Tradescantia: poche cure, tante foglie

Chiamata anche “erba miseria”, la tradescantia si apprezza per la massa di vegetazione decorativa e ricadente, la facilità di coltivazione, l’alta rusticità che la rende quasi inattaccabile dai parassiti, il limitato ingombro e il costo contenuto. Ed è longeva: collocata in un basket appeso, vive bene anche per 10-15 anni.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 02/06/2013 Aggiornato il 02/06/2013
tradescantia petali bianchi
Tradescantia albiflora

Tradescantia appartiene alla famiglia delle Commelinaceae che comprende varie specie, tutte perenni e sempreverdi, tipiche delle zone tropicali ed equatoriali dell’America Centrale e Meridionale. La vegetazione è formata da fusti teneri, carnosi e nodosi, piuttosto sottili, sui quali si inseriscono foglie di piccola-media dimensione, con forma ovale-lanceolata, generalmente appuntite, di colore variabile. Tutte le specie producono fiori, molto piccoli, formati da tre petali di colore variabile dal bianco al rosa, raggruppati in cime terminali. Da noi si utilizza come pianta ricadente da interno, collocata nei basket o in vasi posizionati in alto, su una mensola.

Tradescantia a giugno all’aperto

Negli ambienti interni, tradescantia deve essere collocate in luoghi pienamente luminosi ma non colpiti da insolazione diretta, che può determinare gravi danni, quali la decolorazione o la scottatura delle foglie. Sono piante inadatte agli ambienti troppo in ombra, in quanto la mancanza di luce determina velocemente l’ingiallimento delle foglie, che si mantengono anche più sottili del normale. Da maggio possono essere portate all’aperto, mantenendole all’ombra parziale di altre piante, purché queste non siano conifere.

Rinvasi saltuari

L’erba miseria è pianta longeva che può vivere in appartamento sino a 10-15 anni. Se è mantenuta in ottime condizioni di vigore e la crescita non rallenta, ogni 3-4 anni è consigliabile procedere ad un nuovo rinvaso, intervenendo dalla tarda primavera sino alla fine dell’estate, dopo aver provveduto a sfoltire e ad accorciare la chioma con interventi di potatura. Per gli eventuali rinvasi, o rinnovi parziali di substrato, va usato un terriccio di buona qualità, non troppo leggero, organico, torboso, dotato di una discreta presenza di foglie frantumate. Quello ideale è così costituito: 50% terriccio universale per piante d’appartamento; 30% terra di foglie di bosco; 20% sabbia silicea.

Temperatura: mai al freddo

Meno esigente di calore rispetto ad altre specie tropicali, tradescantia richiede, per un costante e rigoglioso sviluppo, temperature comprese tra i 22 ed i 24 °C. Durante i mesi più freddi le piante non tollerano temperature inferiori ai 12-14 °C, capaci di determinare in pochi giorni il prima il rammollimento e poi il disseccamento del fogliame. In estate, se la temperatura supera a lungo i 25-27 °C, è opportuno spruzzare quotidianamente acqua sulle foglie per rinfrescarle: questo intervento mantiene elevato il ritmo di fotosintesi.

Irrigazione: umidità costante

Le piante di erba miseria richiedono un’irrigazione frequente in primavera e in estate, quando il terriccio deve essere mantenuto umido nei primi 2-3 cm, però mai intriso di acqua. L’acqua distribuita va ridotta di circa la metà durante il periodo autunno-invernale, quando le piante sono in stasi vegetativa e riescono a sopportare anche una moderata siccità. È importante eliminare sempre l’acqua che ristagna nel sottovaso, poiché potrebbe favorire lo sviluppo di marciumi radicali generati da funghi.

Concimazione: due volte all’anno

Se cresce in substrato fertile e di buona struttura, la pianta è scarsamente esigente per quanto riguarda l’apporto di elementi nutritivi. È sufficiente concimare con un fertilizzante liquido, specifico per piante verdi da interno, a base principalmente di azoto, una-due volte in primavera (tra marzo e maggio) e una volta in autunno (settembre-ottobre): la crescita sarà regolare e la vegetazione in buone condizioni. La concimazione non va mai effettuata in inverno e durante i mesi più caldi dell’anno.

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