.
  • Sanseviera liberica, appartenente alla famiglia delle Liliaceae, ha foglie compatte e portamento a rosetta ed è particolarmente adatta agli ambienti domestici dal momento che è in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana, seppur in tono minore, anche nelle ore notturne. Ama gli ambienti caldi e luminosi con temperature non inferiori ai 16°C. Le annaffiature sono da apportare solo qualora il terreno sia del tutto asciutto. Il suo potere di purificazione dell’aria agisce bene su elementi come il benzene, lo xilene, il tricloroetilene, il toluene e la formaldeide.

La manutenzione: il segreto è l’umidità

La parete verticale se viene realizzata all’esterno prevede la formazione di una barriera di vegetazione continua capace di ricreare per la grande superficie traspirante una sorta di microclima caratterizzato da un’elevata umidità che avvolge le piante e migliora l’ambiente. Nelle realizzazioni domestiche quest’effetto di barriera verde è più difficile da ottenere per la dimensione limitata e per l’aria secca che caratterizza, specie durante l’inverno, le nostre case. Le piante per vegetare con forza e svolgere il loro compito di “filtro dell’aria dagli inquinanti” devono essere mantenute in condizioni di temperatura e umidità ideali. Umidità che dovremo fornire in due modi: con le bagnature, consentendo alla pianta di assorbire quanto necessita, e con le irrorazioni sulle foglie. Le irrorazioni sulla vegetazione sono sempre positive e devono essere eseguite con regolarità per consentire alla pianta di massimizzare la fotosintesi clorofilliana tenendo aperti gli stomi, responsabili degli scambi gassosi con l’esterno. Aria secca, temperature alte, scarso assorbimento d’acqua dalle radici spingono la pianta a difendersi da un ulteriore disidratamento chiudendo gli stomi. In questo modo la pianta non sintetizza nuove sostanza nutritive e non assorbe inquinanti. Il consiglio è dunque quello di irrorare spesso, anche tutti i giorni, e bagnare con continuità poco e spesso per mantenere costante il livello di umidità del substrato ed evitare ristagno d’acqua sul fondo dei contenitori.

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