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Il tronchetto della felicità (Dracaena fragrans) è una pianta d’appartamento molto apprezzata per il fogliame elegante, la capacità di purificare l’aria e la relativa facilità di cura. Originario delle foreste tropicali africane, presenta un tronco legnoso e foglie lanceolate verde brillante con possibili striature giallo-lime. In condizioni ottimali può anche fiorire, sebbene di rado in casa.
La sua coltivazione richiede un adeguato equilibrio tra luce, acqua, umidità e temperatura, poiché cure scorrette causano facilmente ingiallimenti, punte secche o macchie.
Come annaffiarlo
L’annaffiatura rappresenta uno degli aspetti più delicati nella coltivazione del tronchetto della felicità. Questa pianta ama un terreno che si asciughi tra un apporto d’acqua e l’altro: pertanto bisogna toccare il terriccio nei primi 2-3 cm superficiali e annaffiare solo quando risultano asciutti al tatto.
In primavera ed estate, periodo di crescita attiva, l’intervallo tipico tra un’annaffiatura e l’altra è di circa 7-10 giorni, variando in base alla temperatura e all’umidità ambientale. In autunno e inverno, invece, la pianta entra in riposo vegetativo e necessita di molta meno acqua: può essere sufficiente bagnare anche una volta ogni due o tre settimane.
È fondamentale evitare il ristagno idrico: l’acqua nel sottovaso deve essere sempre eliminata perché le radici della Dracaena non tollerano l’umidità stagnante, che causa marciume radicale e un tronco molle alla base.
Tutte le cure
Oltre all’annaffiatura, il tronchetto della felicità richiede alcune attenzioni specifiche per mantenersi rigoglioso. Le esigenze termiche sono piuttosto precise: la pianta prospera con temperature tra 18°C e 25°C, soffrendo se esposta a valori inferiori ai 12-15°C e mal sopportando correnti fredde.
L’umidità dell’aria è un altro fattore determinante. In ambienti troppo secchi, come quelli con riscaldamento acceso in inverno, il fogliame può seccarsi. Per questo motivo è utile nebulizzare le foglie con acqua distillata o piovana ogni 2-3 giorni per mantenere ottimali i livelli di umidità intorno alla chioma.
Durante la stagione vegetativa (da aprile a settembre), è consigliato somministrare un concime liquido specifico per piante verdi ogni 15-20 giorni, diluendolo a metà della dose consigliata. Questo favorisce il vigore del fogliame e previene l’ingiallimento dovuto a carenze nutritive.
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Dove posizionarlo
La pianta predilige luce abbondante ma diffusa; pertanto, il luogo ideale in casa è vicino a una finestra con luce naturale filtrata. È importante che non riceva raggi solari diretti, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno, poiché questi possono bruciare le foglie e provocare la formazione di macchie marroni.
La posizione ottimale potrebbe essere un soggiorno o uno studio con una finestra esposta a Est o Ovest, dove la luce è intensa ma non aggressiva. Evitare anche gli angoli troppo bui, perché la mancanza di luce rallenta la crescita e può far apparire le striature del fogliame meno vive.
Quale vaso e che terriccio scegliere
Il vaso adeguato deve avere fori di drenaggio sul fondo per permettere all’acqua in eccesso di defluire liberamente.
Il terriccio ideale è un substrato universale di qualità miscelato con materiali che favoriscono il drenaggio, come perlite o argilla espansa. Questi componenti impediscono l’accumulo di acqua attorno alle radici e favoriscono un ambiente arioso e ben ossigenato per lo sviluppo radicale.
Il rinvaso va effettuato ogni 2-3 anni o quando le radici fuoriescono dai fori di drenaggio. Dopo il rinvaso, è consigliabile non concimare per 1-2 mesi, poiché il nuovo terriccio contiene già nutrienti sufficienti.
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Problemi comuni
Tra i problemi più frequenti nella coltivazione del tronchetto della felicità ci sono foglie che ingialliscono, punte secche o marroni, macchie fogliari, foglie ripiegate o escrescenze biancastre dovute a parassiti.
Foglie che perdono colore
La perdita di colore (soprattutto nelle foglie giovani che restano piccole e verdi pallide, e in quelle più vecchie che ingialliscono) è spesso dovuta a una carenza di azoto, tipica di piante in vasi troppo piccoli o con terriccio povero e scarsamente concimato. Somministrare concimi liquidi ricchi di azoto con regolarità e, a scopo preventivo, scegliere piante sane allevate in substrato di qualità.
Foglie che diventano gialle
L’ingiallimento delle foglie può derivare da un eccesso di luce, in particolare da contatto diretto con raggi solari o luci artificiali troppo intense, fenomeno accentuato in estate e in presenza di apporto idrico insufficiente. È utile spostare la pianta in un luogo più ombreggiato, tagliare le foglie danneggiate per favorire un nuovo ricaccio e nebulizzare il fogliame con acqua; non sono necessari trattamenti antiparassitari o concimazioni specifiche per questo problema.
Punte secche
Se le punte delle foglie appaiono secche, la causa può essere l’irrigazione irregolare, un ambiente troppo asciutto o correnti d’aria eccessive. Meglio trasferire la pianta in una zona con umidità più adeguata, lontano da fonti di calore e correnti, regolarizzare le annaffiature e alternarle con nebulizzazioni; in primavera si può rinvasare e, in estate, proteggere dalla luce solare diretta iniziando le concimazioni.
Macchie
Le macchie di colore giallo-bruno lungo i margini fogliari sono frequentemente causate da un eccesso di concime. Questi danni sono in genere non recuperabili; è consigliato interrompere la concimazione per alcuni mesi e riprenderla solo con dosaggi molto ridotti, evitando trattamenti antiparassitari non necessari.
Foglie ripiegate e accartocciate
Foglie che si arricciano o sono deformate, accompagnate da ingiallimenti e rallentamento della crescita, possono indicare un attacco di afidi, parassiti di colore verde o nero che si nutrono della linfa. Si consiglia di intervenire tempestivamente con insetticidi contro gli afidi, sia chimici sia biologici (ad esempio con prodotti a base di piretro, tanaceto o neem), e ridurre concimazioni troppo ricche di azoto che favoriscono tessuti teneri più suscettibili.
Escrescenze biancastre
La presenza di ammassi biancastri appiccicosi alla base delle foglie indica un attacco di cocciniglia. Se la infestazione è grave, può causare deperimento generale della pianta. Trattare con insetticidi specifici a base di oli minerali che soffocano gli insetti o, in casi limitati, usare una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia risciacquando dopo circa venti minuti; in infestazioni forti è opportuno eliminare le foglie più colpite.
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